Da Le Castella in Calabria alla Penisola Maddalena in Sicilia,
da Capraia in Toscana all'Isola di Mal di Ventre in Sardegna,
15 perle del Mediterraneo proposte come altrettanti spunti
per costruirci intorno una vacanza in barca all'insegna della
natura, del rispetto dell'ambiente e della sobrietà
È l'anno della green economy, del contenimento dell'effetto
serra, di nuove politiche industriali globali rivolte all'attenzione
dell'ambiente, del nuovo trattato di messa al bando delle armi
atomiche. È l'anno della ripresina dopo un biennio
economicamente molto difficile che chiama ad atteggiamenti più
sobri e a nuovi stili di vita. È l'anno giusto per una vacanza
all'insegna della natura. Per questo vi proponiamo quindici idee, o
meglio luoghi esemplificativi, se volete mete, intorno alle quali
impostare la vostra crociera. Tutte in Italia. Un modo per far venire
la sete di nuovi posti da visitare, piuttosto che di soddisfarla
appieno, cosa che queste poche pagine non ci avrebbero consentito. E
già che ci siamo ricordiamo ai nostri ospiti alcuni semplici
accorgimenti per proteggere il nostro mare:
limitare l'uso di stoviglie di plastica oppure sostituirle con quelle biodegradabili prodotte con l'amido di mais,
mantenere a bordo tutti i rifiuti prodotti e scaricarli, una volta giunti a terra, negli appositi cassonetti,
conferire i contenitori di acqua, latte, saponi, ecc., contrassegnati dalle sigle Pet, Pvc e Pe, nella raccolta differenziata della plastica,
servirsi sempre degli appositi contenitori per il recupero delle batterie dei piccoli apparecchi elettronici,
prestare la massima attenzione nelle operazioni di rifornimento di carburante, della barca e del tender, per evitare sversamenti in acqua,
usare prodotti di tipo ecologico per il lavaggio dell'imbarcazione e per l'igiene personale e comunque in quantità ridotte,
muoversi nel rispetto di tutte le forme di vita animale presenti nel mare.
E per il comandante di procedere a velocità ridotta nella
navigazione sotto costa, rispettando i limiti imposti nelle riserve
marine, evitare di danneggiare il fondale nelle operazioni di
ancoraggio, infine assicurare una buona messa a punto dell'apparato
propulsore, verificando periodicamente le eventuali perdite d'olio o
di combustibile.
Isola di Capraia FUORI DAL MONDO
I sentieri dell'isola portano i visitatori ad ammirare la macchia
tipicamente mediterranea; i suoi fondali rocciosi, costituiti da
falesie, frane sommerse e lunghi canaloni in cui dominano le
comunità del coralligeno e la rara patella gigante (Patella
ferruginea), sono estremamente interessanti per le immersioni.
Parliamo di Capraia, adagiata nel Tirreno poche miglia a nord
dell'Elba. A parte il versante occidentale, che per una fascia di 1000
metri dalla costa è incluso nella zona vietata dell'area
protetta, vigono limiti esclusivamente per la pesca. Il porticciolo
è piccolo e piuttosto affollato, perciò conviene
arrivare entro l'ora del pranzo, ma offre un buon ridosso. I siti
d'immersione più interessanti sono alle "Formiche",
all'estremità nord dell'isola, a "Punta della Foca", vicino al
porto, e lo "Scoglione" in prossimità di Punta del Turco.
È un'ottima base di partenza per una puntata sul "dito"
della Corsica.
La più meridionale delle isole dell'Arcipelago delle Ponziane
è il risultato di una grande colata lavica sulla quale si sono
andati stratificando ceneri, lapilli e sedimenti vari e l'erosione
delle coste mostra chiaramente il succedersi degli strati, con toni di
grigi alternati a colori bruni e gialli. A tutt'oggi l'afflusso di
turisti non ha scardinato l'identità sociale dell'isola, che
conserva i ritmi assai piacevoli dell'originario borgo di pescatori.
