
NAUTICA E MEDICINA
Articolo di Salvatore Agnes
Pubblicato su Nautica 399 di luglio 1995
Generalmente il diportista - talora solo per scaramanzia - non
desidera preoccuparsi dei possibili eventi di interesse medico che
possono accadere a bordo; ma è un atteggiamento poco
prudente, al pari di quello che non induce a conoscere l'uso degli
autogonfiabili o dei razzi. Avere idee precise su come gestire
un'emergenza medica rientra invece nei doveri di chi comanda
un'unità da diporto, e consente il più delle volte
di risolvere brillantemente un problema importante nel pieno
rispetto del piano di navigazione, oppure, nei casi più
impegnativi, di iniziare correttamente una cura che sarà
poi continuata in sedi più idonee. In questa ottica è
opportuno rinfrescare le nostre cognizioni sulla cassetta del
pronto soccorso, sui presidi che deve contenere e sull'utilizzo
appropriato di ciascuno di essi
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Medico a bordo
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LA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
Come è noto, già da alcuni anni le imbarcazioni e le
navi da diporto abilitate alla navigazione senza alcun limite
hanno l'obbligo di tenere a bordo materiale sanitario. Il decreto
del ministro della Sanità - emanato di concerto con il
ministro della Marina mercantile - del 25/5/1988 n. 279,
pubblicato sulla G.U. n. 170 del 21/7/1988, ha chiaramente
indicato, modificando le normative precedenti, la qualità e
la quantità dei prodotti di cui devono essere provviste le
predette unità . Il recente "Regolamento di sicurezza per la
navigazione da diporto", emanato con il decreto del ministro dei
Trasporti e della Navigazione n. 232 del 21/1/1994, pubblicato
sulla G.U. n. 87 del 15/4/1994 ed entrato in vigore il 14/7/1994,
ha infine confermato, per ciò che riguarda la cassetta di
pronto soccorso, le indicazioni del decreto del 1988
precedentemente citato, e quindi tuttora valido.
Cosa prescrive il decreto 25/5/1988, attualmente vigente
Secondo la tabella D del decreto le imbarcazioni e le navi
abilitate alla navigazione senza alcun limite - queste, si badi, e
non altre categorie di unità da diporto - che non abbiano
per equipaggio personale marittimo arruolato, debbono avere a
bordo una cassetta di pronto soccorso con le seguenti
caratteristiche:
- contenitore: di materiale rigido, a chiusura stagna, facilmente
asportabile e galleggiante;
- medicinali per uso esterno: disinfettante a base di ammonio
quaternario (un flacone da 250 cc);
- materiale per medicazione: ammoniaca (un flacone di vetro
scuro), bende di cambric (5 confezioni di varie misure), cerotto
adesivo (una confezione), cerotto medicato (una confezione),
cotone idrofilo (un pacco da 250 gr), una forbice comune, garza
idrofila compresse (una confezione di varia misura), garza
vaselinata compresse (una confezione), un laccio emostatico, una
stecca per fratture.
Che cosa sono e come si usano i presidi terapeutici contenuti
nella cassetta di pronto soccorso
- Disinfettante a base di ammonio quaternario
- Ammoniaca
- L'obbligatorietà dell'ammoniaca nelle cassette
di pronto soccorso è a nostro avviso discutibile. Infatti
in passato si riteneva che gli impacchi di ammoniaca fossero utili
se applicati sulle punture d'insetto o sulle ustioni da medusa; ma
in realtà si è visto che l'ammoniaca è
fortemente urente e la sua applicazione su lesioni già
dovute a sostanze chimiche non fa che aggravarle; in questi casi
è più utile applicare una pomata al cortisone.
Riteniamo che in futuro questo composto verrà eliminato
dagli usi medici e utilizzato solo per quelli domestici.
