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L'OSSERVAZIONE DEL TEMPO

Documento tratto dalla rubrica "Meteonautica" a cura di Maurizio Brunetti e Antonio Moretti del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica pubblicata mensilmente sulla rivista "Nautica"

Pubblicato su Nautica 455 di marzo 2000


L'OSSERVAZIONE DALLA STAZIONE METEO

Accanto alle osservazioni del satellite e del radar, che rappresentano le conquiste odierne, raggiunte grazie al notevole sviluppo della tecnologia, un ruolo fondamentale nella osservazione del tempo è tuttora occupato dalla stazione meteorologica del tipo tradizionale. Una struttura che solitamente si individua per la presenza all'aperto di una capannina meteorologica, gabbia di legno con pareti a persiane tinta di bianco, posta a un paio di metri dal suolo. In prossimità appare un caratteristico mulinello a tre coppe o un "aeroplanino", posti su pali a 10 m da terra, per la misurazione della direzione e della velocità del vento. Nella capannina si trovano gli strumenti per la rilevazione della temperatura e dell'umidità, mentre nelle vicinanze si individua un apparato di forma cilindrica che serve a misurare la precipitazione. Altri strumenti, posti all'interno dei locali della stazione, rilevano la pressione atmosferica e l'altezza della base delle nubi. Alcune osservazioni, quali il tipo e la quantità delle nubi, il fenomeno e la sua intensità (temporale, pioggia, pioviggine, grandine, neve, nebbia), nonché la visibilità, vengono effettuate a vista. Dunque, le stazioni meteorologiche sono una fonte indispensabile di informazioni, che assumono una rilevanza fondamentale se analizzate contemporaneamente su vaste aree. Allo scopo queste informazioni vengono fatte confluire presso gli enti interessati alla raccolta e allo smistamento e, da qui, presso gli Uffici preposti alla compilazione delle carte del tempo e alla elaborazione delle previsioni.

Si comprende, quindi, come sia importante, non solo la rapidità con la quale i dati osservati pervengono ai centri di analisi, ma anche che ogni dato sia rilevato secondo determinati criteri standard, comuni a tutte le stazioni, in maniera tale che le osservazioni possano essere comparate tra loro. A ciò provvede l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), Agenzia delle Nazioni Unite costituita nel 1950, con sede a Ginevra, alla quale aderiscono poco meno di 180 paesi. Questa organizzazione favorisce la cooperazione internazionale nel settore osservativo meteorologico, attraverso il continuo scambio di informazioni a livello globale tra i paesi aderenti. Ciò avviene tramite una moderna rete di telecomunicazione dedicata alla meteorologia. L'OMM provvede, inoltre, alla redazione di normative per la standardizzazione degli strumenti e dei metodi di osservazione. La standardizzazione prevede, tra l'altro, che le osservazioni vengano effettuate ad orari prestabiliti, riferiti all'ora di Greenwich (un'ora prima della nostra). Le ore standard di osservazione, chiamate sinottiche, in quanto effettuate allo stesso momento da ogni osservatore, sono 00, 03, 06, 09, 12, 15, 18, 21. Tuttavia le stazioni con sede aeroportuale, e principalmente per fini aeronautici, svolgono la loro attività osservativa anche con frequenza semioraria. Dunque in sintesi il processo che va dall'osservazione all'elaborazione dei dati prevede che gli operatori di stazione compilino i cosiddetti "bollettini meteorologici", secondo un determinato codice internazionale, e li immettano nelle rete telematica. Da qui i bollettini affluiscono ai Servizi Meteorologici, ove alimentano i modelli numerici di analisi e previsione e vengono contemporaneamente riportati, con un simbolismo internazionale, sulle carte geografiche per la successiva analisi da parte dei previsori.