
Intervista di Paolo Venanzangeli al tailer del team +39 Challenge
Pubblicata su Nautica 518 di Giugno 2005
Luna Rossa
Mascalzone Latino
+39 Challenge
Desafío Español
Areva Challenge
Team Germany
Victory Challenge
BMW Oracle Racing
Team Shosholoza
China Team
Emirates Team NZ
Alinghi
Riepilogo
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STEFANO RIZZI
+39 cosa significa?
+39 è il prefisso per l'Italia. La sfida è abbastanza
particolare sotto tutti i punti di vista: sotto il punto di vista
della ricerca dei soldi perché è una delle poche che non
ha dietro il classico mecenate, ma dei soci che cercano sponsor per
mantenere questo giochino molto costoso. La parte velica è una
sorpresa perché cerca di radunare tanta gente giovane, anche se
brava, perché abbiamo il fior fiore di olimpionici con qualche
esperto e cioè: io, Tommaso Chieffi, Massimo Galli, Piero
Romeo. Non siamo tanti come esperti, se penso come eravamo noi con
Luna Rossa nel 2000 che eravamo veramente dei veri guru della Coppa.
È un approccio giusto?
Fino ad un certo punto. Io ritengo che nella vela comandi sempre molto
una certa esperienza, che si ha solo a una certa età,
perché non è come nel ciclismo che uno a 28 anni
può essere maturo e vincere un Tour de France. È giusto
l'abbinamento fra uomini d'esperienza e i giovani che danno certi
input freschi elaborati dai più anziani. Gli anziani devono
essere abbastanza umili e maturi da accettare idee nuove da elaborare.
È quello che sta cercando di fare +39. La vela è
un'evoluzione, a una certa età ci si deve rassegnare di non
avere più la cattiveria di una volta. Con gli anni interviene
la saggezza e si è meno spietati.
Come vedi una Sfida italiana con una maggioranza di stranieri?
Se uno è un pò più patriota - e io lo sono - lo
vede un pò male e io alla fine sono un nostalgico, mi
piacerebbe ci fossero tanti italiani, parlare italiano rende di
più, invece purtroppo mi devo adattare cercando di parlare
inglese. Il mio sogno sarebbe di avere più italiani. Non dico
tutti, perché sarebbe anacronistico.
Tre sfide italiane, non sono troppe?
È positivo per l'Italia. La Coppa America, bisogna rassegnarsi
e lo dico da sportivo, è un grossissimo evento che coinvolge
dai bambini a chi fa la spesa al supermercato. Avere più sfide
non è un fallimento, è positivo per tutti, per i
cantieri, per il giornalismo, per i libri di nautica. La Coppa America
fa bene e lo dico da buon sportivo. L'evento è tecnologico, poi
ci sono i pettegolezzi, perchè la Coppa vive anche di questo.
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