- Bende di cambric
- Sono delle particolari bende di cotone
abbastanza resistente, che non si sfilacciano e che presentano una
certa versatilità d'impiego: sono infatti di grande
utilità per comprimere una zona di emorragia dopo averla
medicata; per bendare dall'esterno una medicazione complessa; per
fasciare un'articolazione traumatizzata; per praticare la prima
immobilizzazione di un arto fratturato, avvolgendola intorno
all'arto stesso e alla stecca per fratture che lo rettilineizza; o
infine per sostenere un arto da mettere a riposo (ad esempio per
tenere un braccio pendente dal collo).
- Cerotto adesivo
- Esistono cerotti di diversi tipi e misure, e i
principali sono di stoffa o di carta. I cerotti di stoffa sono
molto adesivi ma richiedono una certa forza per essere staccati,
mentre quelli di carta si staccano più facilmente ma sono
anche meno adesivi. In genere i cerotti di stoffa sono più
resistenti quando si bagnano ma al tempo stesso risentono
maggiormente dell'umidità , per cui non è raro
trovarli completamente inutilizzabili dopo una sola stagione di
conservazione. Il cerotto adesivo può essere usato per
fermare le garze di una medicazione o le estremità di un
bendaggio e non va mai applicato direttamente su di una ferita.
- Cerotto medicato
- Per cerotto medicato si intende il cerottino
di uso comune, che si trova già confezionato sterilmente in
diverse misure. Sono molto utili, di facile e diretta applicazione
sulle ferite disinfettate, e non si alterano anche dopo lunga
conservazione se la confezione è integra.
- Cotone idrofilo
- Il cotone idrofilo può essere in
confezioni normali o sterili, anche se per gli scopi medici
è preferibile utilizzare quello sterile. È utile per
ricavare tamponcini da medicazioni da imbibire con il
disinfettante, per creare ulteriore protezione esterna alle
medicazioni già eseguite con garze e cerotto o per
ammorbidire lo steccaggio bendato di fratture e contusioni.
- Forbice comune
- Le forbici sono indispensabili per qualsiasi
manovra medica, per tagliare garze, cerotti ma anche vestiti
quando non possono essere sfilati.
- Garza idrofila compresse
- Le garze sterili si trovano
disponibili in confezioni di varie misure (cm 10x10, 20x20 ecc.).
Le più versatili sono le garze cm 10x10 che servono per
coprire le ferite dopo che sono state medicate ed abbiano smesso
di sanguinare. Bisogna ricordare che una volta aperta la busta
delle garze queste perdono la loro sterilità , ed è
allora opportuno rifornirsi di una nuova confezione e non
utilizzare le garze residue per un'altra medicazione.
- Garza vaselinata compresse
- Le garze vaselinate si trovano in
confezioni di metallo sterili che ne contengono in genere da 10 a
20. Esse vanno staccate dalle sottostanti e applicate su ferite
con perdita di sostanza come abrasioni o ustioni, in quanto
ricoprono e proteggono le superfici cruente senza attaccarsi.
Molte contengono anche sostanze, come le fitostimoline, che
favoriscono la riepitelizzazione delle ferite. Una volta poste
sulla ferita vanno coperte con cotone o con garze idrofile e poi
con cerotto.
- Laccio emostatico
- Si tratta di un tubicino di gomma di piccole
dimensioni che normalmente serve per determinare una stasi del
sangue venoso che ritorna dall'arto per favorire l'incannulamento
di una vena (prelievi, iniezioni endovenose). In realtà il
suo impiego in caso di traumi o ferite è molto discutibile
in quanto esso, soprattutto in mani non esperte, se non applicato
nei punti giusti e stretto a sufficienza, può non risultare
realmente "emostatico", cioè in grado di fermare l'afflusso
di sangue arterioso all'arto (cosa invece a volte necessaria in
presenza di ferite con emorragia abbondante) ma anzi, ostacolando
il deflusso venoso, può determinare un effetto paradosso
con aumento dell'emorragia.
- Stecca per fratture
- Esistono diversi tipi di stecche che si
utilizzano per la immobilizzazione delle fratture degli arti.
È utile averne una di dimensioni adeguate anche per lo
steccaggio di un arto inferiore. La stecca serve per
rettilineizzare e per immobilizzare l'arto, e a questo fine va
stretta intorno all'arto stesso mediante un bendaggio da
effettuarsi con la benda di cambric.
