RIDIMENSIONAMENTO
Stavamo riguardando i nostri appunti ma soprattutto i comunicati, le
informazioni giunte in redazione in questi ultimi mesi. Poche rispetto
agli standard a cui eravamo abituati fino a un paio di stagioni
addietro, a spanne la metà. Per noi che comunichiamo di mestiere,
questo ridimensionamento è una cosa che balza agli occhi, una cartina
al tornasole abbastanza eloquente di ciò che sta accadendo nel mondo
dei superyacht. La tensione, le good vibrations che a noi arrivavano
sotto forma di continue anteprime su progetti, di notizie di vari e di
contratti, d'informazioni finanziarie con la crescita a due cifre
delle aziende, sono un ricordo. Sempre osservando, stavolta il settore
in senso lato, e incrociando le poche informazioni valutabili come
attendibili e, soprattutto, quanto raccolto sul campo dai nostri
giornalisti, presenti in pratica a tutti gli eventi clou di inizio
stagione, ma molto più spesso in giro per marina e cantieri, appare
lampante il contestuale ridimensionamento che sta avendo il settore a
tutti i livelli. Le navi vendute, cioè le barche oltre i 24 metri di
lunghezza, sono poche, quelle molto grandi sono una vera rarità,
quelle grandissime un'eccezione. Insomma, il mercato sembra proprio
essersi ridimensionato, tornato a quello di dieci, forse vent'anni fa
in termini di volumi e in lunghezza media degli scafi ordinati. A
seguito di ciò, anche chi costruiva principalmente navi grandi e
grandissime, pare sia ormai orientato a ridimensionare il proprio
range, mettendo gli slot a disposizione di chi voglia farsi costruire
una super barca, ma di dimensioni più "umane". Sembra si stiano
ridimensionando gli appassionati della velocità, che in mare è
costosissima, in favore di chi va più piano e lontano spendendo molto
meno. Non a caso proprio il settore delle barche a motore
semidislocanti sembra essere quello che sta vivendo il momento
migliore. Navi più o meno vintage, classicheggianti o classiche,
addirittura a poppa tonda, in metallo ma anche in composito, fra i 30
e i 40 metri di lunghezza, con le quali poter navigare di notte e
stare in rada di giorno, restando autosufficienti e lontani dai porti
per giorni, settimane. In ambito vela si percepisce che le cose vanno
sostanzialmente meglio, anche se il mercato, comunque, non è facile.
Anche qui la voglia di spaziare agli armatori pare non manchi, per cui
si registra un buon interesse per i grandi velieri oceanici, barche
non tiratissime anche se performanti, indubbiamente solide, di comfort
elevato ed equipaggio ridotto, ma esagerati per servomeccanismi e
strumentazioni installate a bordo. Infine ridimensionati paiono i
gusti degli armatori, meno attratti dallo show off modaiolo anche in
fatto di design e allestimenti, tutto sembra meno ardito. Insomma, il
ridimensionamento del settore pare essere generalizzato, per molti
versi un ritorno al passato, a una nautica minore anche in tema di
superyacht. Sarà una fase transitoria, speriamo la più breve
possibile, ma comunque la base sulla quale ricostruire l'intero
sistema, speriamo più sano e maturo.
Fabio Petrone