
PESCA IN BARCA
A cura di Riccardo Fanelli
Pubblicato su Nautica 518 di giugno 2005

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LECCIA (lichia amia)
DISTRIBUZIONE E HABITAT
È un predatore costiero che non ha mai fatto registrare una
massiccia presenza lungo le nostre coste. Fino a qualche anno fa si
registravano delle concentrazioni di questi pesci in poche e isolate
località. Le catture erano concentrate alle foci d'acqua dolce
e raramente sulle secche. Il periodo di accostamento era molto breve,
rendendo questo splendido pesce difficilmente monitorabile. Da
quattro-cinque anni c'è stata une vera e propria invasione di
questi pesci, che, forti della loro taglia e della gregarietà,
si sono impadroniti di alcune aree costiere precludendole a moltissimi
altri predatori.
LA PESCA
La traina col vivo è sicuramente il sistema più efficace
per la pesca alla leccia. La traina con il vivo è sempre
condizionata dal reperimento preventivo delle esche. Nel nostro caso
possiamo spaziare maggiormente, in quanto gran parte dei piccoli pesci
presenti sotto costa sono idonei a questa tecnica. Aguglie, occhiate,
sugheri e cefali saranno i nostri cavalli di battaglia, in
considerazione del fatto che tutte queste esche sono di facile
reperibilità e gradite dalla leccia, ma l'esca che rende
maggiormente in tutte le situazioni è il cefalo, meglio se di
taglia generosa (foto qui sotto a sinistra). L'innesco si esegue su
terminale 0,50.
Si utilizzano due ami (gli inneschi con tre ami o con
ancorotto finale sono da considerare poco sportivi, ma per chi inizia
la sportività può essere messa in secondo piano rispetto
alla soddisfazione di una cattura), il primo trainante del 2/0 dritto
con punta dritta, il secondo ferrante del 4/0-6/0 con punta ad
artiglio d'aquila. Tutte le esche menzionate s'innescano inserendo
l'amo trainante dal basso verso l'alto a chiudere la bocca, mentre
l'amo ferrante andrà inserito sotto pelle in prossimità
della pinna anale, dall'alto verso il basso. Nell'innescare pesci con
la bocca delicata come il cefalo, l'occhiata e la boga, è
necessario che l'amo trainante venga fatto fuoriuscire dalla parte
retrostante alla bocca, in modo che abbia una buona tenuta durante la
traina. L'aguglia viva è un esca universale, ma riesce a dare
il massimo rendimento se trainata a circa 2 nodi.
Con il vivo, generalmente si traina a velocità bassissime, che
consentano all'esca il nuoto naturale, ma con l'aguglia, trainando a
basse profondità, si ottengono risultati migliori intorno ai
due nodi. Il freno del mulinello va tenuto alla minima trazione,
chiuso appena per evitare alla lenza di fuoriuscire con l'attrito
dell'esca. Una buona soluzione è quella di utilizzare una
pinzetta da downrigger, fissata al mulinello o a una parte della barca
in prossimità della canna. Bloccando la lenza nella pinza che
si sgancerà al primo tocco, il pesce non si accorgerà
della trazione del mulinello ingoiando l'esca. La leccia infatti per
quanto sia feroce e violenta nell'attacco, spesso è solita
colpire l'esca con il muso ripetutamente, abbandonando l'attacco se si
accorge della scarsa naturalezza della preda. Dal momento dello
sgancio della pinza con relativa partenza violentissima della
frizione, bisognerà attendere che il pesce abbia preso
velocità, e portata la leva sullo strike o bloccata la bobina
con il pollice, si ferrerà la leccia in fuga. Questo pesce
è molto attivo anche di notte. Le condizioni e le zone sono le
stesse, ma lo si può insidiare anche con esche artificiali,
come minnow galleggianti o affondanti e cucchiaini martellati. La
velocità della barca deve essere più sostenuta (4-5
nodi) anche per dar modo alle esche di perlustrare una zona più ampia.
Questo carangide, proprio a causa delle sue abitudini predatorie di
superficie, è particolarmente attratto dalle prede che fuggono
saltando a pelo d'acqua. Questa caratteristica lo rende insidiabile
anche pescando al lancio, ovvero a spinning. Non sono pochi infatti,
coloro che insidiano le lecce con questa tecnica divertentissima
lanciando sia minnow che lavorano a pelo d'acqua che popper. Gli
artificiali che rendono maggiormente per questa tecnica sono quelli di
buone dimensioni, sia in colorazioni tenui che con livree vivaci.
Quando si pratica lo spinning in aree molto ricche di lecce, è
molto frequente avere numerosissimi inseguimenti e attacchi parziali
sull'esca, ma è anche comune effettuare numerose catture. Lo
spinning alla leccia è una tecnica completa e divertentissima.
DIMENSIONI
Gli esemplari di taglia media si aggirano tra gli 8 e i 15 chilogrammi
di peso per una lunghezza di un metro, un metro e mezzo. Le catture di
leccia di peso superiore ai 20 chilogrammi non sono affatto rare e la
taglia massima può superare i 50 chilogrammi e i due metri di lunghezza.
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