Pianeggiante e dalla forma allungata, ricorda la forma di un cetaceo
appena emerso dal mare. Nei pressi della coda, corrispondente alla
punta settentrionale, si trova il Porto Romano - mirabile opera
d'ingegneria realizzata asportando ben 60.000 metri cubi di roccia
tufacea, di cui sono visibili parti delle banchine, ancora utilizzate,
e dei magazzini, ora adibiti ad attività commerciali. Appena
più a nord c'è il più recente scalo di Cala
Rossano, detto appunto Porto Nuovo. Di fronte, verso levante, si
staglia l'isolotto di S. Stefano, sormontato dal carcere borbonico,
che vale senza dubbio una visita. Circa 7,5 miglia a sudest dal faro
di Punta della Guardia si erge il pittoresco Scoglio de La Botte con
fianchi a picco, è circondato da alti fondali.
Procida L'ISOLA DI ARTURO
Protagonista del celebre romanzo di Elsa Morante, Procida è la
meno glamour fra le isole Flegree e la preferiamo per questo. Bassa,
di natura tufacea, molto fertile, è, in fondo, un giardino
coltivato a limoni e vigneti. Tutto il versante settentrionale
è orlato da secche e bassi fondali e al centro del canale che
la separa da Capo Miseno si trova la Secca del Torrione. Sul versante
meridionale c'è Chiaiolella, un'insenatura naturale, protetta
all'ingresso da due moli, che offre uno scalo molto piacevole e ben
attrezzato. Su quello nord si trovano l'abitato principale, il porto
commerciale e il nuovo marina, sede di alcune compagnie di noleggio.
Poco distante merita di essere vista la strepitosa Marina di
Corricella. Navigando verso Napoli, doppiato capo Miseno, ci si
può immergere nel parco sommerso di Baia per ammirare mosaici
in ottimo stato di conservazione, colonne, resti di edifici, di moli e di peschiere.
Santa Maria di Castellabate L'ELEGANZA DELLA COSTIERA
Il tratto costiero di questa area marina protetta di recentissima
costituzione presenta un paesaggio ricco di insenature, piccole
spiagge sabbiose, pareti a picco sul mare e promontori punteggiati da
antiche torri saracene, ancora poco conosciuto dai diportisti. La
vegetazione assume i caratteri tipici della macchia mediterranea con
mirto, ginepro, corbezzolo e pino d'Aleppo. Da Castellabate, forse la
cittadina più elegante della costa, si può raggiungere
Punta Licosa, il cuore della nuova riserva, per un bagno in assoluto
relax, che offre una vasta area forestale al cui interno è
situato un minuscolo borgo alle pendici dell'omonimo monte e un'antica
rocca. Con sole otto miglia di navigazione verso sud si guadagna il
borgo di Acciaroli, il cui porticciolo appena ristrutturato ospita ora
un confortevole marina con 440 posti barca.
Capo Caccia L'ALTRA SARDEGNA
Porto Conte è un'insenatura lunga circa 3 miglia, chiusa a
ponente dalle alte falesie calcaree di Capo Caccia e a levante dal
bastione di Punta del Giglio. È un vero porto naturale dove
rifugiarsi dal maestrale e ammirare un'insolita varietà di
paesaggi, dalle spiagge di Porto Conte alle zone umide della Laguna di
Calic, dalla Grotta sommersa di Nereo alle rocce modellate
dall'incessante lavoro del mare. Un corridoio di libero transito
attraversa il centro la rada, inclusa nell'area marina protetta, e
consente di giungere ai due ormeggi principali. Cala Tramariglio, a
occidente, consente l'ancoraggio su fondale di sabbia e alghe di circa
3-5 metri o, in alternativa, ai pontili galleggianti. Sul fronte
opposto, all'estremità meridionale di Cala Torre del Conte, si
trova il Marina di Porto Conte, con circa 250 posti, acqua, energia
elettrica, pompa di carburante, gru e scivolo, che offre il miglior
ridosso con venti meridionali. Vi si accede attraverso un canale
dragato a 4 metri. Comprende il tratto di mare circostante l'Isola
Piana, escluso il versante orientale, per una distanza dalla costa di
200 metri, e quello a est del promontorio di Punta Giglio. Qui sono
vietati la navigazione e la sosta, la balneazione, le
immersioni subacquee con o senza autorespiratore,
la pesca comunque esercitata.
