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VERSO IL TERZO MILLENNIOCon l'avvento delle reti satellitari, ci apprestiamo a vivere una vera e propria esplosione della comunicazione globale. E qualsiasi esame si voglia fare delle prospettive cui siamo vicini, per l'Italia esso fa capo a Telecom Italia, il nuovo logo col quale stiamo convivendo da qualche anno e nel quale sono confluite non solo le comunicazioni telefoniche e telematiche, ma anche la gestione delle stazioni radiomarittime costiere ai fini della sicurezza e dell'assistenza in mare.E proprio nelle comunicazioni marittime Telecom Italia, che nell'agosto '94 ha raggruppato le funzioni di Sip, Iritel, Telespazio, Sirm e Italcable, è destinata ad occupare uno spazio sempre maggiore. La Telecom ha ereditato la gestione del traffico radiomarittimo dall'acquisizione della Società Italiana Radiomarittima (SIRM), - un'antica organizzazione fondata nel 1909 da Marconi e naturalmente ben conosciuta da tutti gli italiani che vanno per mare - che la divide con la Telemar. E proprio in conseguenza della gestione delle stazioni costiere nazionali, la Telecom Italia è divenuta nel settore marittimo il braccio italiano dell'organizzazione INMARSAT a e ci rappresenta nel Consiglio mondiale dei suoi firmatari. Gestisce di conseguenza la stazione terrestre del Fucino, a mezzo della quale si realizza la interconnessione dei terminali mobili del sistema satellitare marittimo INMARSAT con la rete telefonica pubblica. Il segmento satellitare coperto riguarda le aree Atlantico Est (AOR-E) e quella dell'Oceano Indiano (IOR), aree che sono da considerarsi le più importanti. Cessa così anche il passaggio attraverso stazioni straniere e in più tutti i servizi aeronautici passeranno dal "link" italiano (si tenga presente che in ambiente INMARSAT non esistono operatori che coprano tutte le aree, ma solo collaborazioni di scambio). Perciò, prossimi al nuovo millennio, con la struttura e immagine che si sta dando la nuova azienda, è nata anche la necessità di un contatto più diretto con l'utenza alla quale, appunto, vanno fatti conoscere e proposti i rivoluzionari tipi di comunicazione dei prossimi anni. Ha avuto così origine, al di là di ogni convenienza di marketing, ma nato dalla necessità di cercare un significativo contatto col mondo del diporto nautico, l'approccio fatto verso il 50 piedi (ex "Kodak") di Giovanni Soldini in occasione dell'ultima tappa del BOC. Si è trattato inizialmente di un prestito fatto al navigatore, a titolo di supporto tecnico sperimentale, di un'apparecchiatura telefonica satellitare "MagnaPhoneM" operante nel sistema Standard M. In proposito, ricordiamo che già altre imbarcazioni italiane hanno utilizzato gli Standard e specificamente quelli operanti in ambiente C, ma senza nulla togliere agli indubbi vantaggi di quel sistema, la rapida evoluzione degli apparati per quanto riguarda le comunicazioni con le reti telefoniche terrestri da mezzi mobili si orienta ormai sulla proposta che perviene dal nuovo Standard M. Un grande movimento questo a livello mondiale, in atto anche in Italia e che si prevede debba cambiare, visto l'avvicinarsi di costi abbordabili anche per l'utenza minore, per tutta la comunicazione in mare sia essa quella relativa ai contatti di servizio e familiari che quella relativa agli ausili per la navigazione e la sicurezza e soccorso. L'esperimento che, dopo il primo approccio del BOC, la Telecom Italia fa, sponsorizzando per il 1996 la barca di Soldini, è importante anche se le grandi possibilità offerte dal sistema Standard M - impiegato solo in due traversate atlantiche (Europe/One e Quebec/Saint Malot) entrambe a livello del 50°/55° parallelo e della durata di pochi giorni - non saranno sfruttate appieno confrontandole con quello che si potrebbe ottenere su percorsi lunghi come quelli del BOC, difficilmente raggiungibili dai mezzi radio tradizionali. Ma è prevedibile