
CIBI E BEVANDE A BORDO
Articolo di Silvio Dell'Accio
Sulle barche che navigano a lungo, in zone lontane dalla
cosiddetta civiltà occidentale, il procacciarsi ed il
conservare il cibo e l'acqua dolce, diventano attività di
primaria importanza.
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L'ORTO ED IL GIARDINO IN BARCA
Ho già scritto un paio di articoli su questo argomento
(Nautica N.373 e 375 di maggio e luglio '93) e ritorno sulla
materia per illustrare meglio alcuni argomenti che hanno riscosso
un particolare interesse.
I CIBI FRESCHI
Anche le barche che navigano solo per qualche settimana nel
Mediterraneo, avvertono la difficoltà di poter disporre,
quotidianamente, di buoni cibi freschi, soprattutto vegetali.
Coltivare piante e germogli a bordo può costituire una
piacevole, economica e salutare soluzione di questo problema. I
semi germogliati costituiscono un'ottima fonte di enzimi,
oligoelementi ed aminoacidi essenziali e soprattutto di vitamine e
sali minerali, sempre preziosi in barca, particolarmente quando fa
caldo e si suda molto.
Una dieta povera di questi fondamentali elementi, indebolisce il
nostro fisico e ci rende più vulnerabili alle malattie.
LE VITAMINE
Nel secolo scorso, gli equipaggi delle navi a vela, che
percorrevano lunghe rotte oceaniche, erano spesso decimati dallo
scorbuto e da altre malattie causate dalla mancanza di cibi
freschi e, quindi, di vitamine. Già da allora si
coltivavano, ma esclusivamente per gli alti gradi a bordo, piante
e germogli nel «giardinetto» sistemato a poppa, in
corrispondenza della cabina del capitano e dal quale deriva il
nome «andature al giardinetto» per le andature portanti.
Poi la scoperta delle vitamine e dell'alto contenuto vitaminico
degli agrumi, ed in particolare dei limoni, che si conservano
facilmente anche per più di un mese, ridusse enormemente
questo flagello ed anche l'abitudine di coltivare i vegetali, a
bordo.
Oggi questo rischio è praticamente inesistente, anche per
la possibilità di assumere prodotti sintetici o derivati da
materie prime naturali, ad alto contenuto vitaminico. Ma si va
diffondendo la consapevolezza che i prodotti naturali, poco
lavorati, sono migliori di quelli sintetici ed anche di quelli di
derivazione naturale, ma che sono stati sottoposti ad elaborate
manipolazioni. Vediamo quindi quali semi si possono fare
germogliare e quali piante si possono coltivare, in barca.
GERMOGLI IN BARCA
Ho sentito parlare di esperimenti di coltivazione del grano, e di
altri cereali, nell'acqua salata o salmastra, ma non sono mai
riuscito a trovare utili notizie, in proposito; quindi, almeno per
quello che ne so io, la coltivazione dei germogli richiede il
consumo di un bel pò di acqua dolce. Tenete presente
comunque che si può riutilizzare l'acqua già usata
per bagnare i germogli, per innaffiare anche le piante. Questa
acqua recuperata è infatti ottima per questo scopo anche
perché si è arricchita di elementi molto utili alla
crescita dei vegetali.
I SEMI PIÙ ADATTI
Praticamente è possibile utilizzare quasi tutti i tipi di
semi, ma i più adatti ed i più usati sono quelli di
erba medica, grano e fagioli di soia.
L'erba medica (o alfa-alfa) è una pianta delle leguminose,
dai fiori violetti, con frutti a baccelli. Viene coltivata,
principalmente, come foraggio per gli animali. I suoi semi, molto
piccoli, sono di gran lunga i più facili da far germogliare
ed i più veloci a crescere, richiedono poche cure e poca
acqua e sono di sapore abbastanza gradevole.
Per imparare l'arte della coltivazione dei germogli, conviene
senz'altro fare un pò di esperienza con questi semi, prima
di passare a quelli meno facili.
Il grano (o frumento) probabilmente è il migliore di tutti.
Di sapore dolce e gustoso, è semplice da far germogliare ed
è particolarmente nutriente e ricco di sostanze preziose,
non richiede troppa acqua. Il frumento, inoltre, si trova
facilmente in tutti i paesi del mondo.
I fagioli di soia verde e rossa (mung e azuki) sono i più
buoni da mangiare ed i più completi e nutrienti. Come tutti
i legumi, sono abbastanza facili e rapidi da far germogliare, ma
richiedono molta acqua, perché, almeno per i primi giorni,
vanno risciacquati spesso.
ALTRI OTTIMI SEMI
Oltre a questi che ho già descritto, sono molto buoni da
coltivare anche i germogli di ceci, fagioli, lenticchie, fave,
crescione, senape, miglio, orzo, riso, avena, segale, mais, zucca,
cocomero, melone, basilico, prezzemolo, menta, sedano, ravanello,
girasole, anice, finocchio, cumino. Ma anche tanti altri semi
possono essere convenientemente usati per coltivare germogli
commestibili, nutrienti e gustosi.