Oristano IL REGNO DEI FENICOTTERI
Il Golfo di Oristano è circoscritto da Capo Frasca, a sud, e
Capo San Marco, a nord, entrambi prominenti e riconoscibili rispetto
alla costa bassa che li circonda. Quest'ultimo è collegato alla
terraferma da un basso istmo e dal largo appare come un'isola. A nord
del Capo si estende l'area marina protetta di Penisola del Sinis-Isola
Mal di Ventre collegata al sistema dunale formato dagli stagni di
Cabras, Mistras e Sale Porcus, riconosciuti come zone umide di
importanza internazionale e sede di oasi di protezione. Nel versante
settentrionale del Golfo si trova il Marina di Torre Grande, costruito
a est dell'omonimo fortilizio, nei pressi della foce dello Stagno
Cabras (l'avvicinamento va effettuato da sud-est, all'interno di un
canale delimitato da boe con fondali a 2 metri). Mal di Ventre
è un isolotto basso, coperto di rada vegetazione che si
protende verso nord nord-est con una serie di secche. Sul versante
sud-orientale è intagliata una caletta con fondali di 3-4
metri. Tutto il Promontorio di Capo Frasca, benché non incluso
nella riserva, è vietato all'ancoraggio.
San Vito Lo Capo MARE E COUS COUS
Vanta una delle più belle insenature di spiaggia bianchissima
della Sicilia, acque limpidissime, una cittadina vivace e una
tradizione nella preparazione del Cous Cous. Cibo cui è
dedicato un festival che si tiene a settembre. Il porticciolo, dotato
di pontili galleggianti, è anche un'ottima base per visitare
Ustica o le Egadi.
Scendendo lungo la sponda occidentale del Golfo di
Castellammare si può ammirare l'aspro tratto di rocce calcaree
dolomitiche che integrano in gran parte la Riserva dello Zingaro
(attenzione ai divieti), fino ad arrivare alla Tonnarella dell'Uzzo.
Di quest'ultima è possibile visitare il "marfaraggio",
cioè l'insieme dei fabbricati destinati alla lavorazione dei
tonni, a magazzini, agli alloggi, ora laboratorio e museo di biologia
marina e delle arti marinare. Un pò più a sud la Tonnara
di Scopello. Teatro di vicende storiche, questo territorio è
avvolto da un alone di mistero alimentato dalle leggende e dai
racconti. Si tratta di un baglio seicentesco (dall'arabo bahal:
cortile), circondato da poche case addossate, una piazzetta
lastricata, un abbaveratoio di pietra. Poi c'è il bosco, un
tempo dimora di cervi, lupi e cinghiali, ricorda le battute di caccia
di Ferdinando III di Borbone, che lo elesse a rango di riserva reale.
Durante l'avvicinamento, è sufficiente coprire la fascia blu
del mare con il palmo della mano per avere l'impressione di trovarsi
di fronte a un paesaggio alpino. Invece è Marettimo, la
più occidentale isola dell'Arcipelago delle Egadi che per
costituzione, forme e colori ricorda molto le Dolomiti. Fra le pieghe
della pietra nasconde una miriade di anfratti e alcune delle grotte,
piccole e grandi, fra le più belle del Mediterraneo. Il periplo
può essere compiuto solamente noleggiando una barca locale ed
è interessantissimo. Il minuscolo paese, riconoscibile dal
largo per il campanile, si trova circa a metà del versante est
dell'isola, fra i due porticcioli. Lo Scalo Vecchio, rivolto a nord,
ha fondali bassi ed è quasi totalmente ingombro di barche della
piccola pesca. Allo Scalo Nuovo, che si apre a sud, si può
sostare tranquillamente con tempo bello ormeggiando al pontile
galleggiante. Per il bagno conviene ancorare nei pressi di Punta
Troia, facilmente identificabile per una fortezza spagnola del
seicento. Impedibili le grotte del Cammello, del Tuono e Berciata,
famosa per le stalattiti e le stalagmiti. Circa a metà della
costa occidentale si trova il Cretazzo, un'ampia secca sulla quale
immergersi per farsi fotografare fra miriadi di pesci curiosi.
Acitrezza I CICLOPI DI POLIFEMO
Poco a nord di Catania, di fronte al caratteristico borgo di
Acitrezza, si ergono dal mare alcune schegge di lava nera residuo di
antiche eruzioni, ma che la leggenda vuole scagliate in mare da
Poliremo dopo essere stato accecato da Ulisse. L'area protetta,
istituita nel 1989 si estende da Capo Molini a Punta Aguzza.
