
ESPERIENZE D'IMMERSIONE
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L'INIZIO DI UNA NUOVA VITA IN MAR ROSSO
Testo di Andrea Scomparin <andreas76@libero.it>
Marsa Alam, 20 Maggio 2009
Ciao a tutti, sono Andrea Scomparin, quello che è passato
"dalla scrivania di una banca ai fondali del Mar Rosso". Volevo
ringraziare ancora la redazione per aver dato spazio al mio articolo,
e fare i complimenti per il sito internet.
Sto ricevendo tantissime
mail da parte di frequentatori del sito che mi raccontano la loro
esperienza di vita: tanti, leggendo le mie parole, provano le stesse
sensazioni che vivevo io fino a pochissimo tempo fa: vita lavorativa
monotona e poco stimolante, desiderio di inseguire i propri sogni,
voglia di fare qualcosa per se stessi e non per gli altri; c'è
chi ha o aveva una famiglia, chi non ha più il lavoro, chi
è veramente un leone in gabbia, e chi vuole semplicemente
cambiare vita. Ma dalle mail che ricevo la cosa che traspare
più evidentemente è il bisogno di sognare: tutti
vorremmo veder avverate le nostre ambizioni ed aspettative di vita.
Ricevo molti complimenti e in tantissimi chiedono consiglio a me su
come trovare il coraggio per lasciare tutto e ripartire da zero: non
mi sento un eroe per aver inseguito il mio sogno di fare l'istruttore
subacqueo in un mare tropicale; piuttosto, continuo a rimproverarmi di
non averlo fatto prima. Ne avrei guadagnato in salute e avrei
cominciato a "vivere" molto prima, ma forse dovevo solo aspettare il
mio momento e coglierlo al volo.
La cosa migliore che potessi fare è stata forse la più
difficile: il primo passo, ovvero dare un taglio netto allo stile di
vita precedente: sono partito lasciando la certezza per inseguire
l'incertezza; ho lasciato un solido contratto a tempo indeterminato
per firmare un accordo di collaborazione con una società di
diritto egiziano; in termini economici mi è sicuramente costato
l'aver lasciato uno stipendio sicuro, con 13esima, bonus e contributi,
per inseguire il mio sogno e la mia passione, ma in termini di vita,
soddisfazione e orgoglio personale la scelta "coraggiosa" che ho preso
mi sta ripagando in pieno: tutto questo non ha prezzo; già nel
momento in cui ho rassegnato le dimissioni mi sono sentito
ringiovanito, per non dire rinato. Da quel momento in poi mi si
è aperto un ventaglio di mille opportunità; questa
esperienza di vita potrebbe cambiare: magari tra un mese starò
facendo l'istruttore subacqueo in Thailandia o Malesia, o la guida
turistica in Messico, o magari scopro che sono bravo a dipingere e mi
trasferisco in Polinesia; per assurdo potrebbe anche finire tutto tra
una settimana (ma spero proprio di no!), e comunque ne sarebbe valsa
la pena; mille possibilità dunque, mentre nella "vita
lavorativa precedente" ne avevo una sola: e non la sopportavo
più. Quella non era vita.
Il comandante Jacques Cousteau, uno dei precursori delle immersioni
con autorespiratore, la prima volta che vide il mare disse: "Talvolta,
anche se di rado, si ha la fortuna di accorgersi che nella nostra vita
è subentrato un cambiamento, si abbandona la via vecchia,
s'imbocca la nuova e si prosegue dritti per la nuova rotta". E io
posso dire di aver avuto questa stessa fortuna: il mio spirito non
poteva rimanere rinchiuso in un ufficio 12 ore al giorno; era il
momento di cambiare strada.
Una delle cose più difficili, per ogni persona, è
proprio il cambiamento, ma bisogna saper accettare il fatto che con il
passare del tempo le cose evolvono, si modificano, subentrano fattori
diversi, probabilità, opportunità, anche rischi e
imprevisti...le cose insomma possono proseguire in modo diverso, che
può essere più o meno positivo, ma ogni piccolo
cambiamento contiene delle opportunità, basta saperle cogliere.
