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FILIPPINE,
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PESCADOR ISLAND
Ancoriamo la "banca" a un corpo morto, nella parte meridionale di
Pescador Island, un'isoletta coperta di radi cespugli verdi, a
dieci minuti di navigazione dalla costa occidentale di Cebu. I due
grandi bilancieri stabilizzano la nostra caratteristica barca
stretta e lunga, capace di volare sull'acqua anche con un piccolo
fuoribordo. Le pareti dell'isola, alte qualche metro sulla
superficie dell'acqua, rendono difficile lo sbarco e precipitano
verticali nel blu. Dove però scompare immediatamente l'aria
inospitale e brulla, per lasciar spazio a uno spettacolo
variopinto e incredibilmente vivo.
Precipitiamo lungo la parete e sui venticinque metri di profondità ci fermiamo all'interno di una foresta di enormi rami di corallo nero. Curiosamente, ogni ramo ha una tonalità di colore diversa da quelli vicini: si passa dal caldo arancio al giallo sporco, al bianco panna. Essi sono avvolti da nuvole di minuscoli pesci coloratissimi, che si rintanano tra le fronde a ogni movimento o rumore sospetto. Più in là sembrano appoggiate sul fondo giare e anfore dalle forme irregolari. Avvicinandosi si riconoscono le caratteristiche grandi spugne, comuni dei fondali delle Filippine.
Il Sampaguita Resort consiste in un gruppetto di bungalows costruiti in armonia con la natura, in legno e bambù, e all'ombra di palme da cocco. La calma e la pace regnano indiscusse, scosse solo dal fruscìo della brezza sulle foglie frastagliate. Una bella terrazza di legno, a picco sul mare, funge da ristorante, dove i pasti sono un misto di cucina italiana perfettamente amalgamata con quella tradizionale, a base di pesce. Nella piccola insenatura che si apre subito sotto alla terrazza c'è il molo da dove si parte con la "banca" per le escursioni e le immersioni. Un capannone in riva al mare fa da base per preparare, riporre e sciacquare le attrezzature.
Altre creature appaiono brillare nello stretto raggio di luce della torcia. Le ascidie, a forma di piccole ampolle, qui nelle Filippine assumono colori che vanno dal turchino all'arancio fluorescente. Tra le fessure si scorgono le spugne incrostanti, e gli occhi, tanti occhi. Occhi di dozzine di animali che aspettano la fine dell'oscurità per tornare allo scoperto. La fine del coprifuoco. Si è consapevoli di essere immersi in un mondo affascinante ma selvaggio, in cui è in vigore la legge del più forte e del più astuto, la legge della natura. Non c'è niente di meglio, dopo una simile immersione, che passare subito, freschi di una bella doccia, al tavolo del ristorante dove ci attende la civiltà, una birra gelata San Miguel e un piatto di spaghetti al dente. Le giornate a Cebù passano così velocemente, volano via tra immersioni, escursioni (bellissima quella alle cascate di Kawasan, dove si può fare anche il bagno), gite in barca e il riposo all'ospitale resort. Per passare una serata più movimentata si può andare alla spiaggia di Panagsama, dove ci sono alcuni bar con la musica e anche qualche night-club. E il momento più magico? È sicuramente il tardo pomeriggio, quando, dopo un'intensa giornata di mare, sole e immersioni, ci si accomoda sulla poltrona di bambù della veranda del bungalow. Sullo sfondo del sole calante passa una processione continua di pescatori sulle loro minuscole "banca". Remano lentamente, stanchi di una lunga giornata sul mare. Alcuni si sono spinti fino all'Isola di Negros per prendere qualche tonnetto. Se la brezza lo permette alzano la vela, un insieme di stracci di tela e vecchi sacchi ricuciti. Nello stesso tempo altri pescatori escono, si dirigono nella direzione contraria, verso l'alto mare, per passare la notte con la lampara. Si incrociano. Si salutano. Poi ognuno continua per la sua rotta, di fronte a un mare dai mille riflessi dorati, rotto soltanto dalle scie, che si aprono sull'acqua calma, delle canoe coi bilancieri. Questo lento via-vai continua fino a dopo il tramonto, quando dal rosso fuoco si passa dolcemente all'oscurità e poi al buio: come stelle riflesse sul mare, l'orizzonte all'improvviso è costellato di lumini lontani. E la speranza di quei pescatori è appesa al richiamo del chiarore, in una notte senza luna. NOTIZIE UTILI
L'isola di Cebu si trova nella parte centrale dell'arcipelago
delle Visaya ed è un'isola montuosa e allungata, con una
parte pianeggiante a oriente, dove sorge la capitale Cebu City.
Cebu è famosa perché vide la fine di Magellano,
ucciso dal capo Lapu Lapu appena sbarcato sulla spiaggia
dell'isoletta di Mactan, collegata oggi alla capitale da un ponte.
Da sempre un importante centro di scambio, Cebu City è
diventata la seconda città e il secondo porto delle Filippine.
L'isola è collegata in aereo con Manila diverse volte al giorno dalla Philippines Airlines, ma vi fanno scalo anche alcuni voli Singapore Airlines da Singapore e Cathay Pacific da Hong Kong. Moalboal e il Sampaguita Resort, sulla costa occidentale, si raggiungono con due ore di automobile, superando la catena di montagne che separa i due versanti. Il viaggio è interessante e vario, si passa per le campagne e ci si immerge nella vita rurale filippina.
Da dicembre è attiva a Roma, via Bissolati 76, l'agenzia G.S. AIR, agente generale per l'Italia dell'Ente del Turismo delle Filippine e della Philippines Airlines. Non sono necessari visti di ingresso o vaccinazioni. Il fuso orario è di +7 ore rispetto all'Italia durante l'ora solare e +6 durante l'ora legale. La stagione buona per un soggiorno a Cebu è nel periodo tra ottobre e maggio, con la nostra primavera all'apice del tempo migliore. La corrente elettrica è 220 Volts ed è bene munirsi di un adattatore per le prese internazionali. |