
MANUALE DI BORDO
Testo e foto di Giangi Anelli Monti e Gianni Ferraretto
Tutti gli anni, quando inizia la primavera, è il momento di
lavorare sulle barche, per metterle in ordine e per rimediare a
danni e usure. Vediamo insieme i controlli da fare e come crearsi
un «manuale» di bordo che risulti utile strumento per tutti,
esperti o meno.
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CHECK UP DI PRIMAVERA
Finalmente ci risiamo: sta per arrivare l'estate ed è ora
di rimettere in sesto la nostra barca. Già l'anno scorso, a
fine stagione, avremmo dovuto eseguire un'accurata ispezione e
aver fatto tutte le operazioni di rimessaggio, ma anche se il
cagnaro la ricopre minuziosamente in ogni sua parte, dobbiamo
partire da un presupposto ineluttabile: la barca vive in un
ambiente difficile, mutevole e sempre in movimento: gli sbalzi di
temperatura, il ghiaccio, il vento che fa vibrare il sartiame,
l'acqua salata continuano ad aggredire i materiali e le strutture.
Se avete navigato anche durante l'inverno tanto meglio: avrete
più sotto controllo la situazione e dovreste sapere
già dove intervenire. Se invece l'avete lasciate a se
stessa, beh, ora ne pagherete lo scotto. Vi proponiamo un
percorso-promemoria di ispezione della barca il più
completo possibile per aiutarvi a non tralasciare nessun aspetto
del complesso «sistema barca». Alle banalità di
alcune considerazioni, che non prenderete come offese alle vostre
sensibilità ed esperienza di marinai, ma, appunto, come
semplici promemoria, alterneremo insinuazioni su possibili
interventi più radicali. Starà a voi, che conoscete
età e vita della vostra barca, vedere come e quando un
controllo andrà approfondito.
IL «MANUALE DI BORDO»
Un primo consiglio: mettete per scritto tutti i controlli: le date
di scadenza, lo stato della strumentazione, le verifiche, i giri
di bussola, il cambio dell'olio, l'inventario dei rispetti e le
molte altre operazioni che avete fatto o state per fare in un
unico «Diario di Bordo» che, assieme alla garanzia e ai
libretti di istruzioni di strumenti e accessori vari,
diventerà un vero e proprio Manuale della vostra
imbarcazione che vi risparmierà in futuro interventi
già eseguiti o vi ricorderà quello che per ora non
è stato necessario fare e quei controlli che avete
procrastinato ad altri momenti.
PRIMA DELL'ALAGGIO
Prima di alare la barca conviene controllare dall'interno proprio
quelle parti che per essere riparate o smontate richiedono che lo
scafo sia fuori dall'acqua: prese e scarichi a mare e timoneria.
Per le prime bisognerà controllare, soprattutto di quelle
difficilmente raggiungibili e perciò fuori dai controlli
ordinari, la tenuta delle flange sullo scafo e l'efficienza delle
valvole di chiusura. Asciugate bene la zona circostante e
osservate se ci sono infiltrazioni; controllate boccole,
cuscinetti, eventuali premistoppa entro i quali ruota l'asse del
timone. Nelle timonerie a barra un punto delicato è
rappresentato dall'innesto della barra nella testa dell'asse del
timone, fissato da un perno. Ricordate che un gioco, anche minimo,
verificato a barca ferma in porto è destinato ad aumentare
inesorabilmente in navigazione. La trasmissione dei timoni a ruota
può essere meccanica, attraverso tiranteria, o idraulica.
Nella prima bisognerà osservare attentamente il percorso
dei cavi d'acciaio, soprattutto prestando attenzione ai punti
critici: le pulegge. Spesso non si arriva a guardarci dietro, per
cui tastate con le mani lo stato di integrità dei cavi e
verificate che scorrano con continuità e dolcezza.
Lubrificate con grasso comunque l'intero impianto, compresa la
catena finale che si aggancia alla ruota. Controllate, infine,
anche l'attacco dei cavi d'acciaio fissati al settore sull'asse
del timone: verificatene la tensione e controllate che i dadi e i
controdadi dei tenditori siano ben fissati. Nelle timonerie
idrauliche andrà cercata minuziosamente ogni traccia di
perdita d'olio lungo l'intero percorso dell'impianto. Se avvertite
dei movimenti discontinui della ruota è possibile che ci
siano delle bolle d'aria all'interno del circuito. In alcune
timonerie di questo tipo esiste un serbatoio di rabbocco dell'olio
munito di manometro e pompetta di ricarico; controllate il livello
dell'olio e il valore del manometro. Interventi più
delicati su questo tipo di timonerie vanno comunque lasciati agli
specialisti.
LO SCAFO
Il momento dell'alaggio è un'occasione preziosa di
ispezione dello stato di salute dell'opera viva. Nella vetroresina
controlliamo con attenzione che non siano apparse le terribili
bollicine, il sintomo più evidente di osmosi. Nel legno
cerchiamo le fessure sul fasciame e verifichiamo con punteruolo e
raschietto il suo stato di integrità; controlliamo
attentamente anche se non vi siano tracce di colatura di ossido
dalle teste di perni e chiodi, andando a guardare nel dubbio anche
all'interno dello scafo. Sul ferro, occhio anche alla più
piccola macchia di ruggine. Passato questo primo esame generale ci
concentreremo su alcuni punti critici:
1) Stato generale del bulbo e suo attacco alla chiglia. È
assolutamente necessario che non vi siano screpolature o
addirittura distacchi tra il bulbo e lo scafo. L'acqua salata,
infiltrandosi, aggredisce i prigionieri corrodendoli e minandone
la tenuta. Ricordatevi che il bulbo sopporta sollecitazioni enormi
e non deve assolutamente muoversi. Se avete dei sospetti
controllate lo stato dei prigionieri anche dall'interno e alla
minima traccia di ruggine mettetevi in allarme. Controllate anche
la superficie del bulbo facendo attenzione, oltre che alle tracce
di ruggine, a eventuali rigonfiamenti o bolle sulla superficie.
L'acqua potrebbe essersi infiltrata sia dall'esterno che
dall'interno, magari a causa di una sentina trascurata o di un
serbatoio che perde. Sostituite gli zinchi, e ricordatevi che
nessun anodo sacrificale deve essere dipinto per poter svolgere
bene la sua funzione.
2) Timone. Abbiamo già controllato la parte interna della
timoneria e sappiamo già se gira con movimento dolce e
continuo. Per poter ora controllare bene la pala del timone
bisognerebbe sganciarlo dai cavi d'acciaio della tiranteria o dal
pistone dell'impianto idraulico. Solo così, essendo
completamente libero, potremo accorgerci se ci sono dei laschi nei
suoi attacchi allo scafo. Se è in ferro bisognerà
sostituire l'anodo sacrificale.
3) Controllo dei trasduttori di log e ecoscandaglio. L'elichetta
del log deve girare liberamente e tutto ciò che dello
strumento sporge dallo scafo deve essere assolutamente integro. Il
terminale dell'ecoscandaglio deve essere ben pulito ma non bisogna
assolutamente usare carta vetrata o altri strumenti ruvidi per la
sua pulizia. Nessuno degli strumenti deve essere dipinto con
l'antivegetativa.
4) Il controllo dell'asse dell'elica e dell'elica stessa deve
essere minuzioso. Dal loro stato di efficienza dipendono oltre che
la buona navigazione anche il funzionamento del motore e,
addirittura, le strutture della barca. Un asse storto o delle pale
dell'elica con una inclinazione sbagliata o ammaccate possono
creare vibrazioni dannosissime Controlliamo anche la boccola
d'entrata dell'asse nell'astuccio sullo scafo, il suo stato
è rivelatore del buon funzionamento del sistema asse-elica.
Se l'elica è particolarmente incrostata o danneggiata vale
la pena di smontarla e portarla in officina.
5) Il controllo degli scarichi e delle prese a mare effettuato
dall'interno viene ora completato all'esterno. Soprattutto
verificatene la pulizia all'ingresso dei condotti.
IN COPERTA
Abbiamo varato la barca, sicuri dello stato di carena e strutture
ad essa legate. Andiamone ora ad ispezionare il resto cominciando
dalla coperta. Prima di tutto la laveremo bene e con questa
operazione nasce spontaneo un controllo superficiale, nel senso di
un attento esame dello stato della superficie. Se è in
plastica verifichiamo che l'antisdrucciolo sia ancora efficiente.
In caso contrario dovremo ridipingere la coperta con le moderne
vernici arricchite di additivi antiscivolo. Nel caso delle coperte
in teak non riusciremo a resistere alla tentazione di usare
sbiancanti o olii di ringiovanimento. Attenti alla scelta di tali
prodotti di cosmesi, non tutti sonoadatti e anzi molti sono
addirittura dannosi. Meglio procedere per prove o adoperare
semplicemente dell'acido citrico diluito. La coperta in teak, lo
sapete, va lavata spesso con acqua di mare. Facendo queste
operazioni avremo modo anche di verificare se ci sono macchie
nere, sintomo di marcescenza del legno, o infiltrazioni. Nelle
coperte in ferro invece bisogna, come del resto su tutte le
superfici delle barche costruite con questo materiale, cercare
minuziosamente ogni traccia di ruggine per poter arrestare al
più presto il processo di corrosione. Passiamo ad
ispezionare la battagliola: le basi dei candelieri sono ancora ben
fisse in coperta? E il bulloncino di fermo che impedisce ai
candelieri di sfilarsi svolge bene la sua funzione? Le draglie
sono tese al punto giusto? Sono perfettamente integre o c'è
qualche trefolo sfilacciato? Gli arridatoi in che condizioni sono?
I pulpiti di prua e di poppa si muovono? Ricordiamoci che
battagliole e pulpiti rappresentano un'importante sicurezza per la
nostra vita e sono sottoposti a dure prove di resistenza.
Cominciamo ora, partendo da prua e andando verso poppa, a
controllare attrezzatura e ferramenta. Verifichiamo che l'ancora
non sia arrugginita, se lo fosse bisognerà zincarla. Una
zincatura «a caldo» risolve il problema in maniera
durevole, quella «a freddo» facilmente sarà da
ripetere l'anno prossimo. Togliamo la catena dal suo gavone e
verifichiamo alcuni punti fondamentali: 1) il suo stato generale,
le parti arrugginite vanno sostituite; 2) l'attacco al golfare
fissato sul fondo del gavone deve essere costituito da un sagolino
passato tre o quattro volte tra l'ultimo anello della catena e il
golfare stesso, in modo che si possa tagliare facilmente in caso
di necessità. Verifichiamo che sia così; 3) i segni
che misurano la catena possono essere realizzati con vernice da
ferro o sagolini colorati. I primi si possono cancellare, i
secondi sfilacciare. Controlliamone lo stato; 4) portando a terra
la catena avrete anche avuto modo di controllare lo stato del
musone e del passa catena. 5) Controlliamo il salpaancora.
