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YACHTING NELLE VIRGIN ISLANDSLe Isole Vergini, cinquanta isole a 18° di latitudine Nord e 64° di longitudine Ovest, con l'Oceano Atlantico a Nord ed il Mare dei Caraibi a Sud, che subiscono tutto l'anno i "tradewinds", venti regolari che soffiano tra i 10 ed i 15 nodi: in inverno con direzione Est-Nord-Est ed in estate Est-Sud-Est. Isole dove la maggior parte degli abitanti ama e pratica lo sport della vela e dove i bambini invece di giocare a pallone escono in Optimist Articolo di
Noleggio barche Pubblicato su Nautica 393 di gennaio 1995 |
L'INCROCIO PER ANDARE OVUNQUE
Il nome Isole Vergini fu loro attribuito da Cristoforo Colombo che le scoprì durante la sua lunga navigazione (era il suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo) quando, inviato dai Reggenti di Spagna per recare messaggi al Gran Khan della Cina, fu portato sulle coste di queste isole dai "tradewinds": era il 13 novembre 1493 e il navigatore genovese, che comandava 17 navi e 1500 uomini, diede ordine di dar fondo nella Salt River Bay nell'isola che chiamò Santa Cruz, nome cambiato poi in St. Croix. Il giorno dopo la flotta proseguì verso l'isola che si vedeva a 40 miglia a Nord: St. Thomas. Colombo esplorò i fondali per diversi giorni riportandone i dati sulle carte nautiche chiamando la zona "le 11.000 Vergini" per onorare la leggenda sulle vergini martiri trucidate dagli Unni assieme a Santa Orsola verso il V secolo. Queste isole sono scaturite, per la maggior parte, da una grande esplosione vulcanica. La navigazione è sempre stata un elemento determinante della storia delle Virgin Islands chiamate anche "l'incrocio per andare ovunque" sin dall'Età della Pietra, quando i primi indiani Ciboney si lasciarono trasportare dalle correnti sulle loro primitive piroghe dalle Americhe sino alle Antille vivendo un'esistenza nomade. Dal 2.000 a.C. sino al 100 d.C. furono popolate da pescatori e cacciatori indigeni; le tribù che vennero dopo introdussero nelle isole l'agricoltura, il vasellame e la lavorazione del sisal. I Caribi, feroci e bellicosi antropofagi, arrivarono alle Virgin Islands dal Sud America saccheggiando lungo tutta la navigazione fatta su enormi piroghe di 25 metri che trasportavano 100 uomini e terrorizzando le popolazioni dei Caraibi con la loro supremazia guerriera. In seguito vennero i pirati che saccheggiavano i galeoni carichi d'oro della flotta spagnola. Gli spagnoli tentarono di installarsi nelle Isole Vergini costruendo delle "haciendas" a St. Croix mentre gli Olandesi si stabilirono a St. Thomas come piantatori. Nel 1671 la Compagnia Danese delle West Indies aprì degli uffici ed arrivarono i primi schiavi. Il Fort Christian fu il centro della colonia e nel 1681 una piccola città sorse accanto al forte. La città fu chiamata Taphus (casa rubinetto) e attirò sin dagli inizi gli assetati commercianti che avevano attraversato l'Atlantico. Nel 1684 i Danesi reclamarono St. John e costruirono un forte a Coral Bay, poi divisero la terra in piantagioni di canna da zucchero e cotone. St. Thomas divenne un importante centro commerciale e porto franco (lo è tuttora). Taphus fu ribattezzata Charlotte Amalie in onore della moglie del re danese Christian V. Nel 1773 scoppiò una grande rivolta degli schiavi che riuscirono a tenere in scacco per molto tempo i Danesi e gli Inglesi, sinché non arrivò un contingente francese dalla Martinica sottomettendoli. Molti ribelli, per non finire prigionieri, si suicidarono gettandosi dall'alto delle rocce di Mary's Point. Lo statuto di porto franco e la neutralità di St.Thomas durante la Rivoluzione Americana crearono legami durevoli tra la Nuova Nazione e le Isole Vergini. La schiavitù venne abolita nel 1800. Agli inizi del 1900 gli USA, che necessitavano di un avamposto per difendere il Canale di Panama, comprarono le Isole Vergini dai Danesi per 17.000.000 dollari.
