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L'università della pesca Dai cucchiaini, che in molti casi risultano ormai superati, alle piume semplici o con testina solida, dagli octopus che riproducono sembianze e comportamento di cefalopodi e ottopodie ai numerosi ed efficaci pesci finti. Tutti i tipi di esche artificiali per ogni tipo di situazione. ![]() Testo di Fabrizio Bonanni
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ARTIFICIALI PER LA TRAINA![]() Le esche artificiali che ci interessano si suddividono in cinque grandi gruppi: i cucchiaini, le piume semplici, le piume con testina solida, gli octopus e i pesci finti. Dal punto di vista del pescatore queste esche rappresentano la soluzione clou, quella di gran lunga più gradevole in quanto ci consente illimitate possibilità di scelta a seconda delle diverse esigenze e, inoltre, ci fa sporcare le mani solo quando e se le prede giungono a bordo. L'unico aspetto negativo è quello che, per regola quasi ferrea, esse non sono appetite dai grandi esemplari di ricciola, di leccia e di serra che, tutti, vogliono il vivo.
I cucchiainiSono validi per molti pesci: spigole, dentici, occhiate, sgombri, sugarelli, lecce stella, palamite, tracine, lampughe, aguglie e, qualche volta, anche tonnetti. Ma diciamolo chiaramente: in molti casi sono oramai superati dai pesci finti in costa e dalle piume con testina solida in altura. Tanto per esemplificare, un cucchiaino può catturare una spigola o un dentice mentre - nello stesso luogo, nello stesso tempo e nelle stesse condizioni - un pesce finto può prenderne tre o quattro. I cucchiaini hanno varie fogge e lunghezze. In linea di massima sono da preferirsi quelli di forma allungata e fusiforme, tale cioè da assomigliare alla mangianza più diffusa nell'ambiente marino: sarde e alici. Le dimensioni consigliabili sono quelle medio-piccole: dai 3 ai 7 centimetri. In definitiva i cucchiaini (che hanno sempre bisogno di una zavorra piazzata almeno cinque metri a monte) possono definirsi esche ottime per le occhiate, le lecce stella, gli sgombri e... le tracine; inoltre rappresentano il mezzo di ingresso più semplice e più economico nel mondo della traina per quelli che iniziano le loro esperienze e hanno bisogno di "farsi le ossa". Personalmente, allo stato attuale dell'evoluzione tecnica degli artificiali, li uso soltanto quando tento di impossessarmi di qualche pescetto da utilizzare in più ambiziosi programmi di traina con il vivo. L'andatura della barca più congeniale ai cucchiaini varia dai due ai quattro nodi scarsi.
Le piume sempliciSi tratta di ciuffetti di piume (2-7 cm, solitamente bianchi) di gabbiano, di marabù o semplice pollastro che, unite fra di loro alla base con appositi leggeri legamenti e munite di amo nella parte posteriore, simulano le sembianze e il movimento dei piccoli pesci che costituiscono la "mangianza" presente in loco. Essenzialmente vanno bene per le occhiate, i sugarelli, le lecce stella e altri predatori di taglia non eccessiva ivi compresi, qualche volta, i pesci serra che non superano i due kg di peso. La versione pesce serra è poco conosciuta. La costruisce per sé e per gli amici l'appassionato trainista Rino Caldarelli di Anzio. Non possono definirsi piume in senso stretto ma, senza bisogno di amo, catturano ottimamente le aguglie per "ingarbugliamento" del becco, le ormai famose matassine denominate "skeinfish". Secondo regola le piume semplici non vanno zavorrate. La velocità di traina oscilla fra i due e i tre nodi.
Le piume con testina solidaSono ottime per la caccia ai predatori pelagici anche di taglia medio-grande e grande, in altura e media altura. La struttura di questi artificiali è caratterizzata dalla presenza di un ciuffo piumato, che può essere costituito anche da sottili filamenti vinilici, assemblato mediante una testina di metallo, plastica o altro materiale solido. Attraverso la testina che è forata all'apice, si fa passare il capo del terminale cui viene assicurato l'amo che, per fornire il massimo rendimento, deve essere posizionato in modo che la sua curvatura si trovi all'altezza della parte posteriore estrema del ciuffo. Come detto, le possibili prede sono tutti i predatori di altura e media altura: tonni, tonnetti, lampughe, sgombri, palamite e, qualche rarissima volta, addirittura pesci spada. La lunghezza ottimale è compresa fra i 5 e i 9 cm con armamento di ami a occhiello dei numeri dal 2/0 al 7/0. Alle piume comprese in dette dimensioni possono spesso interessarsi, indipendentemente dalla rispettiva taglia, pesci piccoli e pesci enormi: dal maccarello di tre etti ai tonni giganti di alcuni quintali; i quali ultimi in classica azione di scippo mi hanno "portato via tutto", non una sola ma decine di volte. I colori statisticamente più catturanti sono il bianco, il nero carbone e il bianco-rosso. Anche gli altri colori possono trovare il loro utile campo di impiego in determinate zone e momenti e per determinati predatori. E' perciò consigliabile partire dagli anzidetti colori standard e, se dopo qualche ora i risultati sono negativi, cambiare e ricambiare più volte. La velocità di traina con piume munite di testina solida varia dai 5 ai 7 nodi. Di regola non serve zavorra.
Gli octopusSi tratta di simulacri che imitano le sembianze e il comportamento di cefalopodi e ottopodi di limitate dimensioni. Costruiti in gomma e in materiali similari hanno lo stesso campo di impiego che abbiamo appena indicato per le piume con testina solida. Identico anche il sistema di montaggio.
I pesci fintiDi pesci finti in commercio ce ne sono a bizzeffe: in metallo leggero e pesante, in materiali gommosi, in plastica, legno e via dicendo. Ma, gira e rigira, nei nostri mari il primato assoluto di capacità di cattura lo detengono i modelli in legno di balsa, in primis quelli prodotti dalla nota casa finlandese Rapala. Questi simulacri, il cui campo d'azione spazia dall'immediato sottocosta alla grande altura, sono tutti muniti di una appendice anteriore (paletta) che, alla velocità giusta, determina il famoso "guizzo", elemento di sicuro richiamo per quasi tutti i predatori.
La paletta può essere di plastica o metallica. La seconda, che
determina un maggiore affondamento e un guizzo più pronunciato,
è senza dubbio più congeniale alla traina nostrana; c'è però da
dire che, soprattutto nei bassi fondali (2-5 metri), la paletta
di plastica può offrire anch'essa risultati di notevole rilievo.
Le lunghezze vanno dai 3 ai 26 cm. Per ogni singola specie, anche
in rapporto alla taglia delle prede insidiate, c'è la misura giusta.
Anche i colori hanno la loro importanza, spesso determinante:
in assoluto è certamente più catturante il bianco-rosso; seguono
il color maccarello, il bianco-celeste e il bianco-nero.
Con i Rapala ho preso di tutto: dall'occhiata di mezzo etto al
tonno rosso di due quintali. Ma la valenza di queste esche
veramente micidiali si manifesta soprattutto nei confronti
delle spigole, dei dentici e dei tonni di branco.
Ci sono, come accennato, anche altri pesci finti di marche diverse,
provenienti soprattutto dall'Est asiatico. In qualche caso funzionano
ma fino a quando non saranno adattati, in fase di progettazione e
di realizzazione, ai "gusti" dei predatori dei nostri mari, il loro
rendimento non sarà ottimale.
In molti casi i pesci finti hanno bisogno, tranne che nella traina
alturiera e semialturiera, di lavorare molto affondati. Con i pesci
finti la traina non può mai essere lenta: almeno tre nodi con i
modelli più piccoli, per arrivare ai 7-8 nodi con i modelli più
grandi in altura.
Le esche esotiche Oltre a quelle sopradescritte il mercato offre molte altre esche da traina di fogge e dimensioni diverse. Si tratta quasi sempre di oggetti di importazione che hanno una loro indubbia validità negli oceani ma che, "da noi", funzionano solo in rarissime occasioni. Artificiali per la traina | Le esche artificiali | Le esche naturali |