Esattamente al centro si trova il porticciolo di Acitrezza, dove le
imbarcazioni possono ormeggiare alla radice del molo sud e alla
banchina ovest, fino allo scalo di alaggio. È comunque vietato
l'ingresso agli scafi superiori a 18 metri di lunghezza. Il rifugio
più vicino è Porto Ulisse (Ognina), un porticciolo
peschereccio situato nei pressi di Catania. L'ingresso è
difficilmente localizzabile, anche di giorno. Il molo foraneo si
protende a partire da un grande edificio color marrone.
Plemmirio LA COSTA DEI CETACEI
Particolari processi geologici hanno caratterizzato in modo
particolare la morfologia costiera della zona della penisola della
Maddalena, che si presenta ora bassa con piccole spiagge, ora alta e
frastagliata. Lungo le scogliere affioranti qui si possono notare i
"marciapiedi a vermeti" che ricordano delle piccole barriere coralline
dei mari tropicali. Gli appassionati della speleologia marina sono
attratti dalle numerose grotte sommerse presenti nei fondali rocciosi.
Affascinanti sono le immersioni guidate alla Grotta di Capo Meli, alla
Grotta delle Stalattiti, alla Grotta del Plemmirio e alla Grotta delle
Corvine. Siamo a Sud della città di Siracusa, nella riserva di
Capo Murro di Porco, popolata da grandi pesci pelagici come tonni e
ricciole. L'area marina protetta istituita nel gennaio 2005 è
estesa per 2.429 ettari ed è inoltre un luogo ideale per
l'osservazione dei mammiferi marini come stenelle, delfini comuni,
balenottere, tursiopi e grampi. La zona A è delimitata da
appositi segnalamenti marittimi. È anche riconosciuta area
specialmente protetta di importanza mediterranea ai sensi della
Convenzione di Barcellona delle Nazioni Unite.
Capo Rizzuto I COLORI DELL'ARGILLA
All'inizio del primo millennio, la necessità da parte dei
Normanni di sostenere l'urto del potente esercito arabo favorì
la concessione di vaste zone del crotonese in feudo e vide sorgere
microsistemi fortificati autonomi poi ripresi dagli Aragonesi. Se ne
trova ampia traccia lungo la costa compresa fra i comuni di Crotone e
Isola Capo Rizzuto, fra Capo Colonna e Le Castella, caratterizzata
dalla presenza di otto promontori che ben si prestavano a esigenze di
difesa, e che oggi offre innumerevoli percorsi sopra e sotto il mare.
Questo tratto di litorale si caratterizza infatti per la presenza di
terrazzi di origine marina e di formazioni calcarenitiche che rendono
i fondali di modesta profondità fino a una distanza di 600-800
metri dalla costa, ma li dota di un'elevata ricchezza e di una
moltitudine di pesci, tra cui i rari e bellissimi cavallucci marini,
donzelle, sciarrani e i pesci pappagallo. Le estese secche al largo di
Le Castella e Capo Rizzuto e il relitto del Bengala sono mete ideali
per i subacquei per ammirare aragoste, cicale di mare, scorfani,
gronchi, cernie e il passaggio di grandi pelagici come barracuda e ricciole.
Porto Cesareo FRA MARE E ULIVETI
Il litorale della riserva si presenta sabbioso, con diversi tratti
frastagliati caratterizzati da terrazzi marini. Numerosi isolotti e
scogli affiorano dalle acque, fra i quali l'Isola dei Conigli che
protegge il porticciolo di Porto Cesareo. Le dune costiere ospitano
una ricca vegetazione arbustiva di ben 200 diverse specie, tra cui il
limonio salentino, tipica del litorale pugliese, che contribuiscono
alla difesa delle coste. Su parte della zona nel 1997 è stata
istituita l'area marina protetta, che si estende per 16.654 ettari e
interessa il territorio costiero dei comuni di Porto Cesareo e
Nardò, fra cui l'isola Grande, detta dei Conigli. Ma vi
è anche l'area rocciosa di Porto Selvaggio, uno dei più
suggestivi e incontaminati tratto di costa del Salento, che nasconde
almeno 40 grotte marine di origine carsica - in cui sono stati trovati
anche reperti appartenenti all'uomo di Neanderthal - in cui ammirare
la flora e la fauna marina tramite le immersioni guidate. Una serie di
sentieri che conducono al mare passano attraverso un bosco di pini e
la vegetazione tipica delle scogliere mediterranee con alcune specie
caratteristiche del luogo. Fra i punti di immersione si segnalano le
grotte sommerse delle Corvine e dell'Inserraglio; altri siti sono il
relitto del Neuralia. Cooperative di pescatori convenzionate con
l'ente gestore della riserva permettono di effettuare attività
di pescaturismo.