Ad ognuno di noi fa paura l'incertezza; si preferisce piuttosto star
male, ma vivere in un mondo che si conosce, pur di non cambiare: il
tipo di vita attuale ci dà, in ogni caso, una certa sicurezza,
perché la conosciamo. Invece fuori c'è un mondo che ci
aspetta. Tante volte bisogna "buttarsi", ma molto spesso si ha molto
da guadagnare.
Sono qui a Marsa Alam da poco più di un mese, e già ho
mille cose da raccontare, dalla vita in villaggio, all'organizzazione
del diving, al nuovo mondo lavorativo; fino alla descrizione di
colleghi e turisti (la maggior parte italiani), e anche del personale
egiziano. Dal momento in cui mi sveglio, credetemi, non vedo l'ora di
cominciare a lavorare: mi alzo alla mattina prestissimo, con il sole
già alto che scalda i vetri delle finestre e sembra voler
bruciare la tenda, senza neanche bisogno della sveglia (la stessa
sveglia che una volta posticipavo di 5 minuti alla volta...capita
anche a voi?); adesso non vedo l'ora di tirarla quella tenda: dietro
c'è una spettacolare vista sul mare; qui a Marsa Alam la
barriera corallina è ancora pressoché intatta, i fondali
sono meravigliosi, i colori sono vivi, la vita marina è
spettacolare e ogni immersione regala emozioni intense; qui si sta
bene, c'è sempre il sole, i colori del mare sono meravigliosi e
assumono tutte le tonalità di azzurro e blu; quello che forse
mi dà più soddisfazione è l'aver già
consegnato il brevetto subacqueo ai miei primi allievi. Ho
accompagnato dei subacquei esperti in immersioni che si ricorderanno
per tutta la vita, ho insegnato a dei bambini a montare l'attrezzatura
e a scendere qualche metro in profondità. Non c'è niente
di più gratificante; sto provando stati d'animo e sensazioni
indescrivibili; mi sento più forte, più giovane,
rinvigorito nello spirito, e tanto, tanto, orgoglioso di me stesso.
Ma comunque, al di la di questo mondo idilliaco che potrebbe
trasparire dalle mie parole, è pur sempre un lavoro: bisogna
avere una rigida organizzazione nella preparazione dell'attrezzatura,
nella gestione delle escursioni, nella conduzione di immersioni e
corsi; e alle volte, dato che è nella nostra natura umana,
capita qualche momento di tensione; qualche battibecco tra colleghi
è normale...ma in genere si dimentica tutto dopo 5 minuti.
Inoltre, salutare i clienti e scambiarci due parole non mi pesa per
niente, anzi mi fa molto piacere raccontare di me e fare la guida
turistica, oltre che subacquea; il sorriso viene naturale, la pazienza
con i neo subacquei che non riescono a togliere l'acqua dalla maschera
o a compensare mi risulta del tutto spontanea...probabilmente non sono
mai stato cosi; la mia passione per il mare è la vera forza
motrice. E poi all'interno dello staff siamo come una famiglia: qui
sembra molto più facile diventare amici; ognuno proviene da un
contesto sociale e familiare diverso, con esperienze di vita diverse;
ognuno ha qualcosa da raccontare.
Voglio citare un'altra frase del mio autore preferito, Sergio
Bambaren, tratta questa volta dal romanzo Vela bianca: "...non
è il verso in cui soffia il vento, ma il modo in cui orienti le
vele a determinare la direzione che prenderai, così come i
sogni possono influenzare il corso del tuo destino...".
Continuate a scrivermi, un po' alla volta sto leggendo e rispondendo a
tutte le mail che mi arrivano; qui purtroppo la connessione internet
è molto lenta e costosa, e non ho ancora una chiavetta internet
tutta mia; mi trovo praticamente "in the middle of nowhere", a meno di
300 km dal Sudan; davanti ho il mare, e dietro il deserto... e non
potrei essere più felice.
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