ATTENZIONE AI GERMOGLI VELENOSI!
Non mangiate mai i germogli delle solanacee (patate, pomodori,
melanzane e peperoni) perché contengono pericolosi
alcaloidi tossici, che agiscono sul sistema nervoso. I più
velenosi sono quelli di patata, che contiene l'alcaloide solanina
e quelli di pomodoro con l'alcaloide licopersicina.
COME FAR GERMOGLIARE I SEMI
Spargete un pò di semi in un piatto e ripuliteli dai corpi
estranei e dai semi rotti o attaccati dai parassiti e, quindi,
lavateli accuratamente. Immergete poi i semi in acqua e lasciateli
a bagno, ed al buio (in genere si proteggono dalla luce coprendoli
con uno strofinaccio) per un tempo proporzionale alla loro
grandezza. Per i piccoli semi di alfa-alfa sono sufficienti sei
ore, per i ceci ed i fagioli ne occorrono almeno dodici.
Lavate nuovamente i semi e disponeteli in un germogliatore (vedi
illustrazioni) oppure su di un tessuto a trama larga (tipo garza)
tenuto teso fissandolo, con un elastico, sui bordi
dell'imboccatura di un basso recipiente a collo largo, barattolo,
scodella, scatola di plastica o simili, forati sul fondo per far
scorrere l'acqua dei lavaggi. I germogliatori vanno quindi tenuti
al riparo dalla luce (coperti da uno strofinaccio) ed i germogli
vanno lavati almeno una volta al giorno (meglio due agli inizi)
con un litro o due di acqua.
I legumi, ed in particolare i fagioli di soia, vanno lavati anche
tre o quattro volte al dì, almeno per i primi due o tre
giorni, poi sarà sufficiente, per tutti i tipi di semi, un
solo lavaggio quotidiano. Come ho detto, l'acqua che si è
usata per lavare i semi, è ottima per innaffiare le piante.
Dopo qualche giorno (dai tre ai sei) i germogli avranno raggiunto
l'altezza di quattro o cinque centimetri e saranno pronti per
essere consumati.
Prima di mangiarli conviene togliere lo strofinaccio che li
copriva ed esporli alla luce, per almeno sei ore, per farli
arricchire anche del verde della clorofilla.
COME SI CONSUMANO
I germogli sono ottimi crudi, conditi come una qualsiasi insalata.
Per esempio con olio, maionese, mostarda od anche yogurt,
formaggio, uova sode, e apportano così al nostro organismo
tutto il prezioso beneficio delle vitamine che, invece, andrebbero
distrutte, con la cottura. Comunque, li si può anche
cucinare, meglio se a vapore o nella pentola a pressione, per
renderli ancora più gustosi, ma così il loro
contenuto vitaminico si riduce drasticamente.
Possono anche essere tritati insieme a cipolla, aglio e condimenti
vari e poi spalmati sul pane o sul pesce, oppure miscelati con
yogurt, formaggi o uova sode ed usati per condire il riso o la
pasta.
COLTIVARE LE PIANTE A BORDO
Proprio come sulle navi a vela c'era sempre il
«giardinetto» anche oggi le barche giramondo hanno
spesso, a bordo, belle piante ornamentali od utili. Consumano
acqua dolce, è vero, ma allietano talmente lo spirito che
vale senz'altro la pena di averle; e poi tante piantine come, per
esempio, quelle di basilico, prezzemolo e mentuccia, ci aiutano in
cucina a preparare cibi più buoni e più ricchi di
vitamine.
Anche ai tropici o, da noi, nella bella stagione, le piante in
barca si possono coltivare solo all'interno, fuori infatti l'aria
salmastra, o peggio ancora gli spruzzi di mare, uccidono
inesorabilmente anche le piante più robuste.
Ovviamente si possono piantare in un vaso, con un poco di terra,
anche i germogli sviluppati dai semi che abbiamo coltivato noi
stessi.
Come pianta ornamentale la patata, di tutti i tipi e
qualità, è molto indicata ed usata in barca. Basta
sistemare un tubero dentro un barattolo con un poco di acqua
dolce, per vedere crescere, anche per mesi, una cascata di
graziose foglie di un tenue verde pastello, così gradito
agli occhi di chi naviga a lungo ed è quindi avvolto,
giorno dopo giorno, dagli splendidi azzurri del cielo e del mare.
Sono meravigliosi, è vero, ma, dopo tanti giorni di
navigazione, si incomincia a sentire la mancanza degli altri
colori e soprattutto del verde.
LA DISINFESTAZIONE DEI SEMI
Anche i semi acquistati in paesi industrializzati, e quindi
sottoposti a varie purificazioni e disinfezioni, dopo qualche mese
cominciano ad essere invasi dai parassiti. Gli stessi prodotti,
comprati nei paesi del terzo mondo, contengono sempre molti
sgradevoli ospiti.
