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METEOROLOGIA
PER LA NAUTICA

Troppo spesso andiamo per mare senza guardarci intorno. Cerchiamo di interpretare i segnali premonitori, che permetteranno di capire quale evento meteorologico o oceanografico sta per manifestarsi

Articolo di
Ugo Imbriolo

Fotografie di Luca Sonnino Sorisio

Pubblicato su Nautica 407 di marzo 1996


LE NUVOLE RACCONTANO

Stratocumuli Chi acquista una barca, grossa o piccola che sia, forse non sa di aver deciso di stringere un "legame", ed è correntemente accettato che un legame è più solido e duraturo quanto più la conoscenza e il rispetto reciproco sono grandi. Non voglio dire con questo che dovete stabilire una corrispondenza di amorosi sensi con gli elementi con cui venite a contatto (mare, cielo, mezzo su cui navigate), ma sicuramente una loro buona conoscenza vi consentirà di passare una domenica, un week-end certamente più tranquillo e, ciò che è importante, più sicuro.

In questo articolo cercheremo di vedere, prima separatamente e poi correlandoli, quali sono i segnali premonitori, che permetteranno di capire quale evento meteorologico o oceanografico sta per manifestarsi.

Parleremo in prima analisi dei segnali meteorologici.

Qual è la prima azione che mettete in atto d'estate per decidere se è il caso di uscire in barca o andare al mare? Se siete in casa, probabilmente aprite la finestra o andate sul balcone e, guardando il cielo, verificate se è nuvoloso e se la giornata è ventilata o meno. Bene, avete fatto, senza rendervene conto, l'analisi di una serie di fattori meteorologi, che vi hanno portato a decidere, quel giorno, di andare al mare o prendere o meno la barca. Inizieremo quindi a parlare proprio di nubi, come si formano, come si chiamano, cosa comporta per voi il presentarsi di un certo tipo di nuvole invece di un altro.

Prima di tutto: come si forma una nuvola e come si presenta?

Le nubi possono formarsi per lo scorrere di aria calda su aria più fredda, di aria calda che viene sollevata da aria relativamente più fredda o per effetti orografici. Infatti una massa d'aria contenente umidità sollevata sino a raggiungere la saturazione, porta alla formazione nuvolosa.

Le nuvole hanno due forme caratteristiche, "stratificate o a sviluppo verticale". Le due diciture derivano dal fatto che, all'occhio umano, l'estensione del corpo nuvoloso si presenta, nel primo caso, maggiore sul piano orizzontale e minore su quello verticale, mentre, nel secondo, l'estensione verticale della nube supera quella orizzontale. Penserete: tutto qui? Beh, non proprio, perché dalle precedenti due forme primarie ne derivano altre dieci (generi), che a loro volta si dividono in specie e varietà e tutte hanno caratteristiche visive similari.

1a - Nubi stratificate
Nubi stratificate

1b - Nubi cumuliformi
Nubi cumuliformi

Ma insomma, direte, come si fa a riconoscere una nube? Dovete avere ancora un pò di pazienza, perché esiste un altro tipo di classificazione, che viene fatta in funzione dell'altezza che la base di una nube ha rispetto al suolo; in particolare: nubi basse (Cl), la cui base è quella compresa tra una altezza tra i 15 e 2000 m, nubi medie (Cm), tra i 2000 e i 6000 m e nubi alte (Ch), quelle oltre i 6000 m.

Avete a questo punto in mano due elementi per riconoscere una nube: l'altezza della base e la forma.

L'altezza della base

Esiste uno strumento particolare, in possesso di stazioni meteorologiche, oceanografiche o di unità con funzioni particolari (portaerei o portaelicotteri), chiamato "nefoipsometro", con il quale è possibile misurare l'altezza delle nubi.

Essendo improbabile che qualcuno possa avere a disposizione un tale strumento, vi insegnerò un sistema che è utilizzato da tutte le persone che vanno per mare, detto "a vista".

È un sistema molto semplice, ma che richiede una certa pratica "sul campo".

Quello che dovete fare quando vi trovate con la vostra barca in prossimità della costa, non è altro che confrontare l'altezza della base delle nubi rispetto a punti noti, di cui conoscete l'altezza.

Questo vi permetterà di fare una prima selezione, in quanto, è stato osservato che i 10 generi di nubi, di cui alle fig. 1a e 1b, si presentano quasi sempre negli stessi intervalli di altezza (fig. 2).

2 - Altezza delle nubi
Altezza delle nubi

Se siete in mare aperto, il tutto si complica per l'assenza di riferimenti; un sistema pratico è quello di identificare i cirrocumuli, gli altocumuli e gli stratocumuli, ossia le nubi chiamate ad "onda" (quelle che presentano la sommità ondulata o rotondeggiante), usando, se l'avete a disposizione, una bussola o mettendo in pratica il così detto metodo "a pugno chiuso" (come viene chiamato dal sottoscritto): tali metodologie consentono in pratica di misurare un angolo e in verità, una volta capito il metodo "a pugno chiuso", vi risulterà immediatamente chiaro e consequenziale come si utilizza la bussola.

