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Intervista di |
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IL PRONOSTICO DI PAUL CAYARD
Paul Cayard, questa volta farà lo spettatore. Larry Allison,
dopo averlo voluto tra gli uomini della sfida di Oracle, ha accusato
il peso della sua personalità e del suo carisma e ritenendolo
un ostacolo alla sua visibilità nell'ambito
dell'organizzazione, pur tenendolo nell'organico, lo ha esautorato da
ogni funzione. Così Paul ha tutto il tempo di andare a regatare
sui campi di regata di tutto il mondo e di occuparsi di più dei
suoi figli, magari accompagnandoli a scuola con la sua Ferrari
Maranello. È comunque molto addentro ai segreti della Coppa e
un suo pronostico sulla Louis Vuitton e sulla Coppa America, sa quasi
di profezia.
"Credo che Alinghi vincerà la Louis Vuitton Cup e la Coppa America e la Coppa quindi andrà per la prima volta nel Mediterraneo. - esordisce, tanto per non farci restare nel dubbio - Penso che poi la difenderanno in Francia perché l'accordo che hanno è con un Club di Séte. Per quel che riguarda la finalista della Louis Vuitton Cup, sarà la sfida di Oracle, mentre semifinalista sicura sarà Prada. Per quel che riguarda la quarta semifinalista è molto difficile fare un pronostico: possono essere gli svedesi, Star & Stripes o One World ma quest'ultimi avranno troppi problemi. Sicuramente Mascalzone Latino e i francesi di Areva non entreranno nei quarti di finale, sono troppo poveri sia in fatto di risorse che di tempo avuto a disposizione. Però per Mascalzone Latino è bello che stiano facendo una buona base di esperienza per poter organizzare una forte sfida per la Coppa America del 2006". Il tuo rapporto con Oracle attualmente è solo contrattuale. Ti dispiace molto non partecipare a questa Coppa dopo 22 anni di assidua presenza, gli domandiamo. "Sì, mi dispiace per vari motivi, sia per la mia carriera che per la mancata opportunità di vincere la Coppa America che non ho mai ancora vinto e credo che la squadra di Oracle ha molte buone possibilità di vincere e mi piace credere che potevo essere utile nel settore che può essere una delle loro debolezze: la leadership, la direzione generale della sfida. Non è tutto chiaro lì e questa può essere la loro debolezza". Sei andato in contrasto con l'ego dell'armatore Larry Allison? "Sì, l'armatore non vuole che qualcuno, oltre a sé, abbia un ruolo di leader o di maggiore importanza rispetto a lui. E questo crea difficoltà, perché lui non ha il tempo di andare lì ed essere leader. Ogni team ha bisogno di un leader per avere successo: questa è sempre una mancanza per Oracle e quindi lascia cento persone senza una buona direttiva e un buon supporto nel senso di sapere dove vanno e perché vanno lì". Pensi che lui vorrà timonare? "Lui dice che vuole timonare. Spera che la barca sarà talmente veloce che può timonare sempre. Credo che lui abbia capito che non può fare la partenza, ma la sua aspirazione è di timonare tanto. La realtà probabile è che andando avanti, quando le regate diventeranno più dure, sarebbe meglio che non timonasse". Cosa pensi che farà Francesco De Angelis? "Francesco è un bravo timoniere ma la sua debolezza è il match race, più evidente nella partenza. Non so come gestiranno la parte agonistica con i vari personaggi come Rod Davis e Gavin Brady, non so se hanno creato un ambiente dove ognuno si sente ben inserito nel proprio ruolo e quindi spinto a metterci tutta la passione per contribuire al miglior risultato". |