Nei miei precedenti articoli, avevo consigliato questo sistema:
mettete un batuffolo di cotone, imbevuto di etere, dentro il
contenitore con i semi contaminati e richiudetelo bene (è
sempre bene conservare i cibi in contenitori stagni, meglio se di
plastica ed a collo largo). Dopo qualche ora, riaprendolo,
troverete un mucchio di animaletti, morti o tramortiti, sulla
superficie dei semi. Toglieteli, agitate il recipiente, per far
affiorare gli altri strati del loro contenuto e ripetete
l'operazione, fino a quando non appariranno più quegli
inquilini indesiderati.
Ovviamente una disinfestazione del genere non è mai
definitiva, ma, ripetuta ogni tanto, era il meglio che ero
riuscito a trovare.
Purtroppo, però, a volte non è facile acquistare
l'etere. Il commercio di questo prodotto è stato infatti
limitato, in molte nazioni, perché usato dai delinquenti
per tramortire le loro vittime. Tenete presente comunque che
spesso lo si trova in vendita anche sotto forma di bombolette
spray, per facilitare l'avvio dei motori a scoppio.
IL FORNO A MICROONDE
Oggi invece ho scoperto che si va diffondendo un nuovo sistema,
molto più efficace, per eliminare i parassiti dai semi e
dai cibi secchi in genere. Basta passarli, per pochi minuti,
dentro un forno a microonde. I semi o i cibi (che devono
però essere assolutamente asciutti) non verranno alterati,
mentre le bestie che li contaminano e persino le loro uova, che
contengono liquidi, verranno «ben cotte» e quindi
distrutte (è risaputo, infatti, che le microonde riscaldano
solo i corpi umidi).
Il forno a microonde è molto adatto ad essere usato in
barca, consuma poca energia, specialmente se usato al minimo della
potenza (poche centinaia di watt). Non mi risulta però che
ne esistano di quelli che funzionano in corrente continua a 12 o
24 volt e quindi, oltre che in porto, possono essere usati solo su
barche che hanno un generatore che produca anche corrente
alternata, a 220 volt, oppure fornite di un convertitore, capace
di ricavarla dalle batterie.
RETICELLE PER I VEGETALI
Ho già detto che i vegetali (frutta e verdura) si
conservano a bordo dentro reticelle appese. In questo modo si
mantengono freschi anche per più di un mese. Molti frutti
tropicali però durano di meno. Quello dell'albero del pane,
per esempio, si guasta in pochi giorni e conviene quindi cucinarlo
subito, per farlo durare di più, semmai sterilizzandolo con
l'uso della pentola a pressione e dei barattoli di vetro di cui ho
anche trattato.
«CHEESE CLOTH»
Anche i formaggi, il prosciutto, i salumi e le carni insaccate in
genere si conservano meglio se appesi all'aria, dentro la barca;
è poi molto utile avvolgerli in una stoffa bianca, di
cotone, a trama larga, eventualmente imbevuta di aceto. In giro
per il mondo la chiamano «cheese cloth» e non è
raro trovare sulle barche dei vagabondi del mare un bel prosciutto
appeso e protetto da questi candidi drappi che, nelle occasioni
speciali, viene amorevolmente denudato per affettarlo ed offrirlo,
ai fortunati ospiti, con grande soddisfazione di tutti e
l'orgoglio dei proprietari.
CARNE FRESCA
Nelle lunghe navigazioni ininterrotte od in zone deserte e
primitive, si incomincia presto a desiderare un pasto a base di
carne fresca. Mangiare, per lunghi periodi, cibi provenienti
soprattutto dal mare, fa nascere un forte disgusto per il sapore
del pesce e dei molluschi.
Mangiare una tartaruga marina è una delle poche
possibilità per chi naviga a lungo, in mari lontani, per
cambiare il gusto del cibo. Infatti quest'animale ha un ottimo
sapore di carne, molto simile a quello della cacciagione.
È sempre una gran festa quando si riesce a catturarne una,
anche se poi ucciderla e macellarla non è tanto facile e
gradevole.
SELVAGGINA ESOTICA
Nelle zone primitive si incontrano spesso animali sulla costa, ed
anche in mare si vedono normalmente diversi tipi di uccelli. Ho
già spiegato, altre volte, che oggi portarsi a bordo armi
da fuoco, anche solo da caccia, crea molti problemi, difficilmente
risolvibili. Alcuni giramondo, quindi, hanno in barca arco e
frecce, oppure una balestra con i suoi dardi, perché di
solito non è proibito averli in barca. In alcune nazioni,
invece, sarebbe vietato persino avere fucili subacquei a bordo,
ma, di fatto, quasi tutte le barche ce li hanno.
L'arco, la balestra ed il fucile subacqueo (specialmente quello ad
elastici) possono essere usati anche per cacciare, fuori
dall'acqua.
Nelle zone deserte è molto facile accostarsi agli animali,
che non conoscono l'uomo, ma poi trafiggere con una freccia quelle
povere bestie che ti guardano, curiose, dritto negli occhi
è tutta un'altra cosa. Io non ci sono mai riuscito anche se
però ho mangiato spesso, e con molto gusto, la carne di
uccelli ed altri animali uccisi da miei amici, meno contraddittori
di me.
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