Metodo a pugno chiuso I dati indicati sono stati riferiti a un osservatore posto a un'altezza di 2 m sul livello del mare. La metodologia è la seguente: stendete il braccio destro o sinistro e portatelo all'altezza dei vostri occhi, stringete il pugno e guardate l'orizzonte attraverso le nocche. Risulta che mediamente l'ampiezza tra la cuspide di ogni nocca è di circa 1.5°, per cui l'angolo compreso tra la sommità della nocca del dito mignolo e dell'indice è di circa 5°. Bene, guardate se sono presenti nuvole composte da singoli elementi nuvolosi, la cui ampiezza appare contenuta all'interno di due nocche; se vedete un elemento con queste caratteristiche, appartiene ai cirrocumuli. Come abbiamo visto in precedenza, se esistono altre nubi sulla stessa fascia non potranno essere che cirri e cirrostrati, se l'ampiezza dell'elemento è contenuta all'interno del pugno, ma, se superiore a una nocca, vi trovate in presenza di altocumuli e, per le considerazioni precedenti, di altostrati e di nembostrati. L'ultima possibilità che potete incontrare è che l'elemento abbia un'ampiezza superiore al vostro pugno, in questo caso le nubi che osserverete saranno stratocumuli e, conseguentemente, se esistono altre nubi sulla stessa fascia, saranno o strati o cumuli o cumulonembi (fig.3).

La forma delle nubi

Come dicevo in precedenza esistono, oltre ai "generi", ulteriori suddivisioni in "specie", che evidenziano alcune particolarità nella forma e "varietà", che caratterizzano la disposizione dei vari elementi o il grado di trasparenza complessivo di una nube.

Come avrete constatato riconoscere le nuvole dalla forma, per la continua "metamorfosi" che possono avere, non è così semplice. Direi di limitarci in prima analisi all'esame dei generi, riservandoci, successivamente, la possibilità di approfondire l'argomento.

Vediamo dunque come si presentano ai vostri occhi i generi di nuvole:

Le nubi e il tempo "da noi"

Non si può parlare di tempo, né tanto meno di previsione del tempo, se prima non viene identificata "la zona di interesse". La stessa situazione meteorologica ha una diversa tipologia di sviluppo a seconda che si presenti sull'oceano o su un bacino di limitate dimensioni o con caratteristiche particolari come, per esempio, può essere il Mediterraneo.

Come detto in precedenza, le nubi si vengono a creare in funzione dei movimenti delle masse d'aria in una certa zona.

Risulta evidente che il comportamento di tali masse d'aria sarà diverso in relazione al luogo di origine e al percorso, che esse effettuano prima di raggiungere la zona d'interesse.

Che cosa succede nel Mediterraneo?

Il Mediterraneo è interessato sia da masse di aria fredda provenienti dalle zone polari o da zone fredde (Irlanda, Scandinavia, Russia), che da masse di aria calda, aventi origine nelle regioni subtropicali o in continenti caldi (Azzorre, N.Africa).

Esse subiscono lungo il loro percorso un debole riscaldamento man mano che la latitudine diminuisce o un raffreddamento, in situazione opposta.

I predetti movimenti modificano le caratteristiche fisiche della massa d'aria creando moti ascendenti (convezione), che generano le nubi.

Le masse d'aria fredda sono caratterizzate "generalmente" da situazioni di nuvolosità del tipo cumuliforme (Cb, Ac, Cb, Ci, Sc), quelle di massa calda del tipo stratificato (St, As, Sc, Ns).

Ma come è possibile sapere immediatamente se la nube che vediamo, mi direte, prelude a una situazione di bel tempo o meno? Continuiamo ad osservarle attentamente una alla volta.

Nubi orografiche

Abbiamo accennato anche a nubi che si generano per effetto orografico, ossia per la presenza di rilievi montuosi in zona. Il principio di formazione è in pratica lo stesso di quello che abbiamo descritto in precedenza: la loro formazione, o meno, dipende dall'umidità relativa presente in zona; l'altezza a cui si formano dipende dalla ripidità e dall'entità dell'ostacolo orografico (più è ripido ed alto, minore è l'altezza); altresì, la loro struttura dipende dall'altezza del rilievo: più è alto il rilievo, più le nubi si presentano a sviluppo verticale.

Le nubi, pur rimanendo del tipo cumuliforme, possono assumere numerose e varie forme.

Le nubi orografiche generano, di solito, una situazione di precipitazione durante la fase di ascesa del crinale montuoso, nella fase di discesa non saranno generalmente presenti formazioni nuvolose.

Nubi orografiche

E ora?

Sarebbe eufemistico pensare che con i pochi elementi che vi ho dato possiate andare per mare e riconoscere subito una nuvola o un sistema nuvoloso e stabilire quale situazione meteorologica è in fase di sviluppo; per far questo, come ho già avuto occasione di dire, ci vuole pratica e quindi tempo.

Ma avremo raggiunto un primo obiettivo se riuscirete a dire, guardando un sistema nuvoloso e l'orizzonte: "Guarda come si vede bene l'orizzonte e quelle nubi alte sul cielo azzurro, a forma ricciolo, sembrano ferme! Non ci sono problemi, continuiamo a pescare tranquillamente" oppure: "Hai visto come inizia a coprirsi di nubi il cielo? e guarda l'orizzonte come è nero! Sarà meglio rientrare".

Gli elementi qui forniti sono infatti sufficienti per effettuare una valutazione anche se vi capiterà di rimanere delusi perché, pensando di aver identificato una nuvola o un sistema nuvoloso, azzarderete una previsione, che poi sarà magari smentita dalla realtà.