Fri, 23 Dec 2005 17:05:59 +0000
ANCORA ALTERATOPlaya de Santiago della Gomera,
venerdì 23 dicembre 2005
Ogni tanto immagini dell'incidente e la consapevolezza dell'accaduto m'assalgono all'improvviso e mi bloccano il respiro, ma grazie alla solidarietà e all'aiuto di tanti amici di qui e di quelli che seguono questo diario e i miei articoli e libri, spero di riuscire presto a risollevarmi completamente e trovare il modo di riprendere la mia vita di vagabondo del mare.
(Citerò quelli che mi stanno aiutando, economicamente o in altri modi, nel mio sito: http://digilander.libero.it/silviodellaccio nella pagina con i nomi di quelli che mi hanno già aiutato).
Nell'intervista di ieri, del "Ruggito del Coniglio" di Radio 2, Antonello e Marco hanno lanciato un appello per una barca in prestito! Sembra impossibile, ma non si sa mai...
Mi sono "studiato" le oltre 400 pagine de: "La vita segreta delle balene" di Roger Payne (ed. Mondadori) e nonostante ritenga che la causa più probabile dell'affondamento della Free Life, siano i colpi sferrati da uno o più cetacei (vedi questo diario del 15 e 19/12) continuo a provare simpatia per le balene.
Gli attacchi dei capodogli (che qui chiamano "cachalote" e le cui foto illustrano il calendario "Ballenas e Delfines de Canarias 2006")riferitemi da vecchi pescatori, si possono spiegare come reazioni alle lesioni causate dagli stessi, agli animali, accidentalmente, con gli attrezzi da pesca, o anche volontariamente. E' risaputo che i pescatori non amano le balene, perché danneggiano i loro strumenti e attività e quando le vedono, cercano di allontanarle, anche con metodi violenti.
Ma né io né la Free Life eravamo aggressivi e quindi, se le balene ci hanno colpito, dev'essersi trattato di un equivoco.
Forse un cucciolo di balena franca (qui chiamata "yubarta" e molto più diffusa del capodoglio) si era spaventato strisciando su qualche appendice della barca, e la madre ha dato un paio di codate, con l'enorme forza che Payne descrive, in circostanze simili, a pag. 106, del suo libro.