L'attività più importante delle isole è quella delle crociere e dei charter che preferiscono queste acque dove il folclore delle isole e la bellezza della natura, le facilitazioni offerte dal "porto franco" aumentano considerevolmente l'attrattiva delle baie ridossate, delle spiagge di sogno, degli immancabili e regolari "tradewinds" che gonfiano dolcemente le vele per 365 giorni l'anno. L'isola più grande è St. Croix, 213 kmq , chiamata anticamente Ay Ay, distante 40 miglia da St. Thomas ,72 kmq, che è la più importante delle Isole Vergini sia perché sede del Governatorato, sia perché è il porto di attracco delle numerosissime navi da crociera, sia perché Charlotte Amalie è la capitale delle U.S. Virgin Islands. St. John dista appena quattro miglia da St. Thomas alla quale è collegata da numerosi traghetti che impiegano circa 20' per effettuare la traversata. Sull'isola è stato realizzato un Parco Nazionale che copre i due terzi dell'isola. Il primo impatto con St.Thomas è violento: penso di aver fatto un errore a venire qui. L'isola è bellissima dall'aereo con la sua natura collinosa, la vegetazione ricchissima e abbiamo sorvolato isole e spiagge da sogno. Ma l'attraversamento della capitale, Charlotte Amalie, ci ha fatto fare un balzo indietro di un giorno: sembra di percorrere le strade di una città turistica italiana. Nell'incantevole St. Thomas Harbour sono ormeggiate sette enormi navi da crociera, che hanno sbarcato qualche migliaio di turisti che hanno invaso le decine e decine di boutique, negozi, grandi magazzini (non bisogna dimenticare che St. Thomas è porto franco); poi, guardando meglio, scorgiamo in rada lo spettacolo fantastico di centinaia di barche a vela, dai piccoli sloop a stupendi catamarani di 20/25 metri, antiche golette, moderni sloop di 100 piedi. Lasciata la città ci dirigiamo verso il Nord dell'isola e tutto cambia: marine perfettamente attrezzate, spiagge e baie con poche persone, numerose isole e isolette incantevoli che fanno corona intorno a St. Thomas. Con Silvia, Giorgio, Dodo ed il piccolo cane bolognese Quiki, abbiamo raggiunto degli amici romani residenti alle USVI con la scusa di seguire le regate della Caribbean Ocean Racing Triangle (CORT), ma in realtà siamo venuti per visitare le isole. Da Water Point, dove c'è la casa del nostro amico Ernesto Marzano, siamo vicinissimi al prestigioso St.Thomas Yacht Club, dal quale partiamo per l'esplorazione delle isole, prima tra tutte St. Thomas. Il "tradewind" tiene fede al suo nome e tutti i giorni soffia regolare, dolce da Sud-Est, massimo 15 nodi ed il mare, per tutta la nostra permanenza, offre lo spettacolo incredibile per noi di centinaia di barche a vela che lo solcano in tutte le direzioni: di barche a motore se ne vedono pochissime. A due miglia Est da Water Point la prima sorpresa: un'isoletta quasi ricoperta di stupendi cactus, alcuni in fiore. Profittiamo del mare calmo per scendere in acqua e guardare sotto la superficie: si vedono ancora le tracce del terribile uragano Hugo che nel 1989 ha praticamente distrutto le isole ed i fondali. I coralli si stanno riformando lentamente e tra le rocce nuotano molti pesci della barriera corallina, qualche piccolo carangide ed un grosso barracuda ci raggiungono incuriositi. Ripartiamo per raggiungere una isoletta ad Ovest di St.Thomas passando davanti ad uno dei più grandi marina delle Virgin Islands, l'American Yacht Harbour a Red Hook e subito dopo costeggiamo il marina di Sapphire Bay. Una visita a Coral World si impone e trascorriamo una piacevole sosta constatando la perfezione di una organizzazione che offre, tra le altre attrattive spettacolari, la possibilità di ammirare un affascinante osservatorio sottomarino con subacquei che danno da mangiare ai pesci. Stupenda la serie degli acquari per l'eccezionale varietà di pesci, di piante e di animali presentati. Hans Lollik, vicina a Coral World, è bagnata dall'Oceano Atlantico: le onde diventano più formate ma la baia dove ci fermiamo è ben ridossata. L'acqua è color smeraldo e di fronte alla spiaggia c'è ormeggiato un ketch. A