
PESCA IN BARCA
A cura di Riccardo Fanelli
Pubblicato su Nautica 514 di febbraio 2005


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BARRACUDA MEDITERRANEO (sphyraena sphyraena)
DISTRIBUZIONE E HABITAT
Parente lontano del barracuda oceanico, questo pesce morfologicamente
ricorda da vicino lo stereotipo della specie, pur presentando un corpo
più allungato e sottile. Presente in maniera massiccia nel
Mediterraneo del sud e lungo le coste atlantiche dell'Africa, sta
diventando un pesce comune anche nelle nostre acque.
Il barracuda mediterraneo, conosciuto anche come luccio di mare, luzza
o aluzzo, ha colonizzato le coste del nostro paese negli ultimi anni.
Con il surriscaldamento progressivo delle acque si è spinto
sempre più a nord invadendo sia la fascia costiera che le
isole. Predilige fondali bassi, compresi tra i 5-6 e i 30 metri.
Prevalentemente si trova a suo agio sui cappelli delle secche, intorno
agli scogli affioranti e lungo i manufatti portuali, ma la sua
presenza non è da scartare lungo le coste sabbiose. Non
è un grande nuotatore, quindi preferisce rimanere immobile in
corrente in attesa del passaggio di piccole prede.
LA PESCA
Questi pesci possiedono un denominatore comune: l'aggressività.
Si tratta infatti di un predatore che, grazie alla sua poderosa e
affilata dentatura e alle abitudini di caccia, ha un comportamento
spesso spietato, che, a pieno torto, lo ha circondato di un'aura
negativa. Questo pesce, sia in oceano che in Mediterraneo, proprio per
il suo carattere diventa facile preda dei pescatori sportivi e
professionisti. Il barracuda mediterraneo, non essendo un grande
nuotatore, è molto attivo di notte e con il sole bassissimo,
momenti in cui riesce a sorprendere meglio le proprie prede. È
molto attratto dalle esche artificiali di piccole dimensioni e da
quelle vive, queste ultime spesso le morde dilaniandole senza poi
proseguire l'attacco. Pescando con esche vive (aguglia, sugherello,
boga, cefalo ecc.), la sua dentatura acuminata e tagliente, impone
l'impiego del terminale d'acciaio, raramente con il nylon si riesce
aver ragione della sua bocca.
La pesca specifica al barracuda si effettua prevalentemente all'alba e
al tramonto, trainando a mezz'acqua con minnow da 7 e 9 centimetri o
con piccole esche vive (aguglie, menole, boghe, ecc.). Le aree di
maggiore concentrazione sono i sommi delle secche, gli scogli
affioranti e i manufatti portuali. Come accennato, è un pesce
gregario, quindi una volta individuato il branco, le catture potranno
ripetersi. Individuate le aree in cui sono presenti fitti banchi di
questi pesci, è possibile realizzare discreti carnieri,
ripetendo le catture anche a distanza di giorni. Data la sua forma
oblunga e la coda relativamente piccola, non oppone una particolare
resistenza alla cattura, consentendo di usare attrezzi leggerissimi.
In alcune situazioni lo si può insidiare anche da terra a
spinning, lanciando popper o piccoli minnow. Da terra è
sicuramente una cattura di indubbio interesse.
DIMENSIONI
La taglia media presente nelle nostre acque si aggira tra 1 e 2-3
chilogrammi. Gli esemplari più grandi possono raggiungere anche
i 10 chilogrammi, ma lungo le coste del nord Africa, si possono
incontrare anche barracuda mediterranei di peso maggiore.
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