Chi non ha mai sognato sentendo parlare di Tahiti, Moorea, spiagge
vergini e lagune blu? Isole lontane, dai fondali corallini, lingue di
terra baciate dal sole e modellate dall'oceano, talora simili a
minuscole perle fatte di sabbia finissima e palme avvolte in un
drappeggio dalle sfumature turchesi. Il Paradiso? È probabile, ma tutto
terrestre, per fortuna, e conosciuto con il nome di Polinesia.
Si fa presto a dire Polinesia. È come se dicessimo "Europa" dato
che l'estensione del nostro continente è paragonabile proprio a
tutto l'arcipelago polinesiano. Ma come è possibile
generalizzare? Una singola parola dal suono musicale e dal profumo
inebriante, nasconde un complesso sistema di isole, isolotti e atolli,
impossibili da scoprire in un solo viaggio. Probabilmente, non
basterebbe neanche una vita per farlo. Di tutta la sua estensione, oltre
cinque milioni di km2, le terre emerse ne coprono soltanto 4.000. Il
resto è acqua. Turbinosa come quella delle pass oppure placida
come quella delle lagune, ma popolata, comunque essa sia, da una vita
marina che ha dell'incredibile.
Carta alla mano, troviamo la Polinesia
tra i 10 e i 23 gradi Sud, a 6.500 km dalle coste californiane e a 5.400
Km da quelle australiane, suddivisa in ben 118 isole. Queste sono
distribuite in cinque arcipelaghi: le Isole della Società - tra
le quali Tahiti, Moorea e Bora Bora - le Isole Marchesi, le Australi, le
Gambier e infine le isole dell'Arcipelago Tuamotu, che ne conta ben 78,
comprendendo le celebri Rangiroa, Manihi e Mururoa. Sulla mappa
l'insieme appare come un firmamento di stelle, minuscoli puntini dai
nomi esotici gettati su un oceano blu cobalto. Nate dalla lotta tra
l'acqua e il fuoco, la loro origine vulcanica è oggi visibile
solo da ciò che resta delle antiche montagne eruttive. Un anello
di corallo creato dall'incessante opera delle madrepore mette in risalto
l'originario perimetro del vulcano che, sprofondato nel corso dei
millenni, ha dato origine alle attuali lagune. Se decidete di visitare
questo Eden terrestre, dimenticate la frenesia dei ritmi cittadini, il
voler fare tutto e a tutti i costi, e lasciatevi trasportare dalla
ciclicità della natura, rispettando i tempi di un unico orologio:
quello biologico. La miglior via per entrare in contatto con questo
mondo delle meraviglie è sicuramente quella di farsi cullare
dalle onde, veleggiando tra un atollo all'altro, zigzagando tra
ciambelle di corallo e lagune diafane.
Pensando al viaggio che ci apprestavamo a fare la mente si è
affollata di nostalgie infantili quando, ancora bambina, partivo con mio
padre alla scoperta di angoli di mare, isole e scogli a bordo della
nostra piccola barca a vela. Ricordo il sapore dell'avventura, il vento
nei capelli e il fruscio della vela, interrotto soltanto dallo sbattere
della tela quando ci apprestavamo a veloci virate. Poi il vento tornava
subito a gonfiarla e la barca scivolava veloce sulla superficie del
mare. Non si trattava mai di vere crociere, ma quelle ore passate in
barca sembravano il più straordinario e interminabile dei viaggi.
Forse per il mito che li circonda o forse per la loro bellezza ancora
selvaggia, gli atolli polinesiani risvegliano ancora oggi
quell'irrefrenabile voglia di voltare la prua verso quell'ignoto dedalo di corallo.
Per raggiungere la più celebre delle sue isole,
Tahiti, ci sono volute oltre 25 ore di volo ma il sorriso di benvenuto
delle donne polinesiane, unito alla loro grazia nell'adornarci di
collane profumate, ha cancellato come per incanto le tante ore di attesa.
