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PESCA IN BARCA A cura di Pubblicato su Nautica 535 di novembre 2006
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I MULINELLI PER LA TRAINA D'ALTURA
La traina in mare aperto, che nelle ultime stagioni ha riscontrato un incredibile aumento di appassionati, necessita di attrezzature specifiche. Generalmente si tende ad adattare canne e mulinelli già in possesso, ma per avere un'attrezzatura al top, bisogna equipaggiarsi ex novo.
In base al libbraggio delle lenze, ci si può regolare sulle dimensioni del mulinello. Per evitare di dover acquistare un numero esorbitante di attrezzi e poi magari cambiarli una volta diventati più esperti, la soluzione migliore è di orientarsi su mulinelli che possano essere utilizzati sia con lenze da 30 che da 50 libbre. Ci sono infatti mulinelli denominati 30 "bobina larga" o siglati 30/50, che sono studiati per ospitare una grande quantità di monofilo da 30 libbre, ma che possono essere riempiti anche con lenza da 50 libbre. Con tali mulinelli si riesce a risolvere il problema e avere uno strumento bivalente con entrambe le lenze utilizzate nella traina ai tonni di branco. Se nella zona dove si pesca è maggiore la presenza di alalunghe (notoriamente più piccole e meno forti dei tonni), la scelta del mulinello si orienterà su dimensioni minori, in grado di ospitare monofili da 20 libbre. Decisa la grandezza del mulinello da impiegare, è necessario conoscere quali sono i parametri di scelta in base alla qualità che questi attrezzi devono avere per la traina in alto mare. Durante la fuga del tonno allamato, tutto il mulinello è sottoposto a stress, di conseguenza anche l'involucro o body, sarà sottoposto a sollecitazioni di tutto rispetto. Questo esclude dalla scelta tutti i mulinelli che presentano debolezze nella struttura portante. Altra sezione messa a dura prova è la frizione. E' notorio, infatti, che la fuga dei tonni è sempre molto lunga e potente e, per essere frenata, è necessario poter contare su materiali della frizione di primissimo ordine. Anche il rapporto di recupero e la manovella devono essere adeguati a confronti spesso al limite. Molto utili risultano i mulinelli a doppia velocità, che consentono un avvolgimento veloce quando il pesce nuota verso la barca, e un recupero lento e con sforzo ridotto, quando si pianta sotto la perpendicolare della canna. In sintesi un mulinello adatto a questa pesca e soprattutto alla traina ai tonni di branco, non può essere di bassa qualità e deve avere delle caratteristiche meccaniche progettate per assolvere stress e prede potenti. Nella scelta di questi attrezzi è spesso molto più economico orientarsi su prodotti di qualità, in modo da avere un oggetto che nel tempo sopperisca a tutte le esigenze. LA TARATURA DELLA FRIZIONE La taratura della frizione è uno di quei fattori che nella traina determinano il successo o meno di una cattura. Coloro che possiedono una buona esperienza eseguono tale operazione empiricamente, ma per i neofiti deve essere fatta tabellarmente. La taratura della frizione va eseguita con il dinamometro e rivista prima di ogni battuta di pesca. Per cominciare è necessario dire che i valori da tener presenti per la regolazione della forza d'attrito della lenza in uscita sono due: il primo è quello della ferrata, più comunemente detto strike, il secondo è quello da tenere durante il combattimento. Sono inoltre differenti i valori della ferrata, a seconda che s'impieghino esche naturali o artificiali. Indicativamente si può prendere come standard la taratura al 20% del carico di rottura della lenza per lo strike, aumentando del 10-15% per il combattimento. Nei mulinelli con freno a leva esiste una manopola per la preregolazione del freno (preset) e la leva ha sempre un punto di fermo intermedio tra il free e il full, detto punto di strike. portata la leva sul punto di strike si effettua la preregolazione mediante il preset. Nel regolare il preset è preferibile portare la leva sul free e poi riportarla sullo strike per controllare l'uscita del filo. |