
PESCA IN BARCA
A cura di Riccardo Fanelli
Pubblicato su Nautica 577 di Maggio 2010
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VERTICAL TUNA
Tra gli obiettivi del vertical jigging non poteva
mancare il gigante del Mediterraneo, ma se per gli altri predatori la
strada è stata relativamente facile, per il tonno rosso le cose
cambiano radicalmente.
Il jigging è bello anche perché dinamico, si
pesca cercando il pesce con lo scandaglio oppure tentando varie calate
in punti noti in cui si presuppone i predatori prima o poi passino. Lo
strike è sempre una bella sorpresa, ma se dopo il blocco dell'esca si
avverte un treno che tira dall'altra parte, senza nessuna possibilità
di fermarlo, la sorpresa diventa amara, molto amara. L'attrezzatura
inadeguata, e nonostante gli sforzi per cercare di averne ragione, il
tonno gigante non lascia chance: rompe. Questo accade quando si sta
pescando senza avere il minimo sospetto dell'avversario che si può
incontrare, spesso in situazioni in cui tutto ci si aspetta meno il
tonno, ma la tecnica, le attrezzature e soprattutto l'esperienza sono
andate avanti e questo nobile avversario è stato parzialmente domato.
Le prime esperienze si possono fare con i tonni di branco mentre si
traina in altura. I pesci insidiati sono alla portata di tutti, anche
se un tonno in canna è sempre un avversario di tutto rispetto.
Attaccano preferibilmente jig corti sul blu o azzurro, meglio se con
livree specchianti. Artificiali che in qualche modo per colore e
dimensioni ricordino le sardine. Prediligono il long jerk, ma non
disdegnano qualsiasi altro recupero, anche con strattoni disordinati.
Queste sono le situazioni ideali per prendere confidenza con questi
pesci, stando comunque molto attenti ai collegamenti tra multifibre e
nylon e tra nylon e assist. Anche se stiamo parlando di tonni che non
hanno ancora raggiunto le caratteristiche performanti della specie, la
loro potenza e la velocità nelle fughe non è comunque da
sottovalutare.
È consigliabile usare canne di buona qualità, abbinate
a mulinelli che contengano almeno 250 metri di multifibre da 50
libbre, con il freno regolato tra i 3 e i 5 chili. Passando ai tonni
intermedi, il confronto a vertical jigging con un pesce tra i 40 e i
60 chili di peso, può già essere considerato un passo importante
nell'evoluzione di questa tecnica, per noi che non abbiamo ancora
superato la fase neofita. Dire di andare a vertical a tonni può essere
considerato un eufemismo, ma ci sono alcune situazioni in cui è
possibile tentare. A parte alcuni corridoi o aree circoscritte (gabbie
di allevamento per i tonni, piattaforme ecc.) in cui passano
obbligatoriamente e nelle quali è possibile incontrarli con frequenza,
la condizione migliore per tentare il colpaccio è durante la pesca in
drifting. La prima fuga del tonno è quasi interminabile, parte in una
direzione, ma senza il minimo preavviso la cambia passando sotto la
barca. La cosa migliore da fare è quella di accendere la barca e
cercare di seguire la lenza. Appena fermatosi dalla prima fuga, o ne
esegue una seconda oppure si pianta a 60-70 metri di profondità e
nuota. In questa fase inizia il combattimento vero e proprio,
caratterizzato da recuperi e brevi fughe, ma sempre con il peso
granitico del pesce, tipico della specie.
Ovviamente stiamo parlando
di una preda che è in grado di mettere a dura prova tutto il complesso
pescante. Canna e mulinello devono essere adeguati. La canna idonea a
poter pescare con la frizione tarata ad almeno 6-7 chili e con una
riserva di potenza in grado di sollevare il grande peso verso la
superficie. Il mulinello deve contenere almeno 300 metri di multifibre
da 50 libbre e possedere una meccanica eccellente. La scelta del
libbraggio del multifibre, può tranquillamente orientarsi sulle 50
libbre, in quanto pescando con un freno tarato tra i 5 e gli 8
chilogrammi, avere un carico di rottura della lenza pari a 25
chilogrammiè più che sufficiente. Il terminale può essere compreso tra
le 60 e le 100 libbre, obbligatoriamente di fluorcarbon.
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