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CROCIERA A PANAREA E STROMBOLI Le acque italiane sembra non possano dare più sorprese ed emozioni a chi va per mare, e si cercano destinazioni lontane. Al contrario, le nostre isole sono un mondo ancora da scoprire per chi va in barca, specialmente se si evitano i momenti del maggiore affollamento. Vi proponiamo la prima parte di un itinerario eoliano, dedicato questa volta a Panarea e Stromboli, che nasce da una crociera vissuta e ripetibile fornendo tutte le notizie utili alla navigazione e i consigli sulle cose che si devono vedere. Testo e foto di Roberto Rinaldi |
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LE SORELLE DI PIETRA![]() La "Girolama" è ormeggiata in banchina nel sicuro Porto di Pignataro, all'isola di Lipari. Al nostro risveglio troviamo un leggero vento di Maestrale, l'ideale per salpare alla volta di Stromboli e Panarea, le due isole più settentrionali dell'arcipelago eoliano. Questa è la prima regola da osservare navigando da queste parti: non fare mai programmi, ma seguire il vento, andare sempre nei posti più idonei per le condizioni meteorologiche del momento. Una regola valida ovunque, in ogni luogo, ma particolarmente importante tra le cime di questi vulcani che emergono dagli abissi del Tirreno, dove non esistono porti sicuri e i fondali sono spesso così ripidi da rendere impossibile ogni tentativo di ancoraggio. Con venti da nord e nord-ovest la rotta da Lipari a Panarea e Stromboli consente una navigazione a vela particolarmente agevole, sia all'andata che al ritorno. Salpiamo dunque in tutta fretta e, doppiato il bastione del Monte Rosa, mettiamo la prua su Stromboli, chiaramente visibile nell'aria tersa del mattino. Dopo circa un'ora il vento continua fresco e regolare, il barometro è alto. Decidiamo dunque di lasciare Panarea e di recarci subito a Stromboli.
La forma dell'isola non lascia alcun dubbio sulla sua genesi vulcanica
e si può ben intuirne la natura dei fondali, simili di certo ai versanti
costieri. Stromboli è considerata una bestia nera per i naviganti proprio
per questo motivo: lungo il suo perimetro delle ripidissime discese di
sedimento raggiungono in breve profondità impossibili per ogni tentativo
di ancoraggio. Solo con il Maestrale si può trovare un buon ormeggio a
Scauri. Ed è li che ci dirigiamo per passare la nostra prima notte, senza
però lasciare mai la barca. Filiamo l'ancora di prua e assicuriamo una
cima ad un grande masso sulla spiaggia. Prima di dare fondo è bene
valutare attentamente la distanza che ci separa dalle altre imbarcazioni,
visto che nel caso in cui il vento dovesse girare a Tramontana saremmo
costretti a passare a prua anche l'ormeggio di poppa. Un'altra cosa da
tenere presente è il divieto di ormeggio a sud del molo di Scauri: è
consentito solo dove iniziano gli scogli.
Lasciando qualcuno in barca vale la pena di scendere a terra. Stromboli
è completamente intrisa dell'atmosfera dell'"isola" mediterranea,
tranquilla e silenziosa, vissuta da personaggi sempre caratteristici, tra
i vicoli angusti sottomessi alla mole del vulcano. E proprio l'ascensione
al vulcano è il pezzo forte tra le attrazioni dell'isola. Si sale di sera,
si seguono le esperte guide locali fino al cratere, dove numerose
esplosioni con getti di lava incandescente e lapilli illuminano il cielo
stellato.
A bordo la notte passa tranquilla ed il mattino successivo salpiamo
alla volta dello scoglio di Strombolicchio, dove è possibile effettuare
alcune meravigliose immersioni subacquee. Un piccolo bassofondo sulla
punta di Scirocco dello scoglio è l'unica soluzione per l'ormeggio, sempre
affidandosi anche ad una cima fissata a terra e a condizioni di mare
tranquillo. Ed oggi tutto è perfetto: il tempo è buono e non spira un
alito di vento. I fondali di Strombolicchio sono fra i più belli di tutto
l'arcipelago: le pareti di lava proseguono verticali sotto la superficie
del mare e, specialmente sul versante esterno, sono ricchissimi di vita
bentonica. Oltre i venticinque metri, troviamo tantissime gorgonie rosse,
mentre le quote inferiori sono caratterizzate dalle rigogliose colonie di
«astroides» che colorano di arancio intere pareti. Gli «astroides» sono
dei piccoli coralli mediterranei, composti da una serie di polipi dotati
di calici calcarei uniti tra loro.
