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a cura di
Eleonora De Sabata

Pubblicato su Nautica

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Questo testo è pubblicato esclusivamente a fini storici. Tutte le notizie e le informazioni riportate, nomi, recapiti, indirizzi Internet compresi, si riferiscono al momento della pubblicazione di questo articolo sulla rivista Nautica

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AMBIENTE MARE n. 553

LE AUTOSTRADE DEGLI SQUALI - Nelle immense vastità degli oceani, gli squali non si spostano a caso ma seguono rotte precise, come fossero autostrade sottomarine costellate di "aree di sosta" e di "caffè". Lo stanno rivelando i sensori posti da ricercatori in tutto il mondo, che registrano per mesi la posizione degli squali: un riassunto delle conoscenze attuali è stato presentato recentemente al congresso dell'American Association for the Advancement of Science. Gli squali bianchi della California, ad esempio, passano l'inverno lungo la costa per alimentarsi in vicinanza delle colonie di foche. In primavera, invece, si dirigono in un punto preciso del Pacifico: un'area di 400 miglia quadrate dove non ci sono isole né montagne sottomarine e dove rimangono per mesi. Anche gli squali martello migrano nel Pacifico, toccando regolarmente isole e montagne sommerse dal Messico all'Ecuador. Come la celeberrima El Bajo, in Messico, dove si radunano a migliaia in estate - non per cacciare, ma come punto di sosta e probabilmente d'incontro. Le zone di caccia, infatti, sono lontane e gli squali le raggiungono ogni notte seguendo rotte ben precise. Come fanno a orizzontarsi di notte, sul fondo del mare? Seguendo le "autostrade magnetiche" tracciate dalle anomalie del sistema magnetico terrestre. Gli squali martello verranno inseriti nella Lista Rossa 2008 delle specie a rischio di estinzione. "Questi animali non vivono ovunque, ma si concentrano sulle montagne sottomarine o le isole oceaniche." - ha spiegato uno dei maggiori ricercatori al mondo, Peter Klimley nel corso del congresso - "Per questo l'istituzione di riserve marine in queste zone potrebbe aiutare molto la protezione di questa specie".
www.eurekalert.org/pub_releases/2008-02/s-nrr020808.php

COSA FANNO I CAPODOGLI A 1.000 METRI? DORMONO - Ma anche mangiano, si accoppiano, giocano, a volte rimanendo in verticale con la coda in alto e la testa in basso. "Fino a qualche anno fa si pensava si immergessero solo per andare a caccia, mentre ora si è compreso che tutta la loro vita si svolge a quelle quote" spiega Fabrizio Bersani dell'Icram, l'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare. I capodogli sono ottimi apneisti: in Liguria l'immersione media registrata dura circa 42 minuti. Nelle immersioni sono aiutati da un organo che hanno in testa e che ha una galleggiabilità variabile: si appesantisce durante la discesa e diventa neutro in profondità, consentendo all'animale di galleggiare senza peso.
www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20080222163734600392.html

VENTO E ALGHE PER BONAIRE, ISOLA ECOLOGICA - Svolta "verde" nei Caraibi, dove gli Alisei non smettono quasi mai di soffiare: a questa inesauribile fonte di energia attingerà Bonaire, isola delle Antille olandesi a 80 chilometri a nord delle coste del Venezuela, per soddisfare interamente le sue esigenze energetiche. Il progetto prevede lo sviluppo di un sistema combinato a energia eolica e biodiesel e fornirà elettricità a tutta l'isola. Già attiva la prima delle 13 turbine eoliche posizionate nella parte nord-ovest dell'isola, la più ventosa. Ciascuna turbina può produrre 0,8-0,9 MW, quindi idealmente il solo parco eolico potrebbe soddisfare l'intera domanda di energia elettrica di Bonaire. La nuova centrale biodiesel verrà invece alimentata ad alghe e la sperimentazione è già in corso. Il progetto verrà portato a termine entro la prima metà del 2009.
www.evelop.com/en/projects/wind/bonaire.asp

OCCHI APERTI SUL PIANETA - Una foto vale più di mille parole, soprattutto quando ci si rivolge al mondo e alla sua babele di lingue. Ecco allora "Eyes on the Planet", un concorso fotografico su scala planetaria per promuovere la sensibilità ambientale dei giovani. Le foto iscritte vengono poi localizzate su una mappa virtuale del mondo visibile sul sito. Quattro le categorie: Ambiente (immagini che evidenzino come fatti all'apparenza banali possano preludere a disastri o, al contrario, come grandi cambiamenti possano nascere da gesti semplici e quotidiani), Persone (storie di vita, testimonianze, gesti di solidarietà e di coraggio, donne e uomini che si impegnano per un mondo migliore), Clima (l'impatto dei mutamenti climatici richiama l'uomo al proprio senso di responsabilità e lo esorta a mettere in discussione il proprio stile di vita) e Cibo (la difesa dell'ambiente passa anche attraverso la tutela della cultura e del territorio d'origine delle risorse e dei prodotti alimentari).
www.eyesontheplanet.org

COME TROVANO DA MANGIARE PESCI E TARTARUGHE? - Vi siete mai chiesti come riescano a trovare le loro prede gli animali che vivono in alto mare? Fanno esattamente come noi nello shopping: cerchiamo prima vicino a casa e, se non troviamo nulla, facciamo un tentativo più lontano. Questo tipo di spostamenti a breve raggio con qualche sortita più lontana si chiama "Levy walk". In una ricerca pubblicata su Nature, David Sims e i suoi colleghi hanno scoperto, analizzando più di un milione di immersioni registrate dai sensori elettronici, che squali, tartarughe, tonni e pinguini a caccia si muovono proprio così: fanno ripetute immersioni a bassa profondità, seguite da alcune assai più profonde. Compiendo simulazioni al computer i ricercatori hanno poi visto che questo tipo di ricerca è molto più efficace, per trovare prede sparpagliate nell'oceano ma riunite in gruppo, che cercare a caso.
www.nature.com/nature/journal/v451/n7182/abs/nature06518.html

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