
PESCA IN BARCA
Articolo di Riccardo Fanelli
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IL DENTICE DOVE E QUANDO
Il dentice è sicuramente uno dei predatori più attivi
nel Mediterraneo, la sua presenza è segnalata ovunque ci siano
scogliere sommerse o secche in mezzo al mare. A una spiccata
aggressività, unisce un carattere spocchioso e capriccioso, che
lo porta spesso a comportamenti fuori dalla norma. Ama molto le aree
tranquille e risente notevolmente dell'attività estiva di
motoscafi e traghetti. Il dentice vive a contatto del fondo, ma non di
rado si stacca da questo per portarsi in caccia a mezz'acqua. Non
risente eccessivamente delle variazione di temperatura dell'acqua, ma
è molto sensibile agli orari ed alle fasi lunari.
Dove e quando
Il dentice più di ogni altro predatore sfrutta le cigliate
rocciose per celare la sua presenza alle prede. In estate e in autunno
predilige fondali compresi tra i 25 e i 40 metri ed in particolar modo
quelli ricchi di posidonia. In questo periodo lo si trova più
facilmente a contatto del fondo, in quanto basa la sua attività
di caccia sull'agguato e sulla sorpresa. Va in riproduzione da marzo a
giugno, spostandosi in acque più basse, fino a raggiungere,
nelle aree dove non viene disturbato da reti e motoscafi, anche i 10-
12 metri di profondità. Vive tranquillamente anche a
profondità superiori ai cento metri.
Traina col vivo
La traina col vivo è sicuramente il sistema più antico
per la pesca al dentice. L'innovazione più significativa
è il multifibre in bobina. Al posto del nylon, più
elastico, si imbobinano almeno 200 metri di multifibra da 30 - 50
libbre, che presenta un diametro sensibilmente inferiore a un nylon di
pari libbraggio, con una maggiore sensibilità sulla mangiata
del pesce e sulla ferrata. Un altro fattore molto importante per
ottenere sempre dei buoni risultati è la scelta dell'esca. E'
importantissimo riuscire a capire quali sono le prede che il dentice
mangia nella zona dove lo andremo a insidiare. Le praterie di
posidonia sono prevalentemente frequentate da boghe, menole ed altri
piccoli pesci di fondo; quindi sceglieremo esche piccole e fusiformi.
Sulle secche circondate dal fango si possono ottenere ottimi risultati
con le seppie o i piccoli pagelli, che però vanno sostituiti
spesso in quanto non durano molto innescati. Sulle secche con forti
variazioni di fondale ed in particolar modo in quelle aree dove ci
sono scogli affioranti, l'esca regina è l'occhiata, molto
catturante se di buona taglia. Il calamaro, la seppia e l'aguglia sono
esche universali che, specialmente in autunno, danno sempre ottimi
risultati.
Traina con artificiali
La traina nel periodo invernale e primaverile si effettua in modo da
coprire più strada possibile con l'imbarcazione e le relative
esche trainate, per aumentare le possibilità d'incontro con un
predatore a caccia in agguato. In genere i fondali più proficui
sono quelli rocciosi o misti ad alga. Questo si ottiene con il monel
che garantisce un affondamento costante, senza essere influenzato
dalla corrente. Dato il suo singolare modo d'affondare, il monel si
mantiene molto più alto dell'esca, proponendogliela senza prima
aver allertato il branco o il singolo predatore, con il passaggio di
un corpo anomalo (piombo o palla dell'affondatore), come avviene con
altri sistemi d'affondamento. Per avere dei parametri di regolazione
sulla lenza da calare in pesca, bisogna mettere dei segnalini di
riferimento. La traina con il monel e le esche artificiali, nonostante
costringa a calare in acqua quantità molto alte di lenza, per
raggiungere le alte profondità, garantisce l'affondamento anche
a 4-5 nodi. Da anni ed anni di pesca con esche artificiali è
scaturito il dato che non è tanto la colorazione simile a una
naturale preda a stimolare un pesce all'attacco bensì la
novità. Ci sono alcune colorazioni talmente assurde, come il
viola, il giallo o il fucsia che nessun pescatore penserebbe di
mettere in acqua e che invece, provate in zone dove i pesci sono
abituati a vedere esche tradizionali, danno dei risultati incredibili.
Questo potrebbe ricondurci al discorso sulla memoria genetica dei
pesci, ma si entrerebbe in un discorso troppo lungo e complicato. E'
comunque provato che le nuove colorazioni creano nuovi stimoli e
quindi sono da tenere sempre in considerazione.
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