Il versante interno di Strombolicchio è meno verticale e colorato,
ideale per chi è alle prime esperienze. Non serve indicare degli itinerari
particolari per queste discese, vista l'estrema facilità di orientamento;
l'unico punto particolare da segnalare è una grande roccia sommersa sul
lato nord-occidentale con la sommità a quaranta metri, meta esclusiva dei
subacquei più esperti. Notevole anche la secca di Scirocco, un centinaio
di metri a sud-est di Strombolicchio. Si tratta di un monolito che sale da
oltre cinquanta metri fino a venti. Dedichiamo alla secca di Scirocco la
seconda immersione della giornata, lasciando comunque la "Girolama" al suo
ormeggio e cercando con il tender il cappello della secca. A sera la
bonaccia continua e da Strombolicchio partiamo alla volta della Sciara per
osservare le spettacolari esplosioni del vulcano. Proprio sotto la discesa
pietrificata del magma si estende una piattaforma dal fondo di grandi
scogli e sabbia che offre un ormeggio ottimo in caso di bel tempo.
Navigando dall'estremità settentrionale dell'isola verso la Sciara occorre
prestare estrema attenzione alle insidiosissime secche di Punta Labronzo.
L'indomani mattina ci aspetta un'altra immersione unica: la piattaforma
sulla quale siamo ormeggiati sembra essere stata tagliata da un affilato
coltello. Da dodici metri di profondità una impressionante parete si getta
verticale e strapiombante fino a oltre cinquanta, dove la sabbia scende
ripidissima verso profondità irraggiungibili. L'immersione lungo questo
muro impressionante è una esperienza senz'altro avvincente ed emozionante
e ognuno potrà scegliere la quota che più gli è congeniale. Con andamento
perpendicolare alla cigliata della Sciara, si diparte una dorsale rocciosa
che sale fino a venticinque metri dalla superficie poggiando la sua base a
quote superiori ai cento.
La giornata volge ormai al termine ed inizia a levarsi un leggero vento di Scirocco. Alla Sciara siamo piuttosto ridossati, potremmo passare la notte qui o sul lato nord dell'isola, davanti Ficogrande, oppure allo scoglio dei Gabbiani, poco prima della Punta delle "Chiappe di zi Caterina". Č comunque bene non rischiare e levare le ancore, visto che in caso di rinforzo dovremo raggiungere la rada di Acquacalda a Lipari per trovare un ormeggio davvero sicuro. Trascorriamo così un paio di giorni a Lipari prima che il tempo si rimetta e si possa salpare alla volta di Panarea.
A Panarea il migliore ormeggio è la splendida baia di cala Milazzese,
un porto sicuro con i venti da nord e da ovest, con un ottimo fondale di
sabbia, scogli e posidonie, profondo una decina di metri. Il rischio più
grande è rappresentato dalle altre barche che, se male ormeggiate, possono
urtare durante la notte. Estrema attenzione dunque alla necessaria
distanza per un ancoraggio "alla ruota". Particolarmente sconsigliato
invece tentare l'attracco al molo principale, sovraffollato nella stagione
estiva e sottoposto agli effetti dell'onda anche con venti da ovest. Va
inoltre prestata estrema attenzione agli ormeggi di Ditella sul lato nord
del molo, e sul lato sud, perché arriva spesso la nave dell'acqua alla
quale bisogna lasciare sufficiente spazio di manovra. Anche rimanendo in
rada a cala Milazzese lo sbarco con il tender sulla spiaggia sabbiosa è
estremamente agevole. Panarea è senza dubbio la più frivola delle sette
sorelle, un pò la Capri delle Eolie. Tutto è estremamente curato
sull'isola, fin nei minimi particolari: non c'è un muro sbrecciato, o un
giardino senza l'immancabile pergolato stile eoliano, nulla è lasciato al
caso, neppure l'abbigliamento volutamente trasandato, accuratamente
"casual" dei villeggianti che escono la sera per approfittare della
mondanità isolana. La Cala di Petranave rappresenta l'unica alternativa
possibile con venti da sud. Č probabilmente ciò che resta di un antico
cratere. Si intuisce dalla spettacolare ed imponente morfologia dei
bastioni rocciosi stratificati che cingono la baia.
