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Il riscaldamento non è un problema Ci sembra veramente inutile spiegare perché sia indispensabile il riscaldamento in barca. Diciamo semplicemente che una barca senza riscaldamento in inverno è inabitabile. Per cui molti s'ingegnano a tentare con sistemi diversi e variamente tecnologici di risolvere il problema. Articolo di Pubblicato su Nautica prima del 1993 |
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IN BARCA COME IN CASASi possono usare il mattone appoggiato sul fornello a gas , la lampada a petrolio che dà luce e calore, la stufa elettrica, la stufa a gas liquido, quella a carbone e a kerosene. Tutti rimedi più o meno validi, ma che non affrontano in modo totale e definitivo il problema del caldo autonomo in inverno in barca, come fossimo in casa, e senza pensare solo all'equipaggio ma anche alla barca stessa.Prima che il metano ci desse una mano a riscaldare le nostre abitazioni, imperversavano i bruciatori a gasolio. E un buon impianto a gasolio, oltre che accendersi e spegnersi automaticamente, in nostra assenza, con sistemi programmabili, produceva e produce, oltre al caldo in inverno, anche acqua calda ai rubinetti tutto l'anno. Ecco, diciamo che col Webasto ad acqua - di cui parleremo in questa sede - è possibile fare lo stesso sulla nostra barca. In più è possibile preriscaldare il motore in modo che, al momento dell'avviamento, parta al primo colpo. E per finire, se il nostro Webasto ad acqua dovesse guastarsi, col motore in moto possiamo avere ugualmente il caldo all'interno della barca nonché l'acqua calda ai rubinetti, tutto l'anno. E scusate se è poco. Senza un riscaldamento a bordo, equivalente a quello che abbiamo comunemente a casa, c'è la tendenza a non usare la barca in inverno. E fin qui poco male. Oppure a chiedere la presenza di un appartamento nelle vicinanze dell'ormeggio; per dormire al caldo, per lavarsi con l'acqua calda. Tutte richieste legittime, per necessità fisiologiche, ma che in pratica danno luogo alla speculazione edilizia selvaggia; quell'appartamentino al limite della vivibilità ci costerà in lire, grane, condoni, agenzie, geometri, Comune, Enel, Sip, Gas, Acquedotto, Vigili, condominio, garage, passo carrabile, dimenticanze, formalità, adempimenti ed altre centinaia di dissuadenti contro la proprietà immobiliare da vacanza o il suo affitto ci costerà - dicevamo - fra somme quantificabili e oneri angoscianti, tanto da farci odiare mare, barca, casa, annessi e connessi. Per cui se la barca non può essere carrellabile ed usata solo in estate, ma dobbiamo tenerla in mare tutto l'anno perché così ci piace, ed amiamo se non proprio navigare almeno vivere in barca nelle diverse stagioni, sia pure nei fine settimana e negli altri "periodi azzurri" che riusciamo saltuariamente a strappare, allora s'impone il Webasto ad acqua. Per una soluzione totale del problema riscaldamento. Preriscaldatori Webasto ad acqua, a 12 o 24 V, ne esistono di diversi tipi. Nel caso in esame è stato installato un preriscaldatore ad acqua DW 80 da 7.600 calorie a potenza piena, 2.000 calorie a potenza ridotta, con consumo orario di gasolio a potenza piena di 760 grammi ed a potenza ridotta di 200 grammi, assorbimento elettrico a potenza piena di 60 W, a potenza ridotta di 36 W, dimensioni mm 310x133x220, peso kg 4,8. Inoltre è stato installato un aerotermo fornito anch'esso dalla Webasto Thermo di Malvisi. I tubi portanti per convogliare aria calda sono di 80 mm di diametro, le derivazioni di 55 mm di diametro; rubinetteria, tubazioni, boiler ed altri materiali ed apparecchi sono stati forniti e installati da Diesel Ricambi di Giancarlo Longo. La caldaia è stata posizionata sotto pagliolo, nella zona motore; a poppa l'aerotermo. Dall'aerotermo partono i tubi portanti che convogliano