che il sistema satellitare, prima nel mondo della vela transoceanica, successivamente in quello del diporto di livello minore, diventerà di generale adozione. Tra l'altro sono bene avviate, in collegamento con la CSELT, le sperimentazioni per la trasmissione di immagini di alta risoluzione a mezzo dello Standard B. Il sistema spaziale tuttora in atto, com'è opportuno ricordare ai lettori, è composto da quattro satelliti geostazionari affiancati ad altri due in back-up, pronti ad intervenire in sostituzione di quelli operanti a 35.700 km dalla Terra sopra l'Equatore e ruotanti alla stessa velocità terrestre. Lasciando da parte il grande e costoso apparato degli Standard A, adatto a grandi unità, che fornisce fonia, telex e fax e che tra l'altro è legato alla vistosa antenna direzionale parabolica, girostabilizzata e a dei costi non indifferenti, vediamo cosa offre invece lo Standard M. Ultimo dei sistemi, dopo lo Standard C e lo Standard B, consente una comunicazione globale con telefonia, faximile, trasmissione dati, radio localizzazione e funzioni automatiche di allarme e chiamata di soccorso. Tutto ciò a costi, sia di apparato che di tariffe, accettabili e apprezzabili anche dalla nautica minore. Ma è bene annunciare che in tempi brevi, giungendo a una rivoluzione totale nel campo del VHF, si attende l'ingresso dei sistemi ottimizzati dell'attuale telefonia mobile GSM collegati a quelli satellitari e alla automatizzazione totale delle stazioni costiere. All'orizzonte quindi, nei primi anni del 2000, c'è lo Standard P, un ricetrasmettitore satellitare hand-held (palmare) che costituirà con la sua praticità, l'ingombro irrisorio e perché no... anche nel taschino, un altro punto d'arrivo importante. INMARSAT sta comunque investendo notevoli energie economiche nel potenziamento dei servizi già offerti, ma soprattutto guarda a nuove fasce di utenza che intende raggiungere. Se lo sviluppo tecnologico, tra l'altro, sta portando in primo piano le comunicazioni satellitari, tiene presente l'urgenza di nuove realizzazioni anche per la caduta delle barriere dei vari mercati e le imprevedibili novità che possono essere originate da energie alternative. E proprio le nuove proposte che possono giungere ad interessare vaste fasce di utenza di enti legati a questo tipo di comunicazione, hanno portato l'organizzazione mondiale INMARSAT alla quale aderiscono più di 70 Paesi, a non dormire sugli allori investendo sostanziosamente nel mezzo spaziale. Risultato: quest'anno verrà lanciato il primo dei satelliti della terza generazione, che con la sua maggiore capacità dovrà far fronte all'aumentata richiesta e alla prevedibile diffusione non solo nel settore del trasporto su gomma ma anche nel campo del diporto nautico. Altri tre e più satelliti di questo tipo seguiranno e prenderanno il posto di quelli in orbita. Ma non va dimenticato il nuovo astro che è emerso nel mondo della comunicazione; il cellulare GSM (Global System of Mobile Communication) il quale potrà presto dire la sua anche nella comunicazione marina. L'organizzazione INMARSAT sta creando a questo proposito uno spazio importante nel settore con la costituzione di una nuova società che si interesserà proprio di entrare con nuove proposte in questi sistemi di comunicazioni personali. Comunque è alle porte il lancio (1999) dei primi satelliti che apriranno la strada alle comunicazioni intercontinentali col cellulare. E si pensi cosa vuol significare la ghiotta fetta di utenza che si presenta con i paesi dell'Est, che non hanno realizzato sino ad oggi nessuna struttura fissa terrestre per la ricezione di un eventuale segmento satellitare. In quel caso, solo un GSM a livello intercontinentale risolverebbe una moderna comunicazione mobile a lunga distanza. E questo in effetti è il vero punto di arrivo di tutta la corsa verso la comunicazione, da, per e tra mezzi mobili! A questo proposito è opportuno non dimenticare