Costa di Otranto MAGICO SALENTO
Il litorale di Otranto è caratterizzato a nord da lunghe
spiagge - con habitat di grande rilevanza ecologica come le dune
costiere e i laghi di Alimini alle spalle dell'arenile - e a sud della
città da una morfologia rocciosa con falesie a picco sul mare
in cui si insinuano piccole cale e splendide spiaggette raggiungibili
esclusivamente dal mare. Per la particolare conformazione carsica del
territorio questa zona è ricca di grotte, sia sommerse che
sopra il livello del mare; tra le grotte più importanti sono da
citare: quelle chiamate Cervi, Romanelli, Zinzulusa e della Serpe.
Lungo il mare si estende il parco regionale che comprende anche la
zona dove sorge il faro di Punta Palascìa, punto più
orientale d'Italia. I fondali presentano habitat di grande interesse
naturalistico, dove nuotano eleganti cavallucci marini, caratterizzati
da franate e grotte dove gli appassionati di immersioni hanno molte
possibilità di osservare le incrostazioni del coralligeno,
gorgonie, spugne a candelabro, spirografi, nudibranchi, oltre al
passaggio di grossi tonni, ricciole e lampughe. Capo d'Otranto
è alto e sormontato da una costruzione a scacchi bianchi e
neri, ben riconoscibile dal largo. Il porto è costituito da
un'ampia insenatura protetta da una diga foranea, attrezzata con
pontili galleggianti.
Tremiti I SASSI DI DIOMEDE
Una delle mete più interessanti dell'Adriatico, un vero angolo
di paradiso rimasto incontaminato grazie alla scarsa
accessibilità delle coste, si trova a poche miglia dal
Promontorio del Gargano. Parliamo dell'Arcipelago delle Isole Tremiti,
tre isole maggiori e alcuni scogli. S. Domino, la più grande,
è coperta da una fitta vegetazione di pini d'Aleppo e ha un
andamento frastagliato e ricco di fenditure, fra cui la famosa Grotta
del Bue Marino. Sulla punta occidentale sorge il faro, un edificio
bianco con torretta ottagonale. La sera si può accostare alla
banchina di Cala degli Schiavoni, dove attraccano le navi passeggeri.
Poco più a sud si aprono Cala Spido, con una pineta a picco sul
mare, e Cala Matanie, dove attracca la nave cisterna, il miglior
ridosso per i venti di maestrale e tramontana. Qui conviene filare una
cima a terra, perché il fondale è mediocre tenitore.
Cala degli Inglesi, sul versante occidentale, offre invece un buon
riparo con venti del I quadrante. La navigazione fra S. Domino e
l'isolotto del Crepaccio è vietata. Al contrario, S. Nicola
è totalmente brulla, sormontata da un carcere-fortezza.
È il centro amministrativo, e qui si trova l'abbazia che aveva
la proprietà dell'Arcipelago. Vi si trova l'unico porto,
situato all'estremità sud-est dell'isola, da cui si può
salire al forte e, attraverso una serie di viuzze e pertugi, giungere
fino all'estremità del capo per godere di un panorama mozzafiato.
Gargano LUNA DI MIELE CON NETTUNO
Nei pressi di Vieste si può ammirare il tratto più bello
di tutta la costa garganica, un succedersi di speroni rocciosi,
sormontati da vecchie torri d'avvistamento, pareti di roccia bianca a
strapiombo variamente intagliate, insenature e caverne e una serie di
cale e calette poco frequentate dove fermarsi per fare piacevolmente
il bagno. Incastrate tra due punte rocciose si estendono le più
belle spiagge della cittadina; di fronte alla baia di S. Felice si
erge l'Architiello, che la leggenda vuole sia stato costruito dalle
ninfe marine per accogliere il re Nettuno, che aveva voluto qui
trascorrere la sua luna di miele con Anfitrite. Tutta la costa
può essere facilmente raggiunta dal marina di Pescara, o dal
vicino porto di Termoli.
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