Varrà la pena di togliere la calotta che ricopre il motore
elettrico per oliare il pignone e l'alberino di innesto. Poi
controlliamo tutti i cavi elettrici e le prese, lubrificandoli con
un pò di CRC. Verificate che il verricello sia messo bene a
massa, pena un suo cattivo funzionamento. Ingrassate il barbottin
e la campana del verricello facendo attenzione però a non
mettere grasso anche sul sistema frenante.... Passiamo al
sartiame. Dopo aver controllato che i cavi d'acciaio siano
perfettamente integri e compatti e non vi sia neanche un trefolo
rotto andiamo a guardare gli arridatoi e i relativi attacchi. Se
sono, come è auspicabile, riparati da gomma, nastro adesivo
speciale (grey-tape) o pelle varrà la pena di smontare le
protezioni e controllare che non vi siano tracce di ruggine, crepe
nelle pressature delle impiombature, che dadi e controdadi siano
ben stretti, che le coppiglie siano ritorte e in buono stato.
Controlliamo bene anche l'uscita delle lande dallo scafo,
verifichiamo che sia stagna e se vediamo che il silicone dà
segni di cedimento togliamolo completamente e sostituiamolo.
Osserviamo anche attentamente se per disgrazia non vi siano dei
rigonfiamenti in coperta in corrispondenza delle lande, brutto
segno di cedimento strutturale. Il buon funzionamento delle
attrezzature di coperta fa risparmiare a noi fatica e ai materiali
l'usura. Le pulegge dei rinvii devono scorrere liberamente, le
rotaie devono essere ben pulite e non presentare alcuna sorta di
intoppo; i golfari devono essere ben fissati e i paranchi non
devono presentare crepe o danneggiamenti. Controllate che tutte le
viti in coperta che assicurano le attrezzature siano ancora ben
serrate e che le guarnizioni siano integre. Se si nota che del
silicone non tiene più è inutile applicarne di nuovo
in superficie, non serve a niente; bisognerà invece
smontare il pezzo, pulire bene la superficie e rimontarlo con
nuovo silicone.
I winches devono essere lubrificati almeno una volta l'anno.
L'operazione è abbastanza delicata ma alla portata di
chiunque sia attento e scrupoloso. Se sono sporgenti fate molta
attenzione che non cadano pezzi in acqua, magari premunitevi di
costruirvi attorno una protezione. Siate molto cauti smontandoli e
segnatevi per scritto o con degli schizzi il percorso che state
facendo per poter poi ripeterlo all'incontrario senza dubbi
laceranti o il rischio di sbagliare tutto. Attenzione comunque,
quando smontate gli ingranaggi, alle mollette delle castagnole che
possono schizzare lontano e non esagerate poi con il grasso,
perché, se in eccesso, si potrebbe poi impastare con il
sale o sciogliersi a causa del calore e gocciolare in coperta.
Apriamo una piccola parentesi: è importantissimo possedere
e conservare gelosamente tutti i libretti di istruzione di ogni
accessorio della barca. Ogni marca costruttrice ha i suoi segreti
che ci vengono svelati e spiegati tramite quei preziosissimi
libretti. Se non ne siete in possesso scrivete alla fabbrica e
fateveli spedire, solo attraverso la loro guida potrete procedere
nello smontaggio con sicurezza e competenza e verificarne la
perfetta e ottimale installazione.
Diamo un'occhiata alle guarnizioni degli oblò e passi
d'uomo. All'inizio e a fine stagione bisognerebbe passarvi sopra
un sottile strato di vaselina. Se notate sbiancamenti o
sverniciature della struttura in legno controllate che non siano
sintomi di putrefazione, nel qual caso bisognerà smontare
il pezzo, sostituirne le parti avariate e rinnovarne incollaggi e
guarnizioni prima che si deteriori ulteriormente.
L'ALBERATURA E LE VELE
Dedichiamoci ora ad un argomento delicato e complesso:
l'alberatura. Prima di salire sull'albero assicuriamoci che le
drizze e le relative pulegge di rinvio siano in buono stato. Il
percorso dei cavi deve essere sempre libero e scorrevole,
eventuali attriti diminuiscono la resistenza dei materiali e
aumentano lo sforzo. Le pulegge non devono presentare alcun tipo
di incrostazione o usura: lubrifichiamole. Sicuri dello stato
delle drizze possiamo ora attaccarci il banzigo e salire in testa
d'albero. Approfittiamo subito della salita per controllare e
pulire bene la canala d'inferitura. Arrivati in cima, il primo
controllo, sempre in funzione della nostra sicurezza, va fatto
sull'uscita delle drizze dall'albero per essere sicuri che non ci
siano usure dei materiali o crepe sulle saldature. Tranquillizzati
procediamo ora a controllare le connessioni elettriche degli
strumenti del vento, luci e antenne. Vale la pena forse di
togliere le vecchie protezioni, costituite da nastro vulcanizzante
o silicone, pulire bene, verificare che non ci siano danni dovuti
a infiltrazioni e rifarle ex-novo. Prima di iniziare la discesa
guardiamo bene gli attacchi di stralli e sartie, controlliamo bene
tutte le coppiglie, eventuali piegature dei perni o ovalizzazioni
degli occhi dei perni stessi. Un'occhiata, infine diamola anche al
bozzello dello spi e relativo golfare. Cominciando a scendere non
ci dimenticheremo di cospargere con un leggero strato di vaselina
la canala dell'albero. Arrivati alle crocette ne controlleremo gli
attacchi sull'albero e le estremità, attenti a osservare se
l'estruso dell'albero non presenta sintomi di schiacciamento.
