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DI NAVIGAZIONE Maggio 2013 SUPERYACHT N. 36
Primavera 2013 La rivista dedicata alle imbarcazioni più grandi e più lussuose Edizione digitale Abbonamenti Indice generale Sfoglia gli e-Book INTERNATIONAL
Giugno 2011 La rivista trimestrale redatta interamente in lingua inglese Edizione digitale Sommario ed editoriale Abbonamento Sfoglia gli e-Book |
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VARATA DAL MNISTRO PASSERA LA DIRETTIVA AI CORPI IN MARERazionalizzazione dei controlli
Sono troppi, inutile nascondercelo, i Corpi che operano in mare. Si sovrappongono. Impongono una serie di ripetitivi controlli ai diportisti, talvolta arrivando a ingenerare
perfino confusione fra loro e sicuramente disamoramento per il mare. Ciò sia detto senza nulla togliere alla dedizione, al valore, spesso all'eroismo dei singoli
componenti, che non a caso "Nautica" premia ogni anno con l'Oscar della Sicurezza in Mare. Una riorganizzazione, specialmente in tempi di revisione della spesa, dunque
si impone ed è per questo che il tema è stato inserito nei dieci punti sottoposti dalla rivista al nuovo Governo. In attesa che possa prendersi carico della questione arriva
prontamente la risposta del ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti uscente – Corrado Passera – che al termine di un incontro
con il presidente di Ucina Confindustria Nautica – Anton Francesco Albertoni – ha firmato la direttiva 22.03.2013, dettando una prima indicazione proprio in tema di controlli in
mare. "Ritenuto che, in un quadro di generale semplificazione e razionalizzazione delle attività connesse al diporto nautico sia coerente e opportuno, tra l'altro, indicare
uniformi criteri generali in materia di controlli in mare alle unità da diporto", si legge nella nota diretta ai comandi generali interessati. La decisione del ministro è l'ultima
di una serie del tandem Passera-Ciaccia (quest'ultimo vice ministro ai Trasporti), che rispondendo alle sollecitazioni del settore e alla concreta attività di relazioni
istituzionali dell'Associazione di categoria ha portato alla cancellazione dei coefficienti penalizzanti attribuiti dal Redditometro alle imbarcazioni e ha istituito il Registro
telematico per le immatricolazioni – del quale procedono i lavori per la messa a punto – e che presto consentirà le verifica dal computer come per le auto. Venendo ai controlli,
la situazione è assai chiara. Ciascuno può domandarsi quante volte paga un servizio o una prestazione nella propria giornata e quante volte è stato fermato per
la richiesta di uno scontrino uscendo da un esercizio pubblico, dal medico o dalla palestra. Quanti giorni all'anno è alla guida e quante volte ha subito un controllo
a caso da parte di una pattuglia della stradale. Infine, quante volte nei (pochi) giorni in cui si naviga è stato abbordato
in mare. Il conteggio dell'ultimo decennio di chi scrive è rispettivamente il seguente: 0, 2, 10. Considerati però i 600 scontrini l'anno, i 300 giorni alla guida e i 20
giorni di mare, fatte le debite proporzioni, il risultato ponderato diventa questo: 0 per le verifiche fiscali, 4 per quelle automobilistiche, 300 per quelle nautiche.
D'altronde, ci sono circa 100.000 imbarcazioni immatricolate e circa 300.000 natanti circolanti e gli ultimi dati forniti dal Ministero dei Trasporti ci dicono che
le sole Capitanerie di Porto nel 2011 ne hanno fermate 97.000. Non conosciamo quelli della GdF, che però sappiamo quanto ami fare le conferenze stampa con una bella foto "marina". Poi
ci sono gli altri stakanovisti del "prego documenti", che in alcuni casi e luoghi sono CC, PS, Forestale, Penitenziaria, Municipale (sic). Il motivo del malessere, degenerato in un vero e
proprio danno economico per il Paese, è tutto qui. Oltre alla consapevolezza che nella maggior parte delle evenienze non serve bloccare l'utente in mezzo al mare, anche con qualche rischio di collisione, e
che sarebbe invece sufficiente e molto, molto, molto, più economico effettuare un controllo a terra. Roberto Neglia Potete consultare tutti gli editoriali delle ultime annate della rivista e come sempre il nostro Forum è a vostra completa disposizione per discutere liberamente degli argomenti trattati.
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