
ESPERIENZE D'IMMERSIONE
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DALLA SCRIVANIA DI UNA BANCA AI FONDALI DEL MAR ROSSO
Testo di Andrea Scomparin <andreas76@libero.it>
Ponzano (TV) 6 aprile 2009
Ciao a tutti, mi chiamo Andrea Scomparin, sono di Treviso e ho 33
anni. Mi sono laureato in Economia nel 1999, a soli 23 anni, con
l'entusiasmo iniziale di entrare nel mondo del lavoro e fare carriera.
Nel corso di questi anni ho lavorato come promotore finanziario, come
revisore contabile e poi come responsabile amministrativo; da poco
sono stato assunto come consulente all'interno di una prestigiosa banca.
L'affermazione professionale è uno dei principali
obiettivi che vengono imposti dalla nostra società: ciò
che conta è far strada, fare i soldi, comprarsi l'auto di
lusso, fare (o almeno dimostrare di fare) la bella vita. Non mi
permetto di disprezzare questi "valori", perché vivendo in una
realtà ricca e ambiziosa come Treviso con questi "valori" ci ho
sempre convissuto, e anzi, molto spesso li ho sentiti parte di me.
Però... però c'è dell'altro: c'è molto
altro... ci sono le passioni, i sogni, i sentimenti. E soprattutto
ognuno ha il proprio "io", la propria natura, alla quale non si
può sfuggire, perlomeno non per molto.
Io sono cresciuto leggendo i libri di Jules Verne, i romanzi di
Salgari, e poi Melville, e altri... e ho proseguito le mie letture con
le storie di marinai e di avventurieri, mi sono appassionato di
persone speciali che hanno fatto il giro del mondo in barca a vela,
esplorato i poli, scalato montagne... continuo tuttora a cercare libri
di chi viaggia in barcastop, di chi molla tutto per coronare il sogno
di una vita, di chi si prende l'anno sabbatico per rimettersi in
discussione e cercare la propria indole, per curiosità, per
amore del viaggio, per studiare, per approfondire un argomento, oppure
usando le parole di Ulisse: per "divenir del mondo esperto". Da quando
ho cominciato a lavorare mi è sempre piaciuto viaggiare: sono
stato molte volte ai Carabi, poi ho visto Thailandia, Maldive,
Messico, Tunisia, e sono stato innumerevoli volte in Mar Rosso.
Ogni nazione, ogni paese, ogni località è diversa dalle
altre: non ci possono essere confronti, paragoni o similitudini, se
non mantenendone inalterate le caratteristiche peculiari: solo per
fare un esempio, Cuba è completamente diversa dalla Repubblica
Dominicana, la loro essenza è completamente diversa, per quanto
entrambe godano di spiagge bianchissime, di palme e di clima
tropicale; e altrettanto diversa dalle precedenti è Antigua,
che io definisco come una delle isole ricche dei Caraibi; e nulla
hanno a che vedere hanno con il Messico... ci vorrebbero delle pagine
solo per elencare le principali caratteristiche di questi posti.
Ma quando si va all'estero, ciò che ti colpisce di più
è il senso di familiarità che ti abbraccia appena scendi
dall'aereo, e questa è una sensazione soggettiva: proprio in
Messico a me sembra di essere a casa: la lingua, la cultura, la cucina
sono simili alle nostre; non ho provato la stessa sensazione in
Thailandia, ad esempio, per quanto quel paese sia spettacolare
praticamente sotto ogni punto di vista. Ma dopo innumerevoli volte in
Mar Rosso, tra la nota e super turistica Sharm el Sheikh e la
più giovane Marsa Alam, ormai mi sembra molto familiare anche
l'Egitto, nonostante le differenze sostanziali.
Nel 2003 ho fatto le prime immersioni subacquee, un hobby che in poco
tempo si è trasformato in vera passione, fino a settembre 2008,
quando ho superato il duro esame da istruttore subacqueo: un successo
di cui mi sento orgoglioso, per aver superato prove fisiche, teoriche
e pratiche di molto impegnative. Considero l'acqua uno dei miei
elementi naturali, mi piace nuotare, mi piace il mare... e mi piace
tantissimo fare immersioni: quando sei sott'acqua senti il tuo
respiro, le sensazioni si amplificano... si apre un mondo nuovo, unico,
emozionante, ricchissimo e coloratissimo. Stare a 30 metri di
profondità e veder passare di fianco a te i delfini, o degli
squaletti... osservare il passaggio elegante una manta gigante, ma
anche vedere una tartaruga che bruca tra i coralli e simpaticissimi
pesci pagliaccio nascosti tra le anemoni... sono sensazioni indescrivibili.