aria calda nei diversi ambienti della barca. Le bocchette, in plastica nera, sono numerose e si trovano in tutti gli ambienti. Per cui la temperatura, una volta che la caldaia è accesa, si stabilizza e resta costante, grazie al termostato ambiente che agisce sull'aerotermo. Quando la temperatura a bordo scende, si accende la ventola che convoglia aria calda alle bocchette, fino a riportare la temperatura a regime, e quindi si arresta nuovamente. L'impianto è stato tutto sezionato con rubinetti che consentono di convogliare il calore o sul solo motore come preriscaldo, o sul solo aerotermo, o sul solo boiler dell'acqua calda; oppure su tutti e tre i servizi, o su solo due, come si preferisce. L'impianto è collegato al motore e quando questo è in moto è lo stesso motore a far funzionare i servizi. Se il calore prodotto dal motore non è sufficiente, allora si può far intervenire il Webasto, il cui circolatore dell'acqua è compatibile con la pompa di circolazione dell'acqua del motore. Si sommano così le due fonti di calore, motore e Webasto, per un miglior rendimento del motore e un maggior comfort all'interno della barca. Normalmente il Webasto funziona così: lo si accende e dopo 15 minuti circa il motore è caldo, pronto ad avviarsi al primo colpo, ed è caldo anche l'interno della barca. L'accensione può essere programmata settimanalmente per una certa ora di un certo giorno; se entro l'ora successiva prevista per l'accensione non avremo dato consenso arrivando a bordo, il Webasto si spegnerà. Così, ad esempio, arrivando il venerdì sera troveremo la barca calda, ma se per un qualsiasi motivo quel fine settimana non possiamo recarci al mare, un'ora dopo l'accensione il Webasto si spegnerà. E intanto la barca avrà subìto un giovevole prosciugamento interno. È ovvio che prevedendo di non dover accendere il motore, ma solo di vivere in barca, possiamo eliminare dal circuito, mediante il rubinetto, il motore e utilizzare il Webasto per il solo riscaldamento dell'interno nonché del boiler. Incredibile è la silenziosità dell'impianto; mentre 20 anni or sono questo costituiva un problema, oggi va detto che il funzionamento del Webasto non è avvertibile a bordo. Ugualmente la pulizia dell'insieme: niente odori o fumi, lo scarico avviene all'esterno attraverso una apposita canalizzazione. Non parliamo della eventuale navigazione invernale; pensate a procedere sotto vela con la cabina a 18/20° mentre fuori soffia vento gelido. Ed a lavarsi con l'acqua calda ai rubinetti e alla doccia anche con la barca sbandata. Sono cose veramente incredibili, ma che poi, alla fin fine, hanno un costo modesto in rapporto all'enorme vantaggio che apportano. Infatti, l'impianto di cui vediamo le foto e che presentiamo in questa sede è costato, chiavi in mano, tutto compreso, attorno ai 6 milioni circa, comprensivo di boiler inox per l'acqua calda. In questo caso, il lavoro è stato realizzato su una barca da charter di 15 metri con 6 cabine e 3 servizi. Segnaliamo che esiste anche il Webasto ad aria, di più facile installazione e di più semplice funzionamento, anche se ovviamente risolve solo in parte il problema del caldo a bordo (niente acqua calda, niente preriscaldo motore). Ne abbiamo visto uno montato su un Comet 10,50 esente; un lavoro di poche ore, ben fatto, con la caldaia nel gavone di poppa sotto panca, in zona di massima sicurezza, con numerose bocchette d'aria calda in cabina. Il costo, tutto compreso, è stato di 4.500.000 di lire, una cifra che parla da sola, se si pensa che in pratica corrisponde all'offerta di una "seconda" barca per l'inverno.
Antonio è lo skipper del "Bestiaccia 51", il cutter in
acciaio di 15 metri da charter sul quale è stato installato
il Webasto ad acqua, in sostituzione di uno ad aria.
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