RENDERING
Ci diceva un famoso architetto italiano incontrato a Ft Lauderdale per
il boat show - "Ormai l'uso che si fa dei rendering sui giornali
è una sorta di specchietto per le allodole o di spot
pubblicitario, dove si presentano barche che non si faranno mai, con
linee insostenibili o soluzioni inapplicabili... - e ancora - Dovete
stare attenti voi dei giornali perché la stampa nautica concede
troppo spazio ai disegni, ai rendering su cui si basa sempre
più la comunicazione di settore, ovvero a delle realtà
virtuali che proiettano un'immagine di un oggetto che non c'è,
che non esiste, che non si può fare, ma che comunque accredita.
Questo è fuorviante per il settore, per il mercato, per i
clienti..." Indovinate un pò? L'argomento è venuto fuori
a proposito di Why, la barca della quale si è più
parlato ai Boat Show di Monaco e Ft. Lauderdale, pur non essendoci. Si
concretizzerà mai, troverà un acquirente l'ultimo
clamoroso progetto che Luca Bassani, creatore del marchio Wally, ha
presentato in jont venture con Hermes, rarefatta maison del lusso? Ma
soprattutto, è fuorviante parlarne? Secondo noi, nò.
Perché specie in un settore come quello nautico dove
storicamente si innova poco, i progetti, anche semplici esercitazioni
formali capaci di stimolare lo sviluppo della nautica dal punto di
vista tecnico, del design, della funzionalità, vanno
presentati, servono da pungolo a tutti. