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TRAINA ALLE GRANDI RICCIOLE
La traina con le esche vive è la disciplina che più affascina, in quanto ricca di componenti tecniche. La maggior parte dei predatori presenti nel Mediterraneo può rimanere vittima di un'esca viva sapientemente manovrata, ma la preda più ambita da tutti i pescatori sportivi è la grande ricciola.
Il calamaro e la seppia sono esche incredibilmente catturanti, ma se di dimensioni medio-piccole, sono facili prede di dentici piccoli, di tanute e di ricciolette anche di appena un chilo. Il calamaro e la seppia vanno trainati lontani dal fondo, per evitare che vengano attaccati e mutilati da tanute o da grandi fraolini. Un altra esca che ha un grandissimo potere catturante è il cefalo. Notoriamente si è propensi a utilizzare per esca, cefali catturati nell'ambito portuale, ma incredibilmente, forse a causa del colore o dell'odore che presentano, risultano molto più efficaci gli esemplari catturati dalle scogliere naturali. Il cefalo, una volta innescato, non emette moltissime vibrazioni, è necessario quindi utilizzare solo quelli molto grandi (anche di un chilo di peso) e trainarli molto lentamente a mezz'acqua, in modo che siano visibili da lontano. Anche l'occhiata, a patto che sia di generose dimensioni, è un'esca in grado di attirare le ricciole. Appena calata in acqua innescata, emette notevoli distrazioni, attirando i predatori anche da molto lontano. Pescando con le esche vive è necessario prestare particolare attenzione al momento della ferrata. Data la sospettosità dei predatori nel mangiare, dimostrata negli ultimi anni, è necessario ferrare in un secondo tempo. Risulta molto più producente tenere la frizione al limite dello slittamento e, non appena la si sente partire, mettere la leva sullo strike e ferrare. |