| RAPSODIA BLU | In English, please | |
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IL MARE IN POESIA, PROSA E FOTOGRAFIA di Luca Sonnino Sorisio |
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Dappertutto vi erano insidie mascherate, e si svolgevano avvenimenti improvvisi
e straordinari.
A volte sul fondo dei piccoli spiazzi luminosi di rena, incassati presso i gruppi di corallo, non si scorgeva, di vivo, che il corpo cilindrico e bitorzoluto di qualche immobile oloturia, pazientemente intenta a cercar rifiuti tra i granellini di sabbia. Presso di loro, tranquilli in quelle acque protette, un gruppetto di pesciolini azzurri appena nati, quasi trasparenti si libravano in rapidi movimenti. Poi, improvvisamente, dal corpo delle inoffensive oloturie poteva uscire una piccola forma sottilissima; in un rapido guizzo e un balenio di scaglie uno di quegli innocui avannotti si trasforma in un boccone per il piccolo pirata. Dagli altri immobili echinodermi, altri "fierasfer" (questo è il nome del piccolo pesce predone) sbucano improvvisamente e, catturata la rispettiva preda, scompaiono di nuovo dentro il corpo dell'ospitale oloturia. Franco Prosperi, 1953![]() E quale amicizia, quale vincolo impensato, unirà in quel vagare in coppia il piccolo "charanx" col grande labrone? Uno sopra, l'altro sotto, questi due esseri tanto differenti non si separano mai. Un giorno, mentre tornavamo a sera dall'ultimo giro, mi fu possibile osservare lo strano comportamento di due labroni. Sotto di me, tra le ombre lunghe ed indecise che il sole bassissimo tracciava sul fondo, quasi confusi nella foschia di quel crepuscolo sottomarino, due grandi esemplari nuotavano lentamente con i corpi a contatto. D'improvviso, come se un'ignota visione li avesse spaventati, con un guizzo gli animali fuggirono lontano l'uno dall'altro in direzioni opposte. Ma presto si arrestarono, girarono su se stessi e si corsero incontro con altrettanta rapidità. Giunti a breve distanza, si levarono dal fondo quasi verticalmente e poi si unirono, a qualche metro dalla superficie, davanti a me. Con forza, ma senza violenza, congiunsero, in una sorta di lungo bacio, le loro labbra tumide ed espanse: cosi affettuosamente serrati restarono stretti per qualche secondo. Poi, come imbarazzati, si tirarono indietro, esitarono un attimo, si affiancarono, strofinandosi ancora come quando li avevo avvistati. Non volendo perderli di vista, li seguii in quella loro romantica passeggiata. Di lì a poco si ripeté la scena affettuosa di prima, e così ancora per due o tre volte, finché riuscirono a sparire dalla mia vista. Quale interpretazione dare a quella scena? Era un gioco? Erano espansioni amorose? 0 era una lotta? Non ebbi più occasione di assistere ad un simile comportamento ma non potei facilmente dimenticare i "baci" dei due labroni. Forse avevo per caso assistito al segreto rito di una vita tanto diversa dalla nostra, ma pur così palpitante e contrastante con le silenziose profondità del mare. Esplorate quelle zone vergini e difficili stavamo davvero penetrando nel misterioso svolgersi di un vivere sconosciuto. Quali nuove immagini ci avrebbero offerto le nostre esplorazioni? Franco Prosperi, 1953 |