Avvertenze e cautele
Alla cassetta del pronto soccorso, proprio perché
obbligatoria per legge, non si dedica in genere grande attenzione;
e molti sono tentati di acquistare le cassette preconfezionate in
commercio. Il nostro consiglio è invece quello di
prepararsi da soli la cassetta, anche se non si è medici,
acquistando il materiale prescritto direttamente in farmacia:
prima di tutto ciò consente di conoscere bene cosa
contiene; si è poi certi della scadenza delle confezioni e
della qualità dei prodotti, mentre non di rado il materiale
presente nelle cassette preconfezionate è di scarsa
qualità (le forbici sono di plastica, il laccio emostatico
può essere di gomma fragile, le stecche possono essere di
dimensioni inadeguate ecc.); infine va sottolineato che facendo da
sé in genere si risparmia.
Il corretto utilizzo del materiale di pronto soccorso presuppone
qualche accortezza, dettata più che altro dal buon senso:
prima di tutto a ogni cambio di stagione è opportuno
ricontrollare il contenuto della cassetta, perché per
quanto stagni e impermeabili siano i contenitori, l'umidità
sempre in agguato ne può alterare il contenuto, dato che i
cerotti, il cotone e le confezioni di garze sterili sono
particolarmente sensibili ad essa; bisogna poi verificare la data
di scadenza delle confezioni sterili; si deve inoltre evitare, nel
medicare ferite altrui, di contaminarsi con il sangue; le garze
sterili vanno maneggiate correttamente, per evitare che perdano la
loro caratteristica di sterilità ; se non si è un
minimo pratici, è meglio non "avventurarsi" in steccaggi di
fratture ma solo tenere l'arto ben fermo; per ciò che
riguarda l'uso dell'ammoniaca e del laccio emostatico si rimanda
alle osservazioni di opportunità fatte nel paragrafo
precedente.
Osservazioni e possibili integrazioni
La composizione della cassetta di pronto soccorso per le
imbarcazioni e le navi da diporto abilitate alla navigazione senza
alcun limite è chiaramente finalizzata, nell'intento del
decreto ministeriale, all'approccio nei confronti di piccole
ferite o ustioni (dal momento che quasi tutto il materiale serve
sostanzialmente alle medicazioni) ed eventualmente di fratture
degli arti. Infatti per le unità da diporto citate non
è prescritta l'obbligatorietà di alcun tipo di
medicinale per uso interno né di presidi per medicazioni
più complesse o per terapia iniettiva endomuscolare o
endovenosa; questo materiale è invece previsto - con
differenziazioni di qualità e qualità - per altre
categorie di mezzi naviganti, e anche per le unità da
diporto prima citate nel caso in cui l'equipaggio sia formato,
anche in parte, da personale marittimo arruolato.
Sulla base dell'esperienza e della competenza personale ci
permettiamo però di dare ai diportisti qualche consiglio
sulle possibili integrazioni dell'armamentario medico da tenere a
bordo; e ciò al fine di poter affrontare, oltre alle
ferite, anche piccoli eventi morbosi di comune evenienza con mezzi
che siano ovviamente utilizzabili con facilità e con
sicurezza anche da chi non è medico. Infatti le
disposizioni di legge prescrivono il minimo di materiale
occorrente ma non escludono aggiunte personali; e, a parte il
vantaggio di poter affrontare con maggiore serenità alcuni
eventi morbosi che necessiteranno allo sbarco di cure
specialistiche, non dimentichiamo che la maggior parte dei sintomi
minori più comuni sono totalmente risolvibili con qualche
farmaco, mentre dover interrompere una navigazione d'altura solo
per procurarsi un antidolorifico può risultare
un'esperienza molto frustrante!