Qui, oltre 1.000 km2 di terre sono dominate dalla natura,
profumate di miti e leggende. Le cime sono ricoperte di una
lussureggiante vegetazione fatta di palmizi, piantagioni di vaniglia e
ananas, dove il colore violento dei fiori risalta sul verde intenso
delle foreste. A soli dieci miglia da Tahiti troviamo Moorea, forse meno
conosciuta della più celebre cugina, ma dalla bellezza ancora
più selvaggia e primordiale. Dominata dal Picco di Mouaroa
(simbolo di tutta la Polinesia e impresso sulla moneta locale) l'isola
nasconde cascate, foreste profumate, sculture religiose e insenature
incantevoli, come la leggendaria "Baia di Cook". Sarà per il mito
delle Vahinè, con i loro capelli neri e setosi ornati da collane
di "tiare" (Gardenia Tahitiana) e Ibisco, oppure sarà per la
coinvolgente musica di cui l'aria è intrisa, ma queste isole sono
quelle che per eccellenza, seducono e hanno sedotto esploratori,
navigatori, marinai, artisti e pittori di ogni nazionalità e
tempo. Dall'alto di un picco la nostra vista si allarga fino
all'orizzonte: sotto i nostri occhi i raggi del sole giocano con
l'anello di corallo che avvolge l'isola. Colpito dalla forte luce il blu
dell'oceano abissale sfuma verso il turchese delle coste, passando
attraverso tutta una gamma di azzurri che soltanto la natura può
inventare. Atterriamo in un minuscolo aeroporto, tanto che ci si
potrebbe chiedere come abbiano fatto a costruirlo. La pista di
atterraggio è praticamente larga tanto quanto l'atollo stesso,
perfettamente mimetizzata tra la nivea sabbia dell'isola.
Il candore delle vele di alcune imbarcazioni ci preannuncia la partenza
a bordo del nostro catamarano, ancorato nella placida laguna dell'atollo
di Fakarava, a circa 230 miglia da Tahiti. Man mano che il viaggio
prosegue l'impressione di lasciare il mondo alle spalle, di dimenticare
il frastuono delle città e la folla che si accalca ovunque
aumenta sensibilmente. Tahiti, Moorea sono isole incantevoli, ma il
fascino di questi anelli madreporici, solitari e ancora sconosciuti,
sono il vero cuore della Polinesia. È un'esperienza da vivere
veleggiando nel silenzio delle lagune, assecondando i ritmi della
natura e compiacendosi della verginità di quest'ultima. Abbiamo
esplorato solo un angolo di questo Paradiso e non per mancanza di
spirito d'avventura ma per dare la possibilità al nostro sogno di
avverarsi nuovamente, in futuro. Fuori dalle rotte più comuni ci
siamo ancorati nelle lagune di Fakarava, Toau, Apataki, Manihi Ahe e
Rangiroa, navigando sul "Nemo" per oltre 300 miglia, esplorando le terre
e i fondali di queste affascinanti metropoli di corallo. Questi atolli
presentano a volte le superfici più variabili. Alcuni di essi non
contano che qualche ettaro altri, come Fakarava o Rangiroa, potrebbero
contenere all'interno della loro laguna l'isola di Tahiti per intero.
Grazie alla calda temperatura dell'acqua e alla sua purezza, le barriere
"esplodono" di vita e le immersioni sono uniche come pochi altri posti
al mondo. Ma non aspettatevi di entrare in un carnevale di colori, le
formazioni madreporiche sono generalmente basse, compatte e dai colori
tenui, come il rosa o il verde.
Ciò che rende veramente unici
questi fondali è la straordinaria ricchezza di vita che li
popolano. Squali, delfini, aquile di mare si danno appuntamento nelle
"pass" delle lagune volteggiando, eleganti come le mante, al ritmo della
corrente. Lo scontro tra le acque provenienti dall'abisso del Pacifico e
quelle che si riversano dalle lagune, dai fondali meno profondi,
generano in queste aperture correnti spesso forti. Esse condizionano non
soltanto le nostre immersioni ma anche la navigazione stessa, rendendola
spesso difficoltosa a causa della scarsa larghezza del passaggio e delle
acque turbolente. In breve, la vita di bordo prende la sua
regolarità, alternandosi tra una discesa a mare in cerca di
squali, un'avanscoperta su spiagge sperdute e una meritata pausa dal
sapore di cucina francese. Devo ammettere che il catamarano si è
rivelato un ottimo compromesso tra comodità e avventura, nel
pieno rispetto di chi il mare ama viverlo veramente. La stabilità
dello scafo è stata particolarmente apprezzata durante le
navigazioni notturne quando, per raggiungere la destinazione
dell'indomani, si dormiva cullati dal dolce movimento delle onde. E se
proprio non riuscite a prendere sonno, nessun problema. Uscite
all'aperto e soffermatevi a contemplare la volta di stelle che rischiara
la notte. Sfruttando gli Alisei che soffiano costantemente è
facile scivolare tra un atollo l'altro, di giorno e di notte. Le placide
acque delle lagune sono un'oasi di tranquillità, dove fermarsi
significa gettare l'ancora e godere del cielo infuocato, prima che il
nuovo giorno nasca dietro una lingua di sabbia bianca. Non potremo
affermare di averlo visitato tutto il paradiso, ma quello di averci
messo almeno il piede, si.
