
PESCA IN BARCA
Articolo di Riccardo Fanelli
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DRIFTING: GLI INNESCHI
Nella maggior parte delle situazioni, l'innesco va proposto in una
certa maniera e soprattutto deve tener conto della corrente, che
potrebbe deteriorare l'esca.
Quando nacque il drifting, la pasturazione veniva effettuata con sarde
intere, che cadendo nell'acqua tendevano ad affondare con la pancia
rivolta verso l'alto, per l'aria accumulatasi dentro. Si notò
che molti tonni, arrivando in prossimità della barca, pur
continuando a mangiare le sarde che scendevano in corrente, evitavano
quelle innescate. Il fatto venne attribuito alla visibilità del
terminale, ma ben presto si arrivò all'idea di proporre l'esca
in modo analogo alle sarde che scendono in pastura.
Fu così creato l'innesco della sarda con la pancia verso
l'alto, che non differenziandosi dalle sarde della pastura, traeva
meglio in inganno i tonni. Questo tipo di innesco è tutt'oggi
il più valido, particolarmente quando si pastura con buona
parte delle sarde intere.
Per questo tipo d'innesco si devono usare sarde freschissime e
infilato l'amo dalla parte del foro anale, lo si fa fuoriuscire appena
dietro le branchie, facendolo girare dietro la colonna vertebrale
della sarda. Se l'esca non è proprio freschissima, si fa uscire
l'amo dalla schiena e lo si fa rientrare nella schiena stessa. Questo
innesco è il più catturante, ma è facilmente
deteriorabile dalla corrente e dalle rollate brusche della barca, che
trasmettono strattonate alle esche. L'innesco va controllato spesso
per evitare che la corrente rovini la sarda, rendendola praticamente
inutile. Per avere più tenuta sull'amo, si possono usare altri
pesci al posto della sarda. Si sono avuti ottimi risultati con
sgombri, sugheri, boghe e spigarelli, ma a condizione che siano della
stessa misura delle sarde usate per la pastura.
Un secondo innesco molto utilizzato e altrettanto valido è
denominato a "T". Si perfora con l'amo da parte a parte una sarda
entrando dal foro anale e si infila una seconda sarda per l'occhio e
si ripassa poi l'amo nella prima sarda entrando dal dorso. In questo
modo si ha una sarda con la pancia verso l'alto e una a penzoloni per
l'occhio. È un innesco molto valido, più tenace della
sarda singola e si può eseguire anche con sarde non freschissime.
Entrambi gli inneschi descritti, si rivelano validi nelle situazioni
di corrente medio-bassa o pescando ancorati, in caso di corrente
sostenuta e conseguente trascinamento veloce delle esche, bisogna
orientarsi verso altri inneschi.
Un innesco più tenace consiste nell'infilare una sarda da un
lato facendo scorrere l'amo al suo interno, e facendolo fuoriuscire
dall'occhio, in modo da coprire il gambo dell'amo. Si infila poi una
seconda sarda trapassandola per l'occhio e la si lascia a penzoloni.
L'innesco più sicuro in caso di corrente è il classico
ciuffo, adottato dai pescatori professionisti che utilizzano le boe
per la pesca del tonno. Si trapassano tre o quattro sarde per l'occhio
lasciandole in modo da creare un vero e proprio ciuffo. Tale innesco
è resistentissimo e in genere si applica sulle lenze più
a fondo, sia perché queste vengono controllate meno
frequentemente, sia perché risulta molto valido per lo squalo volpe.
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