Anche qui dove troviamo connessioni elettriche di luci di via o
fari di coperta dovremo controllarne le protezione ed
eventualmente rifarle. Scesi dal banzigo, andiamo a controllare la
base dell'albero. Se questo è passante togliamo il calzone,
controlliamone lo stato, e verifichiamo che le protezioni in gomma
dura sulla mastra siano ancora efficienti e che lavorino bene nel
senso prua-poppa. Poi andiamo a cercare eventuali tracce di
corrosione nella scassa sull'appoggio dell'albero e sull'albero
stesso. Prima di tutto verifichiamo l'esistenza e la
funzionalità dei fori di drenaggio a piede d'albero. Se
notiamo della schiuma bianca che si asporta facilmente con un
cacciavite siamo in presenza di corrosione elettrolitica e
varrà la pena di indagarne a fondo la causa.
Converrà asportare tutte le parti corrose, eventualmente
poi alzando la piastra di scassa in acciaio inox di quel tanto che
abbiamo dovuto togliere dall'albero. Lo stesso discorso vale se
l'albero poggia in coperta. L'esame del boma sarà
più agevole, ma non per questo meno accurato. Puliamo e
lubrifichiamo la canala, controlliamo l'efficienza dei bozzelli,
degli strozzascotte e l'integrità delle borose.
Ricordiamoci sempre di verificare la scorrevolezza di ogni
puleggia o paranco, come quello del vang, per esempio, premessa
indispensabile perché questi demoltiplicatori degli sforzi
svolgano la loro funzione.
Sull'avvolgifiocco controlleremo lo stato della scottina del rullo
e cercheremo ogni sintomo di usura, ingrassando poi le parti
mobili. Finito di controllare l'alberatura passiamo ad esaminare
gli accessori naturali, le vele. È più che
auspicabile che a fine stagione, all'atto di riporle, le abbiate
ben lavate con acqua dolce, lasciate ad asciugare e piegate con
cura. Se non lo avete fatto allora fatelo adesso. Esaminiamo con
cura tutte le cuciture dei bordi, delle tasche delle stecche, dei
rinforzi negli angoli. Controlliamo lo stato delle bugne,
può succedere che si ossidino e si corrodano, e quello dei
matafioni. Infine verifichiamo che i garrocci e i grilli siano
ancora efficienti e lubrifichiamoli. Sostituiamo quelli
danneggiati. Con mare mosso e le onde che vi frangono addosso, a
cavalcioni sulla prua, costretti ad un impegnativo cambio di
fiocco ringrazierete il cielo voi stessi della loro efficienza.
ACCESSORI DA COPERTA
- Ancora
- Ancora di rispetto
- Catena
- Leva per verricello
- Guanti per ancora
- Banzigo
- Drizze e scotte di rispetto
- Maniglie di rispetto per winch
- Bozzelli e moschettoni di rispetto
- Cime da ormeggio
- Cime varie
- Coltello con caviglia per impiombare
- Corredo vele completo
- Kit riparazione vele
- Copriranda
- Antenne varie
- Pompe sentina (doppione v. altra scheda)
- Supporto per fuoribordo
- Pram con pagaie
- Kit riparazione pram
- Gonfiatore
- Fuoribordo con serbatoio
- Kit ricambi fuoribordo
- Taniche supplementari miscela e gasolio
- Doccia
- Passerella
- Scaletta per il bagno
- Tavolino e sedie pieghevoli
- Materassini prendisole
- Tendalino
- Cagnaro
- Lampada da pozzetto
- Guanti per ancora
- Banzigo
- Drizze e scotte di rispetto
- Maniglie di rispetto per winch
- Bozzelli e moschettoni di rispetto
- Cime da ormeggio
- Cime varie
- Coltello con caviglia per impiombare
- Corredo vele completo
- Kit riparazione vele
- Copriranda
- Antenne varie
- Pompe sentina (doppione v. altra scheda)
- Supporto per fuoribordo
- Pram con pagaie
- Kit riparazione pram
- Gonfiatore
- Fuoribordo con serbatoio
- Kit ricambi fuoribordo
- Taniche supplementari miscela e gasolio
- Doccia
- Passerella
- Scaletta per il bagno
- Tavolino e sedie pieghevoli
- Materassini prendisole
- Tendalino
- Cagnaro
- Lampada da pozzetto
ATTREZZERIA
- Martello
- Sega da legno e da ferro
- Raspe
- Lime
- scalpelli
- Tenaglie
- Trapano a mano
- Punte per trapano
- Pinze
- Pinze a pappagallo
- Tronchese
- Cacciavite
- Succhielli
- Chiavi inglesi
- Chiavi a bussola
- Chiavi a tubo
- Gomitolo di filo di ferro
- Chiodi e viti
- Dadi e bulloni
- Cerniere di rispetto
- Redance, maniglie, lucchetti
- Spago
- Silicone
- Vasellina filante
- Grasso al silicone
DOTAZIONI DI SICUREZZA
- Autogonfiabile
- Giubbetti
- Cinture di sicurezza
- Salvagente con sagola
- Boetta luminosa
- Razzi - pistola very
- Fanali regolamentari
- Viveri d'emergenza
- Pompe di sentina
- Avvisatori acustici
- Estintori
- Cassetta di pronto soccorso
- Radio vhf
- Radio d'emergenza
- Antenna radio d'emergenza
- Rilevatore radar
- Riflettore radar
- Ancora galleggiante
- Scandaglio a mano
- Pagaie
- Torcie elettriche
- Faro potente allo iodio
- Fischietto
- Megafono
STRUMENTI PER LA NAVIGAZIONE
- Bussole
- Bussola da rilevamento
- Sestante
- Calcolatrice
- Effemeridi astronomiche
- Binocolo
- Strumenti del vento
- Contamiglia
- Speedometro
- Ecoscandaglio
- Loran
- Satellitare
- Radar
- Computer di navigazione
- Pilota automatico
- Carte nautiche aggiornate
- Portolani aggiornati
- Elenco dei fari, fanali e segnali da nebbia
- Rapportatore
- Parallele
- Squadrette
- Compasso
- Matite
- Gomme per cancellare
- Tavole nautiche
- Giornale di bordo
- Licenza di navigazione
- Patente nautica
- Contrassegno dell'assicurazione rc
- Certificato rina
- Ricevuta della tassa di stazionamento
- Foglio dei giri di bussola
- Certificato di revisione autogonfiabile
- Assicurazione rc e bollo del fuoribordo
- Certificati delle bombole subacquee
- Ricevuta pagamento canone vhf
- Ricevuta abbonamento radiotelevisivo
SERBATOIO DEL CARBURANTE E SISTEMA DI ALIMENTAZIONE
Scendiamo sottocoperta dove ci attende un lavoro non meno faticoso
e che va svolto con lo stesso scrupolo finora impiegato.