Le immersioni
Se la vegetazione terrestre merita ampio spazio tra le meraviglie
naturali, altrettanta attenzione meritano gli oceani di tutto il mondo.
La vita marina degli atolli polinesiani è regolata
dalle fasi lunari, che danno origine alle cosiddette "correnti di pass", movimenti
che condizionano il rinnovamento delle acque interne delle lagune e,
quindi, il loro equilibrio biologico. Questa attività regola non
soltanto l'ambiente naturale ma anche le nostre immersioni quotidiane.
Infatti, l'incontro tra i due moti ondosi genera una zona di mare
agitato, detto "mascaret", a volte immediatamente prima dell'ingresso in
laguna e altre immediatamente prima di uscire dalla stessa. La
superficie ribolle e sotto di essa scorre un fiume dalla velocità
prodigiosa. Quando la corrente è "in uscita"
(senso laguna-oceano) la zona di mascaret si forma all'entrata oceanica della pass.
L'acqua, a causa della grande concentrazione di sostanze nutritive,
è generalmente più torbida e la visibilità potrebbe
non essere ottimale, ma è in questo momento che la fauna è
più abbondante ed entusiasmante. Contrariamente, quando questa
è "entrante" (senso oceano-laguna) il mascaret si formerà
all'entrata lagunaria della pass . In questo caso l'acqua è
sicuramente più limpida ma anche meno carica di sostanze
nutritive, riducendo così anche la presenza di grandi pesci
pelagici. La pass di Tehere, ad Apataki, ci ha regalato fitti banchi di
cernie, pesci scoiattolo e dentici; quella di Tiareroa, ad Ahe,
l'affascinante incontro con quella che i polinesiani chiamano "Fafa
pitti", la grande Manta.
Ma regina indiscussa delle immersioni è
la pass di Tiputa, a Rangiroa (che in polinesiano significa "Cielo senza
fine"). Sicuramente rappresenta uno degli atolli più celebri di
tutta la Polinesia francese e non soltanto per la sua vastità
(è il secondo atollo al mondo per estensione, soltanto quello di
Kwajalein nelle Isole Marshall è più grande) ma,
soprattutto, per la possibilità di incontrare squali di ogni
dimensione e specie. Squali dalla punta bianca (Carcharhinus
longimanus), squali dalla punta nera (Carcharhinus melanopterus) e
gruppi di squali grigi, sono i personaggi che animano questo magico
palco. Nonostante non occorra attirarli con del cibo, pochi tranci di
pesce serviranno a farli arrivare a decine, tanto da oscurare la luce
che filtra dalla superficie. Unica raccomandazione: ascoltate sempre
attentamente le indicazioni della vostra guida subacquea, per evitare di
dover affrontare la forte corrente del canale.
Le perle nere
Nere, lucide, brillanti. Praticamente perfette. Sono le "Poe Rava" forse
più conosciute come le perle nere. Nascono dalla Pinctada
Margaritifera, un'ostrica che viene coltivata in laguna sin dal suo
stato larvale e, successivamente, innestata con una piccola conchiglia
modellata come una piccola biglia, chiamata nucleo. Una volta
"intercettato" il corpo estraneo, la Pinctada Margaritifera
reagirà isolando l'intruso avvolgendolo lentamente con sottili
strati di carbonato di calcio che formeranno una sferetta piccola e
lucida: la perla. Contrariamente alle perle più comuni, quelle
provenienti dalla Pinctada hanno dei colori che variano dal grigio
scuro, "canna di fucile", fino alla rarissima e quindi ricercatissima
perla di un colore verde, quasi metallico.
Apparentemente semplice,
l'innesto del nucleo all'interno dell'ostrica è in realtà
una delicatissima operazione chirurgica. Una volta pronte le Pinctada
vengono unite tra loro e disposte lungo dei filari da calare in mare. La
quotidiana cura dei coltivatori unita alla ricchezza di nutrimento delle
acque della laguna saranno la formula vincente per ottenere, un anno
circa dopo, questi piccoli gioielli del mare. I prezzi al pubblico?