Il fondale è profondo una ventina di metri ed è coperto di massi.
Sconsiglieremmo l'ormeggio a quelli che non dispongono di una bombola a
bordo per andare a recuperare l'ancora nel tutt'altro che improbabile caso
in cui debba incagliarsi. L'immersione sulla estremità orientale dello
scoglio è adatta a tutti e piuttosto bella: oltre la punta, una secca di
massi sale da un fondale profondo una trentina di metri fino ad undici.
Durante i giorni trascorsi a Panarea le immersioni più belle le abbiamo
fatte sui fondali dei numerosi scogli che la circondano. In primo luogo
alle Formiche, un esteso tratto di basso fondale culminante con una serie
di scogli affioranti a sud-est di San Pietro. Il fondale luminoso e di
roccia bianchissima è l'ideale per chi sia all'inizio della propria
esperienza subacquea o per chi voglia godersi un'immersione di tutto
relax. Sul versante sud di Lisca Bianca si trova il relitto di un
mercantile inglese, poggiato su di un fondale tra i trenta e i
quarantacinque metri. Per trovarlo occorre prendere come riferimento la
punta che chiude a sud la spiaggetta di Lisca Bianca ed immergersi
seguendo un basso ciglio di posidonia che poggia sulla sabbia. La parte
poppiera della nave è integra ed è piuttosto suggestiva, completamente
avvolta da un fittissimo banco di «anthias».
Dopo l'immersione abbiamo deciso di passare la notte alla fonda tra le due isole, su di un fondale basso e buon tenitore. Prua a nord l'indomani mattina, alla volta dello scoglio di Basiluzzo. Abbiamo gettato l'ancora su di un fondale di grandi massi tra Basiluzzo e Spinazzola e qui ci siamo immersi lungo le pareti verticali. Alla fine dell'immersione tre delfini hanno nuotato per una buona mezz'ora attorno a noi e ad altri bagnanti, attoniti per questo inatteso quanto piacevole incontro. NOTIZIE UTILI Oltre che partendo in crociera con la propria barca dalle coste italiane, ci sono molti altri modi per raggiungere le Eolie. Il più pratico è probabilmente quello di viaggiare in cabina con le navi della Tirrenia che partono da Napoli. In estate le partenze sono giornaliere e, per chi parte dal centro Italia, è in funzione un comodissimo servizio di pullman che, da piazza Indipendenza, a Roma, ferma proprio di fronte alla nave, evitando così scomodi trasporti di bagagli nelle stazioni ferroviarie e il taxi in città a Napoli. A parte i collegamenti da Napoli, restano comunque valide le soluzioni di aliscafi e traghetti dai porti di Reggio Calabria, Messina, Milazzo e Palermo. L'attrazione più grande di Stromboli, a parte il suo splendido mare, è come abbiamo già detto, l'ascensione al cratere, una esperienza che vale la pena di fare, affidandosi naturalmente ad una delle due guide autorizzate. Le vacanze a Panarea sono molto diverse da quelle trascorse a Stromboli: i numerosi locali notturni ne sono la testimonianza. Chi fosse intenzionato a vivere queste due isole dal mare può rivolgersi a Enrico Lomazzi, armatore e skipper della «Girolama», un bel ketch, attrezzato con bombole e compressore per consentire agli ospiti di effettuare immersioni subacquee. Va detto, infatti, che né a Stromboli né a Panarea esiste alcuna possibilità di ricaricare le bombole. Il telefono-fax di Enrico Lomazzi è: 090/9880088. Un'utile lettura per gli amanti delle immersioni è la guida ai fondali eoliani scritta dall'autore dell'articolo ed edita da La Cuba nella serie "Le guide del Subacqueo". |