Dall'esame dello stato della sentina possiamo capire molte cose
anche delle altre parti della barca. Così se troviamo
tracce di nafta sarà il caso di controllare attentamente il
serbatoio e il circuito di alimentazione. Per prima cosa
constatate che il serbatoio sia ben solidale con lo scafo,
controllate bene le cinghie o le flange che lo fissano. Poi
ispezionate attentamente la superficie del serbatoio attenti ad
ogni macchia sospetta di corrosione. Dopo il controllo esterno
eseguiremo anche quello interno. Il nemico numero uno dei motori
diesel sono le impurità del carburante che possono intasare
la pompa di alimentazione o gli iniettori. Le condizioni del
filtro della nafta posto tra serbatoio e motore dovrebbero
già darvi indicazioni utili sullo stato di pulizia del
serbatoio stesso. È comunque una buona norma pulirlo
periodicamente. Se esiste una botola di ispezione il compito
sarà più facile: una volta aperta e estratto con una
pompa il gasolio potremo lavare il fondo facilmente. Se non
c'è la botola di ispezione esisterà probabilmente un
«tappo» di deflusso posto sul fondo. Apritelo , fate
uscire tutto il gasolio vecchio e versatene poi di nuovo, ben
pulito. Fate defluire anche questo nuovo carburante e ripetete
l'operazione finché non uscirà perfettamente pulito.
Se nel serbatoio non esiste nemmeno il tappo di deflusso dovrete
eseguire l'operazione di svuotamento e pulizia servendovi di una
pompa che inserirete attraverso il foro di immissione del
carburante. Dopo aver ben pulito l'interno del serbatoio passate a
controllare che il tubo di sfiato non sia incrostato o addirittura
intasato. A questo punto fate il pieno di carburante. Per evitare
che l'aria del serbatoio mezzo vuoto favorisca la formazione di
condensa non c'è altro sistema che tenerlo il più
possibile pieno di nafta. Pensate anche se non sia il caso questa
volta di installare, se non c'è già, un filtro
decantatore posizionato tra serbatoio e filtro del gasolio:
garantirà ulteriormente la pulizia del carburante che
arriva al motore e preserverà più a lungo quella del
secondo filtro. Passiamo a controllare il circuito di
alimentazione. Verifichiamo che i tubi rigidi, generalmente in
lega di rame, siano integri e ben fissi nel loro percorso.
Controlliamone gli angoli e i passaggi nelle paratie. Questi tubi
sono collegati con le parti rigide (serbatoio, filtri, pompe,
motore) attraverso dei tubi flessibili in gomma (doverosamente
omologati Rina) che ne assorbono le vibrazioni. Assicuratevi che
la lunghezza di questi ultimi sia sufficiente e che le fascette di
collegamento siano ben serrate. Controllate bene, infine, che non
esistano punti di contatto, e perciò di attrito dovuto alle
vibrazioni, tra i vari tubi, filtri, motore e qualsiasi altra
struttura rigida.
SERBATOIO DELL'ACQUA E IMPIANTO IDRAULICO
Se in sentina avremo invece trovato tracce d'acqua dolce potrebbe
essere il circuito idraulico che va ispezionato. Controllate
l'integrità del serbatoio, ma anche quella dei tubi che
portano l'acqua alle varie pompe della cucina e del bagno.
È auspicabile che abbiate svuotato il circuito per il
rimessaggio invernale perché l'acqua, durante i mesi
più freddi, avrebbe potuto gelare e creare grossi danni
alle tubazioni. Per capire se l'interno del serbatoio è
pulito basta sentirne l'odore e controllare il colore dell'acqua.
Si potrà comunque disinfettare con qualche goccia di
amuchina o aceto, mentre il cattivo odore dai tubi si può
togliere immettendo nel serbatoio del bicarbonato e facendo poi
scorrere l'acqua. Controlliamo autoclave e rubinetteria. Aprendo e
chiudendo i rubinetti capiremo subito se l'autoclave funziona
correttamente. Se sentiamo che la pompa si innesca a colpi anche
con i rubinetti chiusi bisognerà cercare qualche perdita
nel sistema (fascette lente, guarnizioni consumate o.. il
flessibile della doccia) oppure controllare il pressostato
dell'autoclave. Se nell'impianto è installato anche il
«vaso di espansione» controllatene la pressione
dell'aria.
