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In questa puntata continua il discorso sui perché una barca a vela avanza, sbanda, scuffia, risale il vento, e sui rapporti fra le vele. E si spiega anche a chi esperto non è i fenomeni fisici legati all'apparentemente semplice muoversi di un'imbarcazione sulla superficie del mare COSA SONO RESISTENZA E PORTANZA?Proseguendo il discorso della scorsa puntata, esaminiamo ora che cosa è la resistenza nei due casi limite di resistenza senza portanza, ovvero quando una lama (vela, deriva, ala), si oppone parallela o perpendicolare al flusso di un fluido (aria, acqua).La resistenza che si esercita sulla lama parallela al flusso di un fluido, dipende essenzialmente dall'attrito sulla superficie (resistenza d'attrito). Per ridurre questo tipo di resistenza, esercitata su uno scafo che scivola sull'acqua, si deve diminuire la superficie di carena bagnata (corretta distribuzione dei pesi nelle varie andature - vedi la seconda puntata) e aver cura di tenere l'opera viva pulita e levigata. La resistenza di pressione è invece quella che si esercita sulla lama che si oppone perpendicolarmente al flusso di un fluido, e dipende essenzialmente dal suo urto frontale sulla superficie. Quando lo scafo avanza si apre un varco nel mare come un aratro nel campo, il flusso d'acqua esercita su di esso una notevole resistenza di pressione che ci interessa diminuire tenendo la barca piatta, alzando la deriva, cercando la massima velocità e la planata. In questo caso, quando cioè la barca si solleva dall'acqua (ne riparleremo), la resistenza di pressione diminuisce drasticamente lasciando sul campo solo una modesta componente di resistenza d'attrito (dovuta ad una limitata superficie di carena bagnata verso poppa). Questa resistenza di pressione, invece, sarà proficuo aumentarla sulle vele, quando siamo nelle andature portanti (possiamo farlo alzando lo spinnaker e/o lascando il più possibile per incrementare la superficie esposta al vento). è meno intuitivo, invece, il discorso sulla portanza. Senza addentrarci in dimostrazioni matematiche e fisiche, cerchiamo di capire come nasce la portanza, partendo da immagini visualizzate nella galleria del vento. Il moto laminare delle linee di flusso del vento deviato da una vela. La linea di ristagno separa il flusso che passa sopravvento alla vela da quello che invece le passa sottovento. Consideriamo la sezione del tubo di vento che va dalla prima linea di flusso che passa indisturbata sopravvento alla vela, alla prima che invece passa indisturbata sottovento. Si nota subito, dall'andamento di queste linee (visualizzabili nella galleria del vento con l'ausilio di particelle sospese nel fluido in movimento), che transita più aria nella sezione B, rispetto a quella che passa nella sezione D. Si può anche vedere che tutte le linee di flusso che passano per la sezione maggiore A, transitano anche per la minore B. Il vento passando da A a B, entra in una strettoia e accelera. Come pure tutte le linee di flusso che passano per la sezione C, transitano anche per la maggiore D. Il vento, passando da C a D, frena. La minor spaziatura tra le linee indica maggior velocità e viceversa. Per un principio di fisica (Legge di Bernoulli), l'incremento della velocità del vento in B è associato ad una diminuzione di pressione. Tale diminuzione sul lato sottovento (sezione B), accompagnata da un incremento di pressione sul lato sopravvento (sezione D), dovuto al decremento di velocità che ha il vento passando da C a D, dà luogo a una differenza di pressione fra i due lati della vela. Sopravvento, quindi, la pressione è maggiore e l'aria « spinge» sulla vela, mentre sottovento la pressione è minore e l'aria «tira» la vela. Nella figura n. rappresentiamo anche il diagramma (colore verde) della distribuzione delle differenze di pressione nei vari punti della vela, ricavato dalle diverse velocità che, ricordiamolo, sono direttamente visualizzate nel disegno, dagli addensamenti delle linee di flusso (più sono addensate, maggiore è la velocità). La risultante di tutti i contributi delle differenze di pressione, spinte sopravvento e «risucchi» sottovento, è una forza aerodinamica (blu), circa perpendicolare alla corda della vela. Se scomponiamo questa forza, possiamo ricavare la resistenza e la portanza, che è, in questo caso, notevolmente maggiore della resistenza. Si può osservare che i contributi maggiori sono prodotti nel primo terzo della vela. In altre parole una vela lavora più efficacemente vicino alla caduta prodiera che verso la balumina. Inoltre, si può vedere che la diminuzione di pressione sottovento è notevolmente maggiore dell'aumento di pressione sopravvento. Quindi la vela nelle andature strette (moto laminare, dove predomina la portanza), lavora di più sul lato sottovento che su quello sopravvento. Il contrario avviene invece nelle andature portanti (moto turbolento) dove, come abbiamo visto, predomina la resistenza. Prendiamo due fogli di carta leggera e, frapponendo tra loro i due indici delle mani per distanziarli, soffiamo fra di essi. Questi si avvicineranno fino a toccarsi, invece di allontanarsi come ci si potrebbe aspettare. Oppure, soffiamo parallelamente ad un lato del foglio. Questo, contrariamente alle aspettative, si solleverà come fosse risucchiato. Per quanto riguarda l'idrodinamica, invece, possiamo sperimentare l'effetto della portanza ormeggiando la nostra deriva lungo una banchina dove sia presente una corrente parallela ad essa. La corrente, passando tra la banchina e la fiancata della barca, anzichè distanziarla la farà avvicinare. Oppure, avviciniamo la parte convessa di un cucchiaio al flusso d'acqua di un rubinetto. Il cucchiaio sarà risucchiato all'interno del flusso.
Un altro concetto fluido-dinamico piuttosto importante, che si
può comprendere dall'evoluzione (visibile nella galleria
del vento) dell'andamento del flusso di un fluido deviato in moto
laminare, è quello della circolazione dell'aria intorno
alla vela (ala, lama o deriva). Quello che si vuole esporre di
seguito, oltre ad essere un altro valido approccio alla portanza,
ci sarà utile più tardi, quando parleremo di
interazioni tra randa e fiocco. Prima che si verifichi l'andamento
del flusso dell'aria, dove è già presente la
portanza, le linee di flusso che vediamo nella galleria del vento
investire inizialmente la vela, hanno un andamento diverso.
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