
IL MARE CULLA DELLA VITA
SOMMARIO
Introduzione
Il mare
La cellula
Plancton
Diatomee
Flagellati
Protozoi
Radiolari
Ciliati
Esseri collettivi
Spongiari
Celenterati
Idrozoi
Meduse
Sinofori e Ctenofori
Anemoni
Ottocoralli
Briozoi
Echinodermi e crinoidi
Stelle di mare
Ricci e cetrioli
Anellidi
Cose straordinarie
Crostacei
Cirripedi Anfipodi Isopodi
Decapodi
Brachiopodi
Molluschi
Gasteropodi Prosobranchii
Bivalvi
Gasteropodi Opistobranchi
Cefalopodi
Tunicati
Verso i vertebrati
Pesci
Primi vertebrati
Campioni nel camuffarsi
Adattamento
Mammiferi
Fotografie di Luca Sonnino Sorisio
Da "Il Grande libro del mare", Nautica Editrice
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GLI ANELLIDI UN VERME NON E' SEMPRE BRUTTO
Ci sono colonie ramificate, colonie stellate.
Perché non vi sono colonie lineari? La natura vi ha pensato. Di colpo, al posto
delle simmetrie raggiate, ha creato la simmetria bilaterale che ormai sarà la regola:
un asse, due lati che si corrispondono e, alle due estremità, una bocca per mangiare,
un ano per espellere. I vermi inaugurano questo schema.
Considereremo soprattutto gli Anellidi, nei quali l'organizzazione coloniale è la
più netta. Gli "anelli" sono ben marcati, tutti simili eccetto il primo e l'ultimo;
portano delle appendici laterali rigide, sericee o piumose che sono remi, setole locomotorie,
ciglia sensitive, anche branchie. Ciascun segmento è un animale completo con una propria
"cavità generale", ma è unito ai segmenti vicini. Solo la bocca non si ritrova
in tutti, perché gli individui non hanno proliferato attorno alla bocca, ma dietro.
Invece l'organo liquido, come a tutti, è il sangue.
Se si taglia il verme a pezzi, ciascun pezzo, anche di un solo segmento, rigenera un animale
completo: vivrà delle sue riserve fino a quando avrà formato una bocca. Non
accade invece il contrario: il segmento cefalico, troppo specializzato, non può
produrre un verme.
L'organizzazione nervosa merita un cenno particolare e ne comprenderemo il perché.
Ciascun segmento possiede due gangli collegati trasversalmente.
Inoltre si stabiliscono legami longitudinali tra gangli di segmenti vicini, ciò
che costituisce finalmente un sistema nervoso in miniatura. Infatti, una sensazione avvertita
da un segmento è trasmessa a quelli vicini che possono reagirvi: ci si avvia verso
l'unità. Ma a questo livello di organizzazione ciascuna zona del verme riflette ancora
solo le sensazioni locali. La tappa successiva dell'evoluzione organizza le reazioni in un
complesso unitario; vanno perciò assumendo importanza i gangli del segmento cefalico.
E' il famoso processo di "cefalizzazione": il segmento cefalico diviene la testa; i suoi
gangli si sviluppano, abbozzano l'encefalo che controlla sempre più l'insieme. A
differenza di altri processi evolutivi che devono essere immaginati, questo è provato
da archivi viventi: diverse specie viventi ci mostrano infatti i diversi gradi di "cefalizzazione".
Dopo i vermi l'evoluzione dà sempre maggior importanza all'encefalo, sino a giungere al
prodigioso sviluppo del cervello umano.
Abbiamo parlato di "sangue", ben a ragione perché l'acqua salata interna contiene dei
pigmenti che fissano l'ossigeno. Si può parlare anche di "circolazione", perché,
invece di quelle vibrazioni delle ciglia che negli Echinodermi davano un debole movimento al
liquido interno, vi è una contrazione di sacche formate dai vasi, sacche che abbozzano
un cuore in ciascun segmento.
Ma come viene catturato l'ossigeno fissato dal sangue? Talvolta la respirazione avviene
semplicemente attraverso la pelle. Spesso vi sono ciuffi di branchie sui lati del corpo,
che talvolta acquistano grande importanza, sviluppate in forma di larghe piume o di rametti
delicati.
Poiché anche le setole locomotorie e le ciglia sensitive possono ugualmente svilupparsi
in esuberanza e sfoggiare vividi colori, alcuni Anellidi hanno una bellezza fiabesca.
Sulle nostre coste ne è un esempio l'Afrodite, come del resto afferma il suo nome che
è quello di Venere stessa. Invece il suo soprannome di "sorcio di mare" - con cui
è indicato in alcuni paesi - non annuncia niente di seducente: ed è quello
che si riferisce all'animale quale lo vediamo, in un involucro di melma che aderisce alle
sue setole dentellate. Ma sono pochi quelli che di questo verme largo, rigonfio (che nasconde
la sua struttura anellata sotto squame embricate, setole doppiamente frangiate, vere armi
retrattili, frange ondeggianti) hanno visto i colori a riflessi metallici, dorati e smeraldini
a riflessi azzurri, rosso porpora, aranciati, colori che l'hanno fatto paragonare ai
colibrì.
Le Ermioni, cugine delle Afroditi, sono quasi altrettanto belle. Le Alciopi, vermi d'alto mare,
hanno corpo traslucido e cristallino, con un ciuffo di sottili tentacoli e grandi occhi rossi,
già di notevole organizzazione ottica. Ma il verme più straordinario, vivente
nelle Antille, è l'Eunice gigante. Su una lunghezza di m 1,50 si succedono 450 segmenti:
marezzature risplendenti, un'enorme tromba rosa con 3 paia di mascelle, 5 tentacoli attorno
alla bocca, branchie in pennacchi vermigli, vasi in cui si può seguire in trasparenza
il flusso sanguigno e 1.700 organi locomotori assai complessi che battono l'acqua così
veloci che se ne notano solo le iridescenze.
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