PULIZIA E CONTROLLO DELLE STRUTTURE
Ora che siamo sicuri che gli impianti idraulico e del carburante
non hanno perdite possiamo lavare bene con detergenti sgrassanti
la sentina. Controlliamo così che gli ombrinali delle
centine non siano intasati e che il loro sistema porti l'acqua nel
punto più profondo dello scafo. Forse questa volta è
anche il caso di far passare attraverso tutti gli ombrinali una
catenella che ci sarà utilissima per liberarli facilmente
da ogni tipo di ostruzione. Controlliamo l'efficienza delle pompe,
automatiche e manuali, e verifichiamo che sull'estremità
del tubo di raccolta dell'acqua ci sia un filtro anti-sporcizia
che impedisca l'entrata dei detriti nel corpo della pompa stessa,
compromettendone così l'efficienza. Lo sporco più
consistente, c'è poco da fare, lo dovrete raccogliere a
mano o con uno straccio. Sarà anche opportuno verificare
che il corpo delle pompe di sentina sia montato al di sopra della
linea di galleggiamento oppure che vi sia, tra pompa e scarico, un
sifone in modo da evitare che per un guasto banale ciò che
dovrebbe liberarci dall'acqua non ne diventi al contrario un
ottimo veicolo di imbarco. Almeno una volta l'anno, e questa
potrebbe essere quella giusta, val la pena di svuotare armadi,
stipetti e gavoni. Potremo così controllare sia il
contenuto che i contenitori. Vedremo subito se ci sono oggetti
bagnati o paratie umide. Per approfondire l'esame interno dello
scafo potremo anche smontare qualche pannello in modo da arrivare
in quei punti altrimenti inaccessibili. Concentriamoci soprattutto
sugli attacchi tra la coperta e le fiancate e tra tuga e coperta,
punti critici, nei quali spesso si aprono vie d'acqua. Anche gli
attacchi delle lande e la loro uscita in coperta vanno guardati
con attenzione. Tutto deve essere ben asciutto e non si devono
trovare tracce di sale. In caso contrario bisognerà
approfondire l'indagine fino a scoprire il perché delle
infiltrazioni e prendere i provvedimenti adeguati. In questa fase
dell'ispezione alla barca converrà anche dare un'occhiata
ai fili dell'impianto elettrico e soprattutto alle scatole di
derivazione e ai terminali dove i collegamenti rappresentano punti
delicati del sistema. Avendo tolto i pannelli e svuotato la barca
questo è il momento giusto, infine, per lavare bene tutti
questi luoghi chiusi con gli speciali detergenti rinfrescanti e
antimuffa.
DINETTE, CUCINA, BAGNO
Possiamo ora rimontare paglioli e pannelli e passare ad altre fasi
di controllo. In dinette di solito sono posizionati gli strumenti
di rilevazione meteorologica e di misura del tempo. Termometro,
igrometro e barometro andranno controllati e eventualmente
ritarati con il metodo comparativo: o con l'aiuto di uno o
più vicini di barca o con dati ufficiali. Una buona norma
precauzionale poco costosa è quella di cambiare la batteria
del cronometro, strumento obbligatorio a bordo.
Passiamo in cucina.
Avete già svuotato e ripulito gli stipetti, pensiamo anche
se non sia il caso di posizionare qualche esca per ospiti
indesiderati come scarafaggi o insetti vari. Si tratta di semplici
scatoline con un buco nel quale questi parassiti possono entrare
ma non riescono poi più ad uscire. Evitate i veleni, che
possono essere dannosi anche per noi, e ricordate che uno dei
veicoli principali di ingresso delle bestioline, o delle loro
uova, sono proprio i cartoni nei quali stipiamo le scatolette di
cibo. Liberiamocene quindi il prima possibile. Controlliamo ora i
due accessori più importanti della cucina: fornello e
frigo. Controlliamo per primo l'impianto del gas spennellando con
acqua e sapone i rubinetti e le connessioni tra i tubi rigidi e
quelli di gomma. Se notiamo che si formano delle bollicine siamo
in presenza di una fuga di gas e bisogna porvi immediato rimedio.
Controlliamo la scadenza del tubo di gomma che si innesta nel
fornello. A bordo è opportuno avere sempre due bombole del
gas, una in servizio e una nuova per sostituire la prima quando si
esaurisce. Per legge le bombole del gas devono essere alloggiate
all'esterno della barca in un gavone stagno munito di sfiatatoio.
Unica eccezione le bombole che si innestano direttamente nel
fornello. Per controllare che il frigo sia carico del suo gas
spesso c'è una finestrella di ispezione vicino al
compressore che quando l'impianto è in funzione ci deve
mostrare il passaggio di bollicine nel circuito. Poi, controllate
le guarnizioni dello sportello di chiusura e l'efficienza della
serratura, potremo lavare bene tutte le superfici interne con
l'antico sistema dell'aceto, sempre il più efficiente
contro i cattivi odori.
Se il wc scarica male, o non pompa bene l'acqua, c'è poco
da fare: bisogna smontarlo, sostituire le guarnizioni e
lubrificarne le parti. Non rischiate di accontentarvi di un
funzionamento mediocre perché sarebbe un grave rischio per
la vostra crociera estiva. Tutti sanno quanto disagio può
creare un wc in avaria. Una buona norma preventiva per il
mantenimento delle parti in gomma del wc è quella di
gettare dentro la tazza un pò di vasellina che le lubrifica
e le protegge. Controllate i tubi, specie quelli di scarico,
perché eventuali incrostazioni ne riducono il diametro e di
conseguenza l'efficienza.
Non è superfluo ricordare che nel wc di bordo va gettata
con parsimonia persino la carta igienica. Assolutamente proibito
gettare altri materiali...
LA BATTERIA
Ora il controllo del sistema elettrico: verifichiamo l'efficienza
del quadro, gli interruttori delle varie utenze e
l'integrità dei fusibili. Controlliamo tutte le lampadine
delle varie luci, interne, esterne e di navigazione. Poi passiamo
al cuore del sistema: la batteria. Dopo aver controllato il
livello dell'elettrolita (l'acqua distillata deve arrivare a circa
un centimetro al di sopra delle piastre) controlliamo la carica.