Ma andiamo ai consigli:
- prima di tutto è opportuno conoscere se qualcuno dei
compagni di navigazione assuma terapia cronica; in questo caso
bisogna assicurarsi che possegga i medicinali specifici nella
giusta quantità ;
- bisogna poi accertarsi se qualcuno dell'equipaggio abbia una
indisposizione apparentemente temporanea (per esempio un mal di
denti o dolori mestruali); in questo caso si deve essere certi che
ci siano i farmaci adatti;
- in ogni caso è opportuno integrare la cassetta di pronto
soccorso con un termometro, un paio di guanti monouso (per evitare
contatto con il sangue delle ferite) e con i seguenti medicinali:
- analgesici, antipiretici, antireumatici:
- utili in caso di febbre
o di dolori di media entità (reumatismi, dolori muscolari,
nevralgia, mal di testa, mal di denti, manifestazioni da
raffreddamento o di tipo influenzale); tra i più diffusi
quelli a base di acido acetilsalicilico (per es. "Aspirina"
compressa da 500 mg o supposte da un gr), o a base di derivati
pirazolonici (per es. "Novalgina" compresse da 500 mg o supposte
da un gr o gocce al 50%) o a base di derivati del paraaminofenolo
(per es. "Tachipirina" compresse da 500 mg o supposte di vario
dosaggio);
- antispastici:
- utili in caso di dolori viscerali (coliche
epatiche, coliche renali, coliche intestinali, dolori mestruali);
tra i più diffusi gli esteri di sintesi con amina
quaternaria (per es. "Buscopan" confetti da 10 mg);
- antiacidi:
- utili in caso di acidità di stomaco; tra i
più diffusi quelli a base di idrossido di magnesio e
alluminio (per es. "Maalox" compresse);
- antibiotici:
- sono un gruppo di farmaci molto ampio, ciascuno con
peculiari indicazioni; può essere utile avere a
disposizione un derivato penicillinico (per es. "Amplital"
compresse da 500 mg), indicato nel primo approccio alle infezioni
con febbre tipo otiti, tonsilliti, bronchiti, e un antibiotico
intestinale (per es. "Bimixin" compresse da 25 mg),
particolarmente indicato nelle gastroenteriti con diarrea;
- lassativi:
- indicati nelle stitichezze prolungate (per es.
glicerina in supposte);
- coronarodilatatori:
- utili in caso di dolori cardiaci tipo angina
pectoris, sono a base di nitroderivati (per es. "Trinitrina"
confetti da 0,3 mg ad uso sublinguale);
- anticinetosici:
- utili in caso di mal di mare ma efficaci
soprattutto se assunti prima di salpare, possono indurre
sonnolenza; tra i più diffusi gli antistaminici (per es.
"Xamamina" compresse da 50 mg) e i sistemi a cerotto a base di
scopolamina (per es. "Transcop" cerotto retroauriculare);
- antiemetici:
- utili in caso di nausea e vomito di notevole
entità; tra i più diffusi quelli a base di
metoclopramide (per es. "Plasil" compresse da 10 mg);
- antistaminici:
- utili in caso di crisi allergiche, come l'asma, o
di lesioni urticanti, come il contatto con una medusa (per es.
"Trimeton" compresse da 4 mg);
- pomate al cortisone:
- utili in caso di eritema solare o lesioni
urticanti (per es. "Ecoval 70" pomata);
- pomate antinfiammatorie:
- utili in caso di traumi o distorsioni
(per es. "Lasonil" o "Reparil").
L'uso dei medicinali descritti da parte di chi non è medico
va sempre condizionato ad alcune norme di prudenza: a) verificare
la data di scadenza delle singole confezioni: b) non assumere
alcun farmaco in caso di accertata o sospetta allergia ad esso; c)
non usare farmaci se non si è sicuri della natura
dell'evento morboso cui si sta cercando di ovviare; d) leggere
accuratamente le avvertenze di ciascun farmaco, anche per
ciò che riguarda la posologia; e) consultare un medico
appena possibile, evitando nel frattempo somministrazioni ripetute
del farmaco stesso.
N.B. Le specialità medicinali citate tra virgolette nel
presente articolo rappresentano nomi commerciali di farmaci.
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