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Dopo il 13° e ultimo atto, inizierà finalmente la vera Louis Vuitton Cup, in cui gli undici sfidanti decideranno chi sarà a combattere con "Alinghi", per la conquista del più antico, tradizionale e conosciuto trofeo del mondo

Articolo di Paolo Venanzangeli

Pubblicato su Nautica
540 di Aprile 2007

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Areva Challenge
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Victory Challenge
BMW Oracle Racing
Team Shosholoza
China Team
Emirates Team NZ
Alinghi
Riepilogo

L.V. Act
Act 4 - Valencia
Act 5 - Valencia
Act 6 - Malmoe
Act 7 - Malmoe
Act 8 - Trapani
Act 9 - Trapani
Act 10 - Valencia
Act 11 - Valencia
Act 12 - Valencia
Act 13 - Valencia


ED È SUBITO COPPA

Certo molto è cambiato nel mondo della Coppa dall'ultima edizione. A parte il 1983, quando fu, per la prima volta, sradicata dalla bacheca del New York Yacht Club, dopo più di 100 anni di permanenza, mai il panorama fu così diametralmente diverso. Intanto, la Coppa delle 100 Ghinee, messa in palio per una regata intorno all'isola di Wight, nel 1851, anno dell'esposizione universale di Londra, è tornata finalmente in Europa. Più precisamente in Spagna, visto che i vincitori svizzeri, non avevano sbocchi al mare, come vuole il regolamento. Le barche, pur essendo rimaste della stessa classe di quelle del '92, dovendosi comunque adattare a situazioni meteorologiche diverse, sono molto cambiate. Molti seguono la moda del nero che evita l'appesantimento della barca con vernici. Gli scafi sono molto stretti, passando da una larghezza al baglio massimo, di oltre 5 metri de "Il Moro di Venezia" ai poco più di tre di questa edizione, oltre tutto messo in posizione molto avanzata. Le prue sono molto dritte, alcune addirittura all'indietro e le poppe con slanci sempre più importanti. Molto evidenti, in alcuni scafi , anche le murate dritte, raccordate al fondo piatto, da un vero e proprio spigolo, che costringerà ad angoli di sbandamento non progressivi. Con manovre rese sempre più difficoltose dallo spazio sempre più esiguo, sia per il timoniere che, soprattutto, per gli altri manovratori, specialmente i grinder, che si trovano a dovere operare a stretto e pericoloso contatto con i tailer.

Naturalmente, il team più atteso è quello svizzero di "Alinghi", nato nell'estate del 2000, che rappresenta la Société Nautique de Genève e che è riuscito a conquistare la Coppa America il 2 marzo 2003, battendo Team New Zealand 5-0 e aggiudicandosi la 31a edizione. Ernesto Bertarelli non è soltanto il presidente della sfida, ma anche un fondamentale membro dell'equipaggio, dal momento cha a bordo, ricopre il delicato ruolo di navigatore. Il veterano di America's Cup, Grant Simmer, è General Manager del Team e supervisore del pool progettuale. Il sailing team, dopo la perdita dello skipper e timoniere Russell Coutts è guidato da Brad Butterworth, con il direttore sportivo, Jochen Schuemann, che può contare su alcuni tra i migliori velisti al mondo come Peter Holmberg ed Ed Baird. Si è aggiudicato il Campionato Louis Vuitton Classe AC, e quest'inverno l'ha passato a Dubai, per sfruttare le migliori condizioni climatiche.

Ma per tutti questa è l'edizione italiana della Coppa. Oltre ai tre sindacati azzurri, ci sono infatti pesanti presenze italiane, intanto proprio sul defender "Alinghi", dove sia l'armatore Ernesto Bertarelli, che il comandante Cico Rapetti che i tailer Ciccio Celon e Lorenzo Mazza, sono italiani.

Nella sfida sudafricana "Shosholoza", nata a Cape Town grazie al Comandante Salvatore Sarno, Direttore Managing della Mediterranean Shipping Company a Durban (Sud Africa), che ha saputo ideare una sfida importante perché è la prima volta che un team africano partecipa all'evento, reclutando velisti dalle zone locali e anche dalla scuola di vela "Izivunguvungu MSC Foundation for Youth", di Simonstown, vicino Cape Town. Il nome Shosholoza è profondamente legato alle radici indigene della cultura sudafricana. Si rifà a un'antica canzone da lavoro cantata dai minatori e da tutti coloro che erano costretti a una vita di enormi sacrifici e fatiche fisiche. Letteralmente significa "vai avanti" o "fai spazio", entrambi adatti a un team di America's Cup. Shosholoza ha conquistato la simpatia di pubblico e ha iniziato anche a ottenere sorprendenti risulta ti, quando sono saliti a bordo, dell'unico scafo a disposizione, insieme allo skipper Mark Sadler e allo lo stratega Ian Ainslie, gli azzurri: il timoniere Paolo Cian e il tattico Tommaso Chieffi.