Si può fare in due modi: con il voltmetro o con il
densimetro. Nel primo caso collegheremo i terminali dello
strumento con i poli e leggeremo la differenza di potenziale. La
batteria va messa subito sotto carica anche se i valori sono di
poco al di sotto dei 12 volts. Il densimetro misura la
densità dell'acido e il valore di carica è tra 1,26
e 1,28; al valore 1,20 la batteria è al 50%, mentre se lo
strumento indica 1,50 siamo al 25% della potenza e il suo stato di
salute è gravemente compromesso. Volendo eseguire un esame
più approfondito possiamo misurare col voltmetro la carica
di ogni singolo elemento: al valore 2,7 sarà carico, mentre
per 1,27 sarà scarico. Ricordiamoci che una batteria con un
elemento scarico è in corto circuito. In ogni caso, se si
lascia una batteria scarica per molto tempo questa si
rovinerà irrimediabilmente. Tenete presente che la batteria
si autoscarica quando non viene usata, dal 4 al 13% della sua
potenza al mese. Controlliamo anche l'alloggiamento: deve essere
ben fisso e perfettamente asciutto. Puliamo e proteggiamo con
grasso o vaselina i poli. Alla fine accertiamoci che il generatore
carichi correttamente accendendo il motore e controllando che a
circa 1100 giri/minuto la carica della batteria arrivi a 14,5
volts (29 volts nel caso degli impianti a 24 volts).
MOTORE
Nel vano motore avrete già ben pulito la sentina e
controllato che ci sia un contenitore, ove possibile, nel fondo
della sentina per raccogliere trafilaggi di olio o perdite di
carburante. Prima di procedere ad altre operazioni è nostro
dovere di persone civili informarci sulla discarica autorizzata
più vicina dove andare a gettare l'olio vecchio, ogni
liquido sporco di materiale inquinante, batterie esaurite ed ogni
tipo di rifiuto tossico. Per la pulizia di sentine oleose, del
motore e di qualsiasi parte sporca di grassi vi consigliamo di
adoperare gli appositi panni che si trovano facilmente in
commercio che hanno la caratteristica di trattenere gli olii e far
passare l'acqua così «depurata».
Le normali operazioni di manutenzione del motore sono:
sostituzione dei filtri di olio e carburante, cambio dell'olio
motore, controllo dello stato di usura e della tensione della
cinghia dell'alternatore, pulizia del filtro dell'acqua.
Ricordiamoci, quando cambiamo i filtri di olio e gasolio, di
scrivere le ore motore e la data di sostituzione sia sul diario di
bordo, sia, a scanso di equivoci, sull'etichetta dei filtri
stessi. Ogni due anni va cambiato anche l'olio dell'invertitore.
Controlliamo il premistoppa dell'asse dell'elica. Se sgocciola
troppo va serrato ma lasciando sempre che vi sia una gocciolina
ogni tanto, pena il rischio del suo surriscaldamento e conseguente
grippaggio sull'asse. Controlliamo bene il cuscinetto reggispinta
e i dadi di serraggio che collegano l'asse dell'elica al motore,
quando la trasmissione è diretta, o all'asse del motore
tramite giunto cardanico quando è discontinua. Questo
è sempre un punto delicato, perché sottoposto
continuamente a forti vibrazioni e, spesso, a bruschi traumi. Per
lo stesso motivo ricordiamoci, come un'abitudine, di controllare
frequentemente tutti i vari tubi di gomma e le relative fascette
in acciaio inox.
Controllare lo stato della girante della pompa dell'acqua del
circuito di raffreddamento è un'altra buona abitudine: se
non l'avete mai fatto ecco un'occasione per imparare dov'è
e come si fa. Se per caso scoprite che è rotta e vi manca
qualche paletta dovrete accertarvi che non sia finita all'interno
dei tubi che portano allo scambiatore di calore e quindi, come
verifica di aver fatto un buon lavoro, alla fine dovrete
ricomporre in tutte le sue parti la girante rotta. Assieme alla
cinghia dell'alternatore, una o più giranti di rispetto
completa di guarnizioni, o un tubetto di gomma rossa per
guarnizioni, sono ricambi indispensabili da avere sempre a bordo.
Un'occhiata va anche data alla marmitta e al collettore di scarico
che non devono presentare tracce di trafilaggio d'acqua o segni di
corrosione
Eseguite tutte queste operazioni possiamo accendere il motore e
fare i due controlli elementari e abituali: vediamo se l'acqua
esce copiosa dal tubo di scarico e verifichiamo che la spia
dell'amperometro si spenga, a dimostrazione che il generatore di
corrente fa il suo dovere. Potremo anche, dopo esserci assicurati
che non ci siano cime in acqua a portata di elica, verificare il
buon funzionamento dei leveraggi del motore provando a innestare
le marce avanti e indietro. A proposito di motore: il fuoribordo
in che stato è? Lo avete ben lavato ed ingrassato prima del
rimessaggio invernale? Lo avete fatto girare in acqua dolce? E le
candele? E l'olio nella scatola ingranaggi della trasmissione?
Rispondete a queste domande e agite di conseguenza. Se poi avete
avanzato della benzina dell'anno scorso, beh, è meglio che
la utilizziate come lubrificante o solvente per la pulizia delle
parti meccaniche, ma per la propulsione del fuoribordo fate lo
sforzo di acquistarne di nuova.