che Telecom Italia è affiancata anche dall'altro gestore privato Omnitel che ha avuto alla fine del '94, con la necessaria concessione governativa, la possibilità di interconnettersi alla rete fissa GSM della Telecom. Ma torniamo al campo attuale delle comunicazioni realizzate con gli Standard. Il sistema C - di cui si ricordano al lettore le caratteristiche e cioè ricezione e invio solo di telex e fax col sistema "store-and-forward", che è un immagazzinamento del testo e inoltro successivo ma non contemporaneo dei messaggi - ha e avrà ancora una sua convenienza. Ciò perché il relativo costo degli apparati, il modesto volume dell'antenna e del complesso, la possibilità di comprimere i messaggi scambiati in un conveniente package che fa risparmiare sulle tariffe, lo rendono un sistema che ha ancora molti anni di vita. Tra l'altro l'interfacciamento con GPS e altri strumenti di navigazione l'hanno fatto conoscere e apprezzare nel mondo del diporto. Il punto di arrivo però, quello a cui si è lavorato tanto, è costituito proprio ora dallo Standard M: messaggi in fonia come un comune telefono, possibilità di telex, di fax e di trasmissione dati, conversazione discretizzata, indipendenza dalla interferenze atmosferiche, manualizzazione semplificata e chiamata automatica di soccorso e tutto su un apparato portatile di pochi chili, che è contenuto compresa l'antenna, in una ventiquattrore. E come per il GPS si sta giungendo gradualmente a costi non eccessivi. La stazione italiana del FucinoAttualmente la stazione italiana, che si trova nel cuore della Marsica sull'altipiano (660 m s.l.m.) risultante dall'antico lago prosciugato, è totalmente operativa per tutti i sistemi INMARSAT, costituendo così per la regione Atlantica-Est una delle più intensamente attive, una LES (Land Earth Station) tra le più importanti. Cessa così per la comunicazione satellitare italiana il passaggio per i sistemi C e M dalle stazioni straniere. Anche per la copertura della zona IOR, quella dell'Oceano Indiano, sono operative dallo scorso gennaio le nuova antenne. Nel rinnovo dei propri quadri, la Telecom Italia ha destinato, per ora, al settore strettamente marittimo 430 persone, numero in diminuzione vista la razionalizzazione e l'automazione di tutti i servizi.Alcuni aspetti economiciUn terminale per lo Standard M è costituito o da una valigetta del peso di qualche chilo di facile trasporto e utilizzo o da un apparato sempre portatile già con caratteristiche (ed aumento di peso) adatte a una installazione semi-fissa. Il coperchio è l'antenna dell'apparato e va orientato in direzione indicata da una tabella. In alcuni modelli può essere usata anche un'antenna "remota" con un cavo sino a 100 metri. Telefonare è facile, basta comporre dopo lo 00 il codice della nazione, il prefisso teleselettivo, il numero telefonico.La conversazione è esente da disturbi. Per chiamare invece da terra il mezzo mobile, si dovrà iniziare con il prefisso internazionale corrispondente a una delle quattro aree oceaniche INMARSAT, nella quale si trova il terminale che si vuole collegare. Per la telefonia satellitare sono in commercio almeno una ventina di ricetrasmettitori (Standard C e Standard M). I costi variano da modello a modello, che abbiano o no accluso il computer, e vanno dai 10 milioni di Skanti e Trimble ai 35 del Magnavox. I prezzi, comunque, sono in continua flessione verso il basso. Per lo standard C, alcune tra le ditte di produzione sono Trimble, Carcom, In-Snec, JRC, Nera, Scientific-Atlanta, Thrane & Thrane; per lo standard M: Nec, Magnavox, Mti, Nera, Skanti, Sperry Marine, Thrane & Thrane. Costi delle comunicazioniL'importanza che sta assumendo lo Standard C, che ha una notevole richiesta dal "terrestre", ha portato alla nascita di apparati sempre più evoluti con costi più bassi e tale diminuzione la si ritrova anche nelle tariffe. Si tenga presente che attualmente sono i più bassi nella