Ci sono poi i challenge ufficialmente tricolori, iniziando da quello che è ormai al suo terzo tentativo. "Luna Rossa Challenge" è una sfida completamente nuova, nata dall'esperienza del progetto Prada che debuttò in America's Cup nel 1999. Il primo tentativo ebbe grande successo e il 6 febbraio 2000 Luna Rossa, timonata da Francesco De Angelis, vinse la Louis Vuitton Cup. Nel Match finale la barca italiana si arrestò di fronte al Defender neozelandese. Nell'edizione 2002-2003 Luna Rossa fu eliminata nelle semifinali della Louis Vuitton Cup. Questa volta De Angelis può contare anche sul campione australiano James Spithill, giovane ma molto esperto e aggressivo e con diversi titoli già nel cassetto. Sebbene il team si sia iscritto ufficialmente soltanto nell'agosto 2004, è stato il primo ad allestire la base a Valencia e a cominciare gli allenamenti in mare. Ora, dopo il varo della seconda barca, ITA 94, il team, su cui è tornato a fare da tattico il cinque volte medagliato olimpico Torben Grael, che certamente farà la differenza.

È caratterizzato da un forte spirito italiano e supportato dal Gruppo Bancario Capitalia, quale sponsor principale, il Mascalzone Latino Capitalia Team, che ha grandi aspettative per questa campagna di Coppa. Si tratta della seconda sfida consecutiva per il team guidato da Vincenzo Onorato, armatore e presidente di "Moby", società nei trasporti marittimi. Il Team, che corre con i colori del Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli, ha acquistato le due barche Stars & Stripes USA-66 e USA-77 dal Team Dennis Conner. Il nuovo team ha come skipper e tattico Vasco Vascotto, uno dei più noti velisti italiani, al suo esordio in America's Cup; timoniere è Flavio Favini, che ricopriva il ruolo di tattico per Mascalzone Latino durante la partecipazione 2002/2003, che si alterna con il danese Jes Gram-Hansen e coach Mauro Pelaschier. Il programma progettuale è coordinato da Harry Dunning, ex senior designer presso Reichel & Pugh. Un problema tecnico ha impedito al team di usare il nuovo scafo (ITA 90) per le regate del 2006 ma la bravura dell'equipaggio è stata tale da colmare le lacune della vecchia ITA 77. Ora hanno a disposizione anche il nuovo ITA 99.

E ancora "+39 Challenge", che ha lanciato, attraverso il Circolo Vela Gargnano (CVG) la sua sfida alla 32a America's Cup ed è stato il primo Challenger ufficiale ad unirsi a BMW Oracle Racing Team. Sebbene +39 sia al suo debutto nel teatro dell'America's Cup, può contare sull'esperienza di velisti di fama internazionale. Lo skipper, infatti, è l'italiano Luca Devoti, medaglia d'argento nella Classe Finn ai giochi olimpici del 2000. Al timone Devoti ha voluto che ci andasse il suo amico/rivale Ian Percy, che sul podio di Sydney lo aveva preceduto, aggiudicandosi l'oro. Giovanni Ceccarelli è il designer. Il progettista ha partecipato all'edizione 2002/2003 di America's Cup firmando la barca di "Mascalzone Latino". Ora è stata consegnata la nuovissima ITA 85, sulla quale il team ripone molte speranze per conquistare un posto nelle semifinali della Louis Vuitton Cup.

I team azzurri dovranno certamente vedersela con BMW Oracle Racing Team, una squadra internazionale che raggruppa 140 persone provenienti da 16 paesi diversi. Tante nazionalità, un solo obiettivo: vincere la 32a America's Cup nel 2007. Il team è stato creato nella primavera del 2000 da Larry Ellison, CEO e fondatore di Oracle Corporation (leader nella produzione di software). Per la 32a America's Cup, si è affiancato ad Ellison, Chris Dickson che ha portato le barche del Challenge of Record ad allenarsi in Nuova Zelanda.

Come ha fatto del resto la squadra di casa che ha una relazione lunga con l'America's Cup, se consideriamo che la prima sfida risale al 1986/87, ma l'attuale Emirates Team New Zealand fonda le sue radici nella campagna vittoriosa del 1995. Quell'anno, infatti, sulle ceneri delle precedenti campagne di Sir Michael Fay, nacque un nuovo team.

Il nuovo Emirates Team New Zealand ha molte cose in comune con il team del 1995, a cominciare da un forte leader, quale Grant Dalton, proveniente dal mondo delle regate oceaniche. I neozelandesi vantano alcuni tra i migliori velisti e progettisti al mondo e hanno tutta l'intenzione di dimostrarlo, con le barche NZL 84 e 92 che sembrano tra le più veloci della nuova flotta. Rimangono poi le cinque squadre che, lungi dal poter essere classificate come cuscinetto, hanno certamente i loro assi nella manica.