Il nostro percorso è terminato... ma.. e le dotazioni di
sicurezza? E tutti i documenti personali, della barca, degli
strumenti? Pensavate che ci fossimo dimenticati di argomenti
così importanti? Bisognerebbe fare un articolo, e anche
molto lungo, solo su di essi ma sarebbe superfluo, perché
proprio per la loro complessità e delicatezza Nautica ha
già provveduto a seguire cambiamenti di legge e modifiche
normative attraverso l'utilissima rubrica «Navigando tra le
norme» che i nostri lettori più affezionati avranno
già avuto modo di apprezzare. Vi rimandiamo dunque
all'attenta lettura del pezzo significativamente intitolato
«Finalmente» sulla trasformazione in legge del decreto
legge sulla nautica del n. 389 (settembre 1994) della nostra
rivista (a pag. 50) e del relativo «Vademecum del
diportista» sullo stesso numero (a pag. 174); nonché
dello «Scadenzario» a pag. 220 del più recente
numero 394 di febbraio. Utilissime per condensare in poco spazio
il vostro percorso vi saranno infine le dettagliatissime schede-
promemoria allegate a questo articolo.
ABBIGLIAMENTO
- Calzoni lunghi
- Calzoncini corti
- Gonne
- Camicie maniche corte
- Camicie maniche lunghe
- Magliette
- Tuta di cotone
- Giacca
- Cravatta
- Cintura
- Berretto di cotone
- Berretto di lana idrorepellente
- Maglione di lana
- Giubbetto
- Scarpe di tela
- Scarpe da barca
- Stivali
- Calzini di lana
- Calzini di cotone
- Pigiama
- Biancheria intima
- Cerata completa
- Costumi da bagno
- Fazzoletti
- Foulard
ACCESSORI DA BAGNO
- Asciugamani
- Shampoo
- Creme abbronzanti
- Bagnoschiuma
- Dentifricio
- Spazzolini
- Sapone
- Rasoio
- Lamette
- Schiuma da barba
- Set per il trucco
- Creme varie
- Pettine
- Spazzola per capelli
- Asciugacapelli
- Carta igienica
- Cotone idrofilo
- Assorbenti
- Sacchetti igienici
ACCESSORI PER LA CUCINA
- Bombole gas
- Cucina inox con forno
- Frigorifero
- Pentole inox
- Coperchi
- Caffettiera
- Posateria inox
- Cavatappi
- Apriscatola
- Imbuto
- Piatti di plastica pesante e di carta
- Bicchieri di plastica pesante e di carta
- Tazze di plastica pesanti
- Tazzine da caffè di plastica pesante
- Piattini di plastica pesante
- Barattoli per zucchero, caffè, thè
- Contenitori vari
- Pellicola per conservare cibi
- Stuzzicadenti
- Grattugia
- Thermos
- Tovaglioli
- Salviette di carta
- Scottex
- Detersivi
- Spugnette
- Canovacci
- Presine per padelle
- Pinze stendibiancheria
- Tappi di vario tipo
- Fiammiferi
- Accendigas
- Forbici
- Filtro acqua a mano
- Sacchetti per immondizia
CAMBUSA
- Bibite
- Vino
- Superalcolici
- Pasta
- Riso
- Olio
- Sale
- Aceto
- Farina
- Crackers
- Salame
- Prosciutto in scatola
- Uova
- Burro a lunga conservazione
- Zucchero
- Caffè
- The
- Camomilla
- Cacao
- Orzo
- Scatolette di carne e tonno
- Biscotti
- Minestre liofilizzate
- Latte a lunga conservazione
- Latte in polvere
- Latte condensato
- Pelati in scatola
- Fagioli in scatola
- Frutta secca
- Frutta in scatola
- Cioccolata
- Marmellata
- Miele
DIVERTIMENTI
- Radio am/fm
- Riproduttore stereo per cassette
- Cassette incise
- Lettore portatile per compact disc
- Compact disc
- Mini diffusori acustici
- Cuffia stereo
- Tv portatile
- Libri
- Carte da gioco
- Telecamera videointegrata
- Nastri video
- Macchina fotografica
- Obiettivi
- Flash
- Rullini fotografici
- Strumenti musicali
- Attrezzatura subacquea completa
- Tavola a vela
- Sci nautici
- Gommoncino con fuoribordo
- Dotazioni per gommoncino
- Attrezzatura da pesca
- Materassini prendisole
- Accappatoi
- Creme solari
- Occhiali da sole
- Ventilatore
- Pipe
- Tabacco
- Sigarette
- Sigari
MEDICINALI
- Cerotti
- Bende
- Disinfettante
- Laccio emostatico
- Pillole e cerotti contro il mal di mare
- Cassetta regolamentare di pronto soccorso
- Pomata antiustioni
- Vaccino antivipera
- Siringhe
- Aspirina
- Analgesici
RICAMBI IMPIANTO ELETTRICO
- Fusibili vari
- Filo elettrico
- Spine
- Bocchettoni
- Lampade
- Batterie per torce
- Regolatore di tensione
RICAMBI IMPIANTO IDRAULICO
- Saracinesche
- Autoclave
- Pressostato
- Rubinetti
- Doccia
- Amuchina
- Filtro acqua
- Tubi di varie grandezze
- Raccordi
- Guarnizioni
- Fascette stringitubo
- Pompa di sentina
- Kit riparazione w.c.
- Membrane
- Pompe a mano
RICAMBI MOTORE
- Filtro olio e gasolio
- Girante
- Paraacqua olio
- Filtro acqua
- Pompa dell'acqua completa
- Termostato
- Tubicini del gasolio
- Zinchi anticorrosione
- Guarnizioni varie
- Elica di rispetto
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