trasmissione di testi e dati a bassa velocità.Anche l'avanzare dello Standard M per i servizi "in voce" dovrebbe portare, tra l'altro, al lancio del "MINI M" (dizione provvisoria) che ridurrebbe sensibilmente costi di investimento e di comunicazione. Le attuali 6/7 mila lire al minuto dovrebbero diminuire drasticamente, potendosi ipotizzare anche un allineamento possibile, anche non vicino, ai livelli della telefonia portatile (2.000 lire al minuto). Per i terminali poi si dovrebbe giungere a costi di molto inferiori a quelli attuali. Ma come già detto il futuro di INMARSAT avanza inequivocabilmente verso le comunicazioni personali "world-wide". I sistemi Standard e la salvaguardia della vita umana in mareNon è da oggi che si applicano numerosi sistemi per ottenere la radiolocalizzazione, fonte necessaria per tutti gli interventi di soccorso. Le possibilità di determinare con esattezza un luogo di posizione sono innumerevoli e vanno dall'impiego dell'SSB al VHF e perfino al GSM. Ma anche con lo Standard M si riesce a localizzare e seguire con precisione anche a brevi intervalli un mezzo mobile sia esso sul territorio che in mare.IL GMDSS (Global Maritime Distress Security), in conformità di norme SOLAS e AIMO, prevede la sostituzione con lo Standard C del VHF marino e entro il 1999 richiede che ogni tipo di unità navale superiore alle 300 tonn. sia munita di una serie di dotazioni d'obbligo che variano a seconda delle aree dove la nave abitualmente effettua della navigazione commerciale. In considerazione poi della completa automatizzazione della 2182 Mhz, scompare la mitica e gloriosa figura dell'ufficiale RT. Lo Standard C, che fa già parte delle dotazioni obbligatorie di bordo, viene ad assumere di conseguenza un ruolo di primo piano anche nella determinazione del punto, rendendola possibile ripetutamente anche a breve intervallo di tempo. Il dato di posizione è disponibile, quindi, anche se la richiesta parte solo da una sede di committenza, indipendentemente perciò da un'attivazione da parte di quello che nel nostro caso è un'imbarcazione. Il dato comunque del satellite, che utilizza per il calcolo la legge fisica dell'effetto Doppler, viene inviato con gli intervalli convenuti alla stazione del Fucino, la quale lo avvia a un "mail box" dal quale il committente può attingerlo. Questo monitoraggio remoto assume grande importanza per seguire barche a noleggio, charter, con l'utilizzo eventuale di un grande monitor in plasma per seguire imbarcazioni in regata e avere dati precisi in caso di interventi di soccorso e recupero. Dal mezzo in mare comunque non si saprà di questa richiesta né quando questa avviene né vi è accesso da parte dell'equipaggio ai dati stessi. Il "data-report" trasferito al Fucino quale richiesta di posizione viene a costare sulle 65/70 lire, il che vuol dire che chiedendo 5/6 controlli in alcune ore del giorno, la cifra che ne risulta è piuttosto esigua e conveniente. È una delle tante ragioni per cui è opportuno seguire lo sviluppo di questo servizio ottenuto con INMARSAT. C'è da dire anche, per completare l'informazione che abbiamo dato ai lettori - cogliendo l'occasione per ringraziare per i chiarimenti fornitici, sia Pietro Silva che Mario Parodi della Direzione Generale Telecom Italia - che conseguentemente alla duttilità del mezzo Standard nell'utilizzo specificamente marino, è stato elaborato da una società STET, un software che ha preso il nome di "Fleet Management". È lo stesso che verrà utilizzato da Giovanni Soldini ed è a disposizione della clientela. Le meraviglie di SoldiniUn notevole complesso di apparati di telecomunicazione particolarmente adatti alla navigazione su barche a vela che operano anche in condizioni estreme verrà impiegato sulla barca di Giovanni Soldini. In buona parte si tratta di elettronica della più recente tecnologia già a disposizione del pubblico, ma per la prima volta ne verranno verificate le