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2006/01/20 09:29 -- Gianlorenzo Cabrini Re: La Spagna ed il diporto nautico Le opinioni espresse sotto la propria diretta responsabilità dall'autore del testo sotto riportato possono non coincidere con quelle di Nautica Editrice Srl. Ricordiamo che a fini puramente storici tutti i messaggi vengono archiviati a partire dal 12 Dicembre 2005 e, ovviamente, alcune informazioni o notizie potrebbero risultare obsolete e non più valide NOL:2006-0026-F 1280 caratteri
Caro Manlio, mi fa piacere che tu stia progettando un viaggio in Spagna, anche se temo che, essendo la tua barca biodegradabile, lo scafo si possa sciogliere prima di aver raggiunto Marsiglia! Scherzi a parte, ciò che più dispiace è il fatto che la nostra Italia, pur forte dei suoi 8.000 Km di coste e di una millenaria tradizione marinara, si stia facendo superare da tutti i paesi del vicino Mediterraneo, ivi compresi quelli considerati più "poveri". Il nostro centro-sud ha delle isole splendide, che, se valorizzate, potrebbero facilmente diventare le "perle" del Mediterraneo. Le abbiamo date in concessione a bande di malfattori (sto parlando di alcuni concessionari di pontili di ormeggio) che tartassano i diportisti con tariffe da capogiro e comportamenti da codice penale. Anni fa sono fuggito da Ponza, giurando a me stesso di non ritornarvi mai più, dopo aver "assaggiato" la "onestà", la "professionalità" e la "accoglienza" di quel signore ponzese che è meglio non nominare perchè oltre alla mano pesante ha anche la denuncia facile. Dopo di allora ho navigato quasi esclusivamente in acque estere, ove ho sempre trovato serietà, accoglienza e professionalità. E' mai possibile che la nostra benedetta Italia debba eccellere soltanto nell'arte di perdere il treno?
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