Ho fatto tutta questa lunga premessa per dire che un
mese fa ho rassegnato le dimissioni dalla banca: ho lasciato un posto
fisso, una vita sicura e uno stipendio sufficientemente rassicurante
per inseguire il mio sogno e la mia passione: adesso è
finalmente giunto il momento di cambiare vita: a metà aprile mi
trasferirò in Mar Rosso, dove farò l'istruttore
subacqueo all'interno di un villaggio turistico, precisamente a Marsa
Alam; la barriera corallina qui è ancora pressochè
intatta rispetto a Sharm, i fondali sono più bassi, i colori
sono più vivi; oltre alle innumerevoli immersioni da terra, le
immersioni più caratteristiche sono ad Elphistone, un reef
esterno a qualche miglio dalla costa, e poi a Dolphin House, e ancora
ad Abo Dabbab, nota come "Dugongo Bay", per la presenza del famoso
dugongo, una specie di lamantino presente solo a Marsa Alam e in pochi
altri posti al mondo. Nelle varie immersioni si possono trovare pesci
di tutti i tipi, carangidi, tonni, delfini, tartarughe, tritoni, mante
e aquile di mare... e anche squali (generalmente innocui)!
Una scelta che posso definire "coraggiosa", perché presa
nonostante tutto e tutti. Dovevo, e anzi avrei voluto farlo,
già molto tempo fa, ma non ho mai avuto il coraggio. Adesso mi
ero reso conto che era probabilmente una delle ultime occasioni che mi
si presentavano davanti per poter fare la "vita da villaggio", ma
soprattutto per seguire la mia vera passione. L'unico rimpianto
è non aver avuto "le palle" di farlo prima... ma sono ancora in tempo.
Parto lasciando la certezza per inseguire l'incertezza, ma sono
già super convinto che è la cosa migliore, e che
comunque vada sarà un successo; comune vada sarà
un'esperienza bellissima, indimenticabile; non volevo arrivare a 40-50
anni con il rimorso di non averlo fatto, di non aver provato; tra le
mie frasi preferite ce n'è una di Thoreau, citata anche nel
film L'attimo fuggente: "Andai nei boschi perché volevo vivere
in profondità e succhiare tutto il midollo della vita... per
non scoprire in punto di morte di non aver mai vissuto ":
perché effettivamente è così che mi sentivo in
banca:; mi sembrava di non vivere, ma di sopravvivere: sveglia alla
mattina presto, giacca e cravatta, ambiente lavorativo poco
stimolante, ritorno a casa alla sera e divano.. un leone in gabbia; e
intanto i giorni passavano: tutti uguali, ma passavano,
inesorabilmente.
Ma la cosa che più mi mancava è il
sorriso, e un giorno senza sorriso è un giorno non vissuto.
Dovevo scegliere se continuare così o inseguire il mio sogno.
Un'ambizione più forte della crisi e delle perplessità.
In banca avevo davanti un'unica strada, noiosa e monotona; adesso
invece mi si aprono mille alternative: già la
possibilità di conoscere decine di persone diverse alla
settimana mi fornisce innumerevoli opportunità. Voglio andare
lontano dallo smog, dal traffico, dallo stress, e soprattutto dalla
crisi, parola che senti nominare almeno 100 volte al giorno... voglio
trovare positività e serenità, e non c'è niente
di meglio del mare, in un posto tropicale, dove la gente va in
vacanza, è contenta, sta bene... in poche parole è al
massimo della propria predisposizione personale e caratteriale, a
contatto con gli altri.
Adesso è il mio momento: sto solo
aspettando che mi confermino il volo per Marsa Alam... ma già
l'aver dato le dimissioni mi ha ringiovanito, e mi sento già
più sereno: vado a fare qualcosa per me stesso, per me che sono
sempre stato ordinato, razionale e inquadrato (fin troppo...),
finalmente una scelta presa con il cuore e non con il
cervello... l'unico problema si porrà quando eventualmente
dovrò tornare in Italia: non ho azienda di famiglia, parenti
influenti o altro: quando torno in Italia, e prima o poi dovrò
tornare, sarò disoccupato... e allora toccherà a me
ripartire, con slancio e con forza d'animo; mi piacerebbe riuscire a
mettermi in proprio, magari nel settore turistico e fare qualcosa di
"mio", qualcosa legata alla mia passione e alla mia indole; certo che
dopo questa esperienza sarà difficile tornare alla vita di
tutti i giorni, ma adesso non posso e non voglio pensarci, altrimenti
non sarei mai lasciato il posto fisso.
Concludo citando una frase
tratta dal romanzo Il Delfino, di Sergio Bambaren: "... arriva un
momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la
propria strada fino in fondo. Quello è il momento d'inseguire i
propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti
delle proprie convinzioni..." Vi racconterò la mia
esperienza... scrivetemi pure... mi piacerebbe tenere un diario, e
rileggermelo ogni giorno tra dieci o vent'anni...
Segue...
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