Variabili, a seconda della loro lavorazione con l'oro e della
qualità della perla, suddivise in differenti categorie in base
alla loro grandezza e perfezione.
Informazioni utili
Clima: Per tutto il periodo dell'anno le isole Polinesiane
beneficiano di un clima caldo del genere subtropicale, costantemente
rinfrescato dagli alisei. Le piogge tropicali nel periodo novembre -
gennaio sono comunque di breve durata. Temperatura a terra: stagione
fresca da maggio a ottobre, da 20°Ca 27°C. Stagione calda e
umida da novembre ad aprile, da 24°C a 32°C. Le immersioni si
effettuano sempre, durante tutto l'anno e la temperatura dell'acqua
varia dai 26° C ai 30°C; quindi, è più che
sufficiente una muta da 3 mm.
Fuso orario: - 11 ore in inverno, - 12 ore in estate
La moneta:1 Franc Pacifique (CFP) equivale a circa 0,055 Franchi
francesi. Il consiglio è quello di cambiare i franchi francesi
con quelli polinesiani all'aeroporto oppure a Papeete. Acquistate qui
anche delle carte telefoniche poiché alcuni atolli sono muniti di
cabina telefonica (Fakarava, Apataki, Rangiroa). Il prefisso per
l'Italia dalla Polinesia francese è 0039 È necessario il
passaporto ma non serve alcun visto, così come non serve alcuna
vaccinazione. Le distanze sono date in PK (punti chilometrici), dal
centro città di Papeete
Comitato per il Turismo: Fare Manihini - Boulevard Pomare - B.P.
65 - Papeete - Tahiti Tel. (689) 50 57 00 - Fax (689) 43 66 19 e-mail:
tahiti-tourisme@mail.pf internet: www.tahiti-tourisme.com a Moorea: Nel piccolo villaggio di Tihaura (Haapiti) . Aperto dalle 8.00 alle 17.00
escluso la domenica Tel. 562909
Air Moorea: Informazioni: Tahiti (689)864141 - Moorea (689)561034 Per raggiungere Tahiti con soli 10 minuti di volo e viceversa
Helipacific: Voli turistici in elicottero a Tahiti, Moorea,
Raiatea, Bora Bora Aeroporto di Tahiti-Faaa Tel. (689)856800
Navi, traghetti e catamarani di linea:
Ufficio informazioni Tahiti: Tel. 437650
Ufficio informazioni Moorea: Tel. 561392
Musei a Tahiti:
Museo Paul Gauguin, PK 51.200 Papeari - Tel. 571058; Museo di Tahiti e le sue isole, PK 15 Punaauia - Tel. 58 34 76
Numeri di emergenza:
Polizia - tel 17; Vigili del Fuoco - Tel. 18; Gendarmeria Tahiti - Tel. 467373, Moorea Tel. 561344; Pronto Soccorso - Tel. 423456;
Marina Tahiti Marina Taina Punaauia Tel. 410225
Consolato Italiano Tahiti Tel. 434501
Tour Operator
Nouvelles Frontières propone una crociera subacquea di 12 giorni/11 notti nell'Arcipelago Tuamotu;
Per le immersioni: attrezzature complete a bordo del catamarano Nemo;
Compagnia Aerea: Corsair Nouvelles Frontières;
Informazioni: Informazioni presso tutte le agenzie Nouvelles Frontières numero verde 800 015383;
sito Nouvelles Frontières : www.nfi.it;
sito Spaziomare : www.spazio.nouvelles-frontieres.it
Il catamarano "Nemo"
Cantiere: Dufour Modello: Nautitech 82 Lunghezza: 25 metri Larghezza: 10 metri Pescaggio: 1,4 metri Motori: 2 da 150 Hp Capacità acqua: 1.000 litri con dissalatore Gasolio: 450 litri Cabine: 8 doppie con servizi privati Disponibilità: Un piccolo albergo galleggiante con tre membri dell'equipaggio per le Crociere Confort e Crociere Sub Base: Isola di Moorea, nella Baia di Vaiare - VPM Dufour Yachting, BP 554, Maharepa, 98 728 MOOREA, Tel: 00689564050, Fax: 00689564060 Equipaggiamento sub: attrezzature complete di bombole, gav, erogatori, maschere e pinne, 2 compressori per la ricarica delle bombole, 2 gommoni Zodiac Attività: Windsurf, sci nautico, kayak. Visita virtuale del catamarano: www.vpm.fr
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