possibilità e le reazioni a bordo di un mezzo impegnato in particolari condizioni.Si parte per quanto riguarda le comunicazioni nave-nave da un recente VHF Skanti TRP 3000 apprezzabile per la miniaturizzazione della tastiera che lo avvicina molto a un comune cellulare. Come SSB per collegamenti in onda corta (solo riflessione ionosferica e niente satelliti) su frequenze che iniziano da 1,6 Mhz (comprendendo quindi la 2182 MHz) sino a fine gamma dei 30 MHz, restando in una potenza di 200 watt è stato adottato lo Skanti TRP 7200 con antenna filare. Le comunicazioni satellitari vengono realizzate con numerosi apparati tra i quali lo Standard C Trimble Galaxy che lavora in modo telex e facsimile, pur se lo store and forward comporta un uso destinato a particolari comunicazioni. Monterà comunque un GPS Trimble NT 100 che provvederà alla determinazione costante del punto nave. Come ausiliario per la ricerca e il soccorso la radiolocalizzazione verrà svolta da una radio-boa (ELT) con codice di identificazione come lo Jontron 30s MK2. I faxsimili meteorologici e avvisi di sicurezza verranno ricevuti e stampati su carta predisposta dal Furuno Fax 208. Uno dei grandi problemi dei solitari, quello delle rotte di collisione durante i momenti di riposo del navigatore verrà gestito dal radar Furuno 1721 MK2 che può operare in settore di allarme predeterminato e in un cerchio capace di sicurezza attorno alla barca. Ciò sopportando da parte dell'antenna chiusa in "radome" minimo, anche un certo angolo di sbandamento. Siamo all'Inmarsat M ultima meraviglia della comunicazione satellitare in fonia. Da qualsiasi punto del globo (alcune esclusioni dei settori oceanici più meridionali) si può parlare in modo chiaro e senza disturbi durante una conversazione di tipo telefonico con svolgimento duplex cosa che permette la contemporaneità di reciproci interventi. Ne abbiamo parlato diffusamente e con il costante adeguamento di costi e di tariffe questa ci sembra debba diventare di prossimo uso generalizzato. L'antenna si ricordi è contenuta nel coperchio della valigetta. L'apparato che verrà sperimentato sul 50 piedi Telecom sarà il Magnavox MX3030 questa volta installato su un supporto basculante. Resta infine da parlare di una parte destinata alla comunicazione. Quella relativa a trasmissione di immagini riprese in diretta durante la navigazione. Funzionerà da trasmettitore questa volta uno Standard A, il progenitore di tutti i sistemi Standard delle grandi navi. Il terminale A è del tipo Magnavox portatile MX2020 D/turbo accoppiato con un sistema di ripresa di immagini Codec Aethra AVC/8000. Il segnale video con eventuale accoppiamento di quello audio come qualità innegabilmente verrà a dipendere dalla stabilità dell'imbarcazione e da un orientamento accettabile dell'antenna, ridotta a misure abbastanza contenute ma pur sempre da gestire in modo complesso. Sarà questo un esperimento di grande interesse, trattandosi di una trasmissione dati continua non packettizzata, con un laborioso passaggio del segnale dal tratto satellitare al tratto terrestre sino ai terminali di utilizzo e alla necessità che l'operazione si svolga in ambiente non di navigazione estrema. Ancora coperto da giustificata discrezione è un nuovo sistema che verrà sperimentato in caso di caduta in mare del navigatore. Si tratta di un intervento elettronico immediato che annulli la velocità e abbrivo della barca intervenendo sul timone che disporrebbe il natante fuori da qualsiasi andatura portante. Di fronte a questa imponente e varia strumentazione, Telecom sta valutando anche i fattori peso e ingombro e la complessità delle installazioni; tutto ciò comunque mentre all'orizzonte si delineano, a detta dello stesso Soldini, tempi nuovi per una parte molto importante come quella dell'alimentazione degli apparati e ciò per incredibili passi avanti che si sono sviluppati recentemente nel settore dei generatori solari. |