"Desafio Espanol" è la quarta sfida spagnola all'America's Cup dopo la partecipazione alle Louis Vuitton Cup del 1992, 1995 e 1999. Il team Desafío Español però è un'assoluta novità e rappresenta una rottura con il passato. La squadra spagnola ha un budget sostanzioso ed è molto motivata nella sua strada verso la conquista della 32a America's Cup. L'acquisto del pacchetto barche di OneWorld è stata una mossa molto opportuna. Le barche americane, infatti, erano tra le più veloci dell'edizione 2003 e certamente sono state un ottimo punto di partenza per i progettisti Reichel & Pugh. L'equipaggio comprende molti velisti spagnoli, con precedenti esperienze in Coppa o nei giochi olimpici ma non mancano campioni di altri paesi, come Karol Jablonski e Jesper Radich, oltre a Paul Cayard in veste di direttore sportivo. Per Cayard si tratta della sesta presenza in una campagna di Coppa America. Cayard si occuperà di supervisionare la preparazione e la messa a punto della nuova imbarcazione, la ESP 97, che si aggiungerà alla ESP 88, ottimizzata per i venti tra i 10 e i 14 nodi e dotata di bompresso come la nuova "BMW Oracle" Usa 87.

Per gli svedesi di "Victory Challenge" si tratta della seconda campagna consecutiva e, per la Svezia, del quinto assalto alla "Old Mug". Nel 2002 Victory Challenge aveva dato prova di forza e determinazione nonostante le avversità. Il fondatore del team e Capo del Sindacato Jan Stenbeck, infatti, scomparve alla vigilia delle regate della Louis Vuitton Cup. Ma il team trovò la grinta necessaria per andare avanti fino ai quarti di finale, per poi essere eliminato nel ripescaggio. L'attuale Victory Challenge può contare sull'esperienza acquisita in quella campagna, sulla preparazione di molti membri del team e sulla bravura del progettista "Mani" Frers che certamente fornirà una barca molto interessante. Magnus Holmberg è stato scelto per reclutare e guidare il team e copre anche il ruolo di skipper e timoniere.

Il team "Areva Challenge", che sino alla fine del 2005 ha corso con il nome di K-Challenge, nasce prima ancora della 31a edizione di America's Cup. Lo skipper Thierry Peponnet ha partecipato a due America's Cup e vanta una medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1988 e una medaglia di bronzo ai giochi del 1984. Ha un'esperienza decennale in match race e in regate internazionali. "Areva Challenge" può anche contare sull'enorme esperienza del suo team leader, Dawn Riley, che vinse l'America's Cup nel 1992 a bordo di America3. Riley, inoltre, è stata attivamente coinvolta con le squadre americane nel 1995 e nel 2000 e ha anche preso parte a due edizioni della Whitbread Round the World Races. Come "K-Challenge", il team è stato al centro della flotta nella maggior parte dei Louis Vuitton Acts, esplodendo nei match race di Trapani, dove è riuscito a battere sia Alinghi sia Emirates Team New Zealand. La nuova barca FRA 93 è arrivata mentre l'equipaggio ha subito dei cambiamenti: al posto di Thierry Peponnet, il nuovo timoniere sarà Sebastian Col, precedentemente tattico a bordo.

United Internet Team Germany è la prima sfida tedesca all'America's Cup ed è guidata sull'acqua dallo skipper danese Jesper Bank, che vanta due medaglie d'oro e anche esperienza in America's Cup, essendo stato skipper del team svedese nell'edizione 2002/2003. Il team ha acquistato la barca di Mascalzone Latino edizione 2002 e l'ha ribattezzata GER 72. Con questo scafo, modificato per la versione 5 della Classe, ha partecipato alla stagione 2005 e 2006 e ora ha GER 89 da provare.

"China Team"corre con i colori del Qingdao International Yacht Club ed è il primo team cinese nella storia dell'America's Cup. A capo del sindacato c'è Chaoyong Wang, presidente di un'importante società asiatica. Wang ha stretto una partnership con "Le Défi", challenger francese nelle due precedenti edizioni di Coppa, per entrare in possesso dell'esperienza e del know- how del team e anche delle due barche ACC che avevano partecipato alla competizione nel 2002. L'alleanza che "China Team" ha stipulato con "Le Défi" è stata di grande aiuto al nuovo team. La squadra francese ha portato infatti in dote l'esperienza accumulata in due campagne di Coppa e negli Atti 2004, informazioni progettuali, competenza manageriale e un'ottima preparazione velica. China Team ha dovuto lavorare in fretta per prepararsi agli Acts del 2005 e non è riuscito a evitare il posto di coda, classificandosi dodicesimo. Nel 2006 la situazione non migliora anche per via di una barca vecchia e poco competitiva spesso soggetta ad avarie e rotture. Ma quello di China Team è un progetto a lungo termine e per realizzarlo, il team sta lavorando duramente. La stagione appena conclusa ha visto a bordo diversi velisti cinesi e ancora di più se ne aspettano nel 2007. Ma ora è pronta CHN 95.