
PESCA IN BARCA
Articolo di Riccardo Fanelli
Pubblicato su Nautica 501 di gennaio 2004
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Barche da pesca OPEN CENTER CONSOL
Se volessimo idealizzare una tipologia di barca da pesca, per certi
versi, in grado di offrire tutti i requisiti necessari per praticare
le principali tecniche a breve e media distanza dalla costa,
sicuramente l'open center console, rispecchierebbe il nostro
stereotipo. Si tratta di una tra le tipologie fisherman più
apprezzate, per la versatilità degli spazi, per le alte
prestazioni e per la facilità di gestione. Generalmente vengono
attrezzate dal cantiere stesso per essere vere a proprie macchine da
pesca, ma spesso alcune cose vanno riviste e corrette (vasca del vivo,
portacanne ecc.). Gli open center console offrono i vantaggi della
grande disponibilità di spazi e della velocità, ma a
seconda della motorizzazione possono avere dei costi di gestione alti,
soprattutto se rapportati alle ore medie di utilizzo annuo. È
una categoria in cui si ritrovano molte imbarcazioni made in Italy, ma
le vere fi-shing-machine vengono da oltre Atlantico portando con
sé il fascino di una grande tradizione ma anche i relativi
costi. Entrambe le tipologie hanno comunque una loro precisa
collocazione di mercato. Gli open di importazione sono generalmente
più costosi, sia per l'incidenza del trasporto che per i
materiali di costruzione che spesso si avvalgono di sofisticate tecnologie.
Nella fascia made in Italy si possono trovare scafi di ridotte
dimensioni e un ottimo rapporto prezzo/qualità, ma la nostra
cantieristica produce anche fisherman di tutto rispetto, in grado di
inserirsi egregiamente nella fascia medio-alta del mercato. L'open
center console si presta indistintamente a tutte le tecniche di pesca,
grazie agli spazi disponibili e alla facilità di gestione
dell'imbarcazione. Se di dimensioni medio-piccole può essere
utilizzato per tutte le tecniche di pesca costiera, mentre salendo
oltre i 6 metri e soprattutto disponendo di doppia motorizzazione, ci
si potrà avventurare fino alle più lontane poste per il
bolentino di profondità o per l'altura.
Ci sono però alcuni parametri che vanno tenuti in
considerazione al momento della scelta. Lo specchio di poppa ad
esempio, se creato per ospitare un solo motore, spesso non consente
l'installazione di un fuoribordo di rispetto da accoppiare a barra al
motore principale. Se s'intende realizzare tale accoppiamento per
avere il massimo delle prestazioni a bassissime velocità,
controllando anche il motore piccolo con il timone principale,
è indispensabile accertarsi che lo spazio utile sullo specchio
si presti alla doppia installazione. In mancanza di tali condizioni
sarà difficile studiare un accoppiamento dei due motori.
Lo spazio nel pozzetto è una delle condizioni primarie per
poter agire comodamente rivolti verso poppa. Tale spazio va
considerato come il campo di lavoro e di conseguenza eventuali piani
di seduta vanno possibilmente rimossi.
L'installazione dei portacanna, che notoriamente quando viene
effettuata direttamente dal cantiere non è mai ottimale, va
ponderata secondo criteri ben precisi. La soluzione ideale è
installare due portacanna orientabili, in posizione laterale al
timoniere, in modo che questi abbia sempre sotto controllo le canne
dal posto di guida, e che possa prenderle velocemente in caso di
ferrata e ritornare al timone per indirizzare la barca durante il
recupero del pesce. Nell'installazione di quelli fissi a incasso,
è invece preferibile posizionarli a circa 50-70 centimetri
dallo specchio di poppa, comunque in posizione comoda anche per il
timoniere. Restando in tema di alloggi per le canne, bisogna prevedere
una zona dove posizionare i portacanne verticali per la navigazione.
Questi in genere si installano lateralmente alla console, se tra
questa e le murate rimane spazio abbastanza per passare, altrimenti
occorrerà trovare un'altra parete verticale, in un punto dove
portacanne e canne non diano fastidio.
Un'altra problematica da considerare, specialmente in estate, è
il riparo dal sole. Una giornata intera in mare sotto il sole estivo,
può creare grossi problemi alla pelle e alla testa. La
soluzione migliore è rappresentata da un tettino in vetroresina
o stoffa pesante con una struttura fissa in acciaio o alluminio
(hard-top e bimini-top), ma in mancanza di questi, si può ovviare con
un classico tendalino a compasso, che all'occorrenza può essere chiuso.
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