terra troviamo una decina di asini selvatici che si avvicinano mendicando cibo. Le silhouette delle palme sulla spiaggia sembrano disegnate da uno scenografo. Da Hans Lollik ci dirigiamo verso Nord per raggiungere St. John che si rivela una gradita sorpresa sin da quando mettiamo i piedi a terra a Cruz Bay: costruzioni coloniali perfettamente mantenute, una serie di negozi che propongono immersioni, vela, windsurf, pesca, affitto imbarcazioni di tutti i generi, attrezzature e vestiti, ristoranti, officine riparazioni ecc. Ovunque giovani "rasta" dalla capigliatura e l'abbigliamento incredibili (proibito fotografarli). La caratteristica e la bellezza di questa isola risiedono nella serie di baie e spiagge stupende che si incontrano lungo tutta St. John: ovunque aree di parcheggio, spazi per pic nic e, in mare, ampie zone proibite alle barche che devono seguire corridoi delimitati da boe. Le immersioni a St. John sono molto bene organizzate dai "dive shop" perfettamente attrezzati e con materiale di tutti i tipi da affittare (anche Nikonos con 20mm). Qui i fondali sono più ricchi di pesce e si possono fare degli incontri interessanti con cernie, pomacantidi, aragoste, carangidi e barracuda. Più lontana verso Nord l'isola di Jost Van Dyke, nelle Virgin Islands Inglesi, che si raggiunge attraversando il Sir Francis Drake Channel che divide le Isole Vergini USA da quelle Inglesi. L'isola offre la possibilità di fermarsi in tre diverse baie, tutte eccezionali come White Bay, Great Harbour e Little Harbour. La prima ha una bella spiaggia sulla quale sorge un piccolo albergo, il White Bay Sandcastle piccolo e delizioso. Nella baia seguente troviamo la dogana (US$ 40 per il diritto di ingresso nelle British Virgin Islands), il Tamarind Bar and grill nel quale si possono degustare squisite aragoste o trance di barracuda. Foxy, il padrone, è un rasta divertente che canta motivi reggae accompagnandosi con la chitarra. L'altro personaggio folcloristico di Jost Van Dyke è Sidney, proprietario del Peace and Love nella baia di Little Harbour, conosciuto in tutti i Caraibi per le sue eccezionali aragoste (attenti però al conto: salatissimo). Sidney è anche un appassionato pescatore alla traina e alcune volte, o se il cliente non gli è simpatico, preferisce partire in mare che occuparsi del locale, ma niente paura ci sono le... sue donne ad occuparsi del Peace and Love. Da Jost Van Dyke, proseguendo verso Sud, si incontra Virgin Gorda, un'altra isola delle British Virgin Islands, con lo Yacht Harbour nel quale si trovano dogana, rifornimenti e servizi vari. Di qui si parte per la più sensazionale delle Isole Vergini: Anegada. Bassissima sull'acqua e circondata da un reef che si estende per oltre dieci miglia, questa isola è in realtà formata da una striscia di sabbia lunga diverse miglia con pochi cespugli ad interrompere il bianco accecante della sabbia. Il reef che la circonda riceve in pieno l'onda dell'Oceano Atlantico. Il "tradewind" solleva un velo di sabbia che crea l'illusione di cortine diafane attraverso le quali si intravedono le sfumature del mare che tende sempre di più al colore smeraldo. Il paesaggio è idilliaco e l'assenza dell'uomo crea un'atmosfera magica, fuori dal tempo. E quando si vede lontana una vela avanzare verso di noi restiamo perplessi: non saranno pirati? Notizie utiliCome arrivarci: raggiunta Miami o Puerto Rico, si prende uno dei numerosi voli giornalieri che collegano queste città agli aeroporti di St. Thomas o St. Croix.Moneta: dollaro americano. Documenti: passaporto valido. Vaccinazioni: nessuna Ora: -6 Che tempo farà: il periodo migliore dell'anno va da dicembre a gennaio, con una temperatura di circa 25°; durante la stagione delle piogge (aprile/maggio) si riscontra naturalmente molta umidità a causa del caldo (30/32°). Popolazione: dominante la afro-caraibica. Telefono: il prefisso dall'Italia è 00851. Ufficio del turismo: in Italia presso Tema, via Gherardini 2, 20145 Milano - telefono 02/33105841, fax 02 33105827; a St. Thomas, PO Box 6400, Charlotte Amalie/U.S.Virgin Islands 00804; a St. John, PO Box 200, Cruz Bay/U.S.Virgin Islands 00830 - telefono 7766450; a St.Croix, PO Box 4538, Christiansted 00822 U.S.Virgin Islands - telefono 7730495, fax 7789259. Coast Guard: telefono 7741911; Camera iperbarica: telefono 7762686/7768311 (int.2226). Cantieri\Riparazioni: chiedere nei marina. Velerie: St. Thomas Banks Sails Caribbean Inc. tel. 7748354, Manfred Diettrich Canvas Works tel. 7744335, Sail Loft Ulmer tel. 7756060, West Ray Corp tel. 7748354, St. Croix Canvas Loft tel. 7733044, Leading Edge Sailmakers tel. 7737414, Shipshape tel. 7785731, WESCO Awning & Marine Canvas tel. 7789446, St.John Canvas Factory & Lee Sails tel. 7766196, Coral Bay Sails tel. 7766665, Virgin Canvas tel. 7766223 Scuole vela: St.Thomas The Brokerage tel. 7756072, Caribbean Sailing School of Sailing tel. 7742868, International School of Sailing tel. 7743677, Ocean Incentives tel. 7756406, Captain Course Houston tel. 7762278
Bibliografia sullo yachting (da richiedere a Cruising Guide
Publications, PoBox 1017, Dunedin\ Florida 34697A7)
Taxi: I MarinaSt. ThomasYACHT HAVEN MARINA, 5300 Long Bay Road-Suite 1, telefono 7749700, fax 7745935Situato nella baia di Charlotte Amalie, la capitale, sul lato destro entrando, è l'attracco tradizionale per gli yachts. Entrando nella baia bisogna contattare il dockmaster con il VHF e spingersi sino al pontone dei carburanti per chiedere il posto in banchina o, se ci si vuole ancorare nella baia, scegliere la zona di fronte al marina. La dogana si trova nel lato Ovest del porto, vicino alla banchina per i ferry ed è aperta dalle 8 alle 17, dal lunedì al sabato. Servizi offerti: bacino carenaggio, yacht chandler, nafta, acqua, elettricità, televisione, lavanderia, ghiaccio, piscina. Forniture per la barca si trovano da Island Marine (all'inizio del molo) mentre per le cime ci si può rivolgere a Caribbean Cordage sul lato opposto al molo d'attracco delle navi da crociera. V.I.Canvas fornisce articoli di tela e riparazione di vele; per le attrezzature subacquee esiste invece Underwater Safari (ben fornito). Nel marina si trovano bar, ristoranti e numerosi negozi in porto franco; a poche decine di metri due grandi supermercati, una banca e l'ufficio postale. Gli uffici del marina possono essere una buona fonte di informazioni per reperire parti di ricambio e riparazioni.
CROWN BAY MARINA - telefono 7742255 / VHF 16 All'interno del marina il fondale è di 5 metri tranne i dock "D" e "E" che raggiungono appena i 3 metri; il dock dei rifornimenti, sulla destra entrando, permette di rifornirsi di nafta, benzina ed acqua. I posti barca dispongono di telefono ed acqua. Nel marina si trovano vari negozi, ristoranti, bar, centrale telefoni e cellulari oltre a un grande magazzino duty free. L'aeroporto è a pochi minuti di auto. Sul lato Est della marina si trova il Sugar Reef Marine Services, contattabile tramite il VHF 16 E-Z Shopper con tutti i servizi che possono essere utili agli yachtmen. Sul lato Ovest di Crown Bay è situato lo Haulover Marine Yachting Center perfettamente attrezzato per effettuare qualsiasi tipo di riparazioni, pittura, lavori in fiberglass, oltre a negozi di materiale elettrico, carpentiere, officina riparazioni diesel e la Veleria Bank Sails (telefono 7748354).
COMPASS POINT MARINA nella Compass Bay - telefono 7756144 Completano i servizi: ristorante, bar e permanenza VHF canale 16 dalle 8 alle 17 nei giorni lavorativi. Il marina dispone di 85 posti barca corredati di tutti i servizi. Nella parte opposta della laguna si trovano la Neptune Yacht Charter con la sua flotta di barche a motore, la Caribbean Yacht Charters, il J.E.Marine Supply per le riparazioni di motori fuoribordo e diversi negozi come Caribbean Inflates (gommoni), Sawyer's Diving Center (attrezzature subacquee) e Coki of St.Thomas (teleria). Nel lato Nord della Compass Bay esiste una piccola marina con Ocean Quest, un centro diving, e la Small Trawler in Paradise (charters). Nelle vicinanze vi sono diversi ristoranti tra cui, sulla Scott Beach, il famoso "For the Birds" punto di ritrovo della gioventù di St.Thomas.
AMERICAN YACHT HARBOUR - telefono 7756454, fax 7765970 - VHF 16 Dotato di fondali di oltre 3 metri, offre nafta, benzina, acqua, telefono, elettricità, televisione, una serie di negozi e ristoranti. Nelle immediate vicinanze ufficio postale, lavanderia, agenzia di viaggi, negozi con attrezzature per la pesca, l'immersione, yacht chandler, supermarket e affitto auto. Da Red Hook partono i ferry per St. John (ogni ora) e le varie isole delle British Virgin Islands: Jost Van Dyke, Virgin Gorda e Tortola. Sul lato Sud della baia di Red Hook è stata aperto da poco il VESSUP POINT MARINA (telefono 7757990) molto bene attrezzato. Vi si trova il Latitude 18 Yacht Charters.
SAPPHIRE BEACH RESORT AND MARINA - telefono 7756100 - VHF 16. St. JohnCANEEL BAY SHIPYARD a Cruz Bay - telefono 7743771 - VHF 16 e 7Il Caneel Bay Shipyard si trova sul lato opposto della dogana oltre Battery Point e offre tutti i servizi utili agli yachtmen, quali falegnameria, riparazioni in fiberglass, pittura, veleria, ricambi vari, nafta, acqua e ghiaccio. Alle spalle del Caneel Bay Shipyard si trovano numerosi negozi, l'ufficio postale, banca, ristoranti, bar, boutiques e l'Ufficio del Turismo.
CORAL BAY MARINA - telefono 7766665 / 7766859 - VHF 16 St. CroixST.CROIX MARINA - telefono 7730289 / VHF 16Gli uffici doganali sono situati a Sud del marina a Christiansted e possono essere contattati telefonicamente (7731011). Il marina è molto bene organizzato, con nafta, riparazioni, lavanderia, ristorante, bar, riparazioni in fiberglass, servizio Evinrude e Boston, travel lift da 60 tonnellate. Il St.Croix Yacht Club nella Teague Bay (contattabile sul canale 16 VHF) offre ospitalita agli yacht in visita anche se, oltre a ristorante, bar, docce e ghiaccio non propone altri servizi.
GREEN CAY MARINA - telefono 7731453, fax 7739651 / VHF 16
SALT RIVER MARINA - telefono 7789650 British Virgin Islands - Isola di Virgin GordaVIRGIN GORDA YACHT HARBOUR - telefono (809) 4955555 / VHF 16L'ingresso al porto è delicato per la presenza di una barriera corallina parallela alla costa, bisogna contornarla da Nord seguendo le boe di segnalazione. Una volta entrati si può accostare alla banchina carburante per vedere il comandante del porto o raggiungere una banchina e di lì contattare la dogana (dalle 8.30 alle 16.30 nei giorni lavorativi e dalle 9 alle 12.30 nei weekend) e il comandante del porto. Nello Yacht Harbour trovano posto 110 imbarcazioni con un pescaggio massimo di 3 metri. Come in ogni marina delle Virgin Islands i servizi offerti sono molteplici e vanno dalla nafta all'acqua, al ghiaccio, ai negozi per forniture nautiche oltre ad un centro acquisti, ufficio postale, telefono, banca e trattamento anti osmosi. Vi si trova un travel lift da 60 tonnellate, una società di charters (Misty Isle Yacht Charters - telefono 4955643\fax 4955300) ed il Dive BVI per effettuare immersioni. Virgin Gorda è l'isola più a Nord-Est delle British Virgin Islands, a circa 35 miglia da St. Thomas, punto di entrata ideale per visitare le Virgin Islands (Tortola, Jost Van Dyke, Peter Island, Cooper e Ginger Island e l'eccezionale reef di Anegada). L'ufficio della dogana rilascia un permesso di visita che sembra stilato nel 1800.
THE BITTER END YACHT CLUB-North Sound - Virgin Gorda - telefono 4942746 / VHF 16
LEVERICK BAY RESORT - The Valley - Virgin Gorda - telefono 4955644, fax 4955518 / VHF 16
ANEGADA: Nell'avvicinarsi ad Anegada sarà bene seguire le istruzioni su VHF 16 che sono date dall'Anegada Reef Hotel o dal Neptunès Treasure dopo avere identificato Pomato and Setting Points e la boa rossa (da lasciare sulla destra) che segnala l'ingresso nel canale tra i coralli arrivando all'ancoraggio dopo aver lasciato la boa verde sulla sinistra. Il fondale è di circa 3 metri, buon tenitore. Una gita ad Anegada, malgrado le difficoltà dell'ancoraggio, vale tutta una vacanza per la eccezionale bellezza dell'isoletta e la spettacolarità dei fondali che offrono immersioni uniche. Loading...
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