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PESCA IN BARCA
La preda più ricercata da quanti si affaccino per la prima volta
alla pesca sportiva dalla barca di Riccardo Fanelli
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SPIGOLE IN PROFONDITÀ
La spigola è, forse, il predatore più ricercato da chi si
avvicina alla pesca dalla barca. Le sue abitudini costiere e la sua
curiosità la portano spesso a rimanere vittima di esche trainate
anche grossolanamente, o destinate ad altre prede meno impegnative. La
spigola come regola generale, si portava nell'immediato sottocosta nei
mesi invernali, per allontanarsi su fondali fino a 20 metri in quelli
estivi. Nei mesi di dicembre e gennaio infatti, le grosse femmine erano
solite spingersi su fondali molto bassi per essere fecondate dai maschi
e lasciar cadere in seguito le uova sulla posidonia. Ma se fino a dieci
anni fa non era assolutamente difficile trovare spigole enormi in caccia
in pochi centimetri d'acqua, finito il periodo di accoppiamento, nelle
ultime stagioni fredde tale tendenza si è andata rarefacendo,
portando i branchi di grossi esemplari a cercare le zone idonee per la
riproduzione e per la caccia a profondità sensibilmente maggiori.
Queste variazioni ambientali hanno ingegnato i pescasportivi, i quali si
sono trovati di fronte a nuove esigenze di traina, ed hanno messo a
punto ed adattato sistemi derivati dalla pesca di fondo ai dentici,
destinandoli ad un predatore sensibilmente diverso, sia come abitudini
che come sospettosità.
Essendo un predatore che caccia prevalentemente in agguato tra le rocce o le alghe, la spigola va insidiata facendo passare le esche quanto più possibile vicine al fondo. Nell'ottica di trainare su fondali che vanno in media dai 10 ai 20 metri, bisognerà prendere in esame i sistemi d'affondamento più usati. Il monel è uno dei sistemi più validi. nel caso specifico della spigola non dovrà essere eccessivamente affondante, in modo da poter calare le esche abbastanza lontano dalla poppa della barca (almeno 80 -90 metri). Si preferiscono quindi monel da 30 e 40 libbre. Il dacron piombato viene usato da anni per questa pesca, ma ultimamente è stato riscoperto e rilanciato. Si usa dacron da 45 libbre che affonda mediamente 40-50 centimetri per ogni 10 metri di lenza filata. Sia il monel che il dacron piombato andranno muniti del terminale lungo non meno di 15 metri. L'affondatore a palla o downrigger è il sistema più sportivo e permette di recuperare la preda senza peso proprio della lenza o zavorre aggiunte. Utilizzando questo sistema si possono impiegare monofili molto sottili e canne leggere, vantaggi non indifferenti se si pesca in acqua limpida. I piombi a sgancio rapido, infine, sono quelli più comodi e pratici da usare, ma vanno sganciati durante il recupero. In genere si usano zavorre di peso non superiore ai 350 grammi.
Le condizioni ottimali si verificano con mare in scaduta ed acqua leggermente torbida, a cavallo della fase di alta marea. Le ore migliori sono quelle del primo mattino e del primo pomeriggio, ma per coloro che non si scoraggiano di fronte al freddo, le ore notturne coincidenti con l'alta marea, possono riservare bellissime sorprese. La traina alle spigole su fondali superiori ai 6-7 metri, non è stata scoperta adesso, bensì è il risultato di tanti anni di tentativi da parte dei precursori della pesca. La velocità è determinante e l'ideale è far lavorare i minnow a 4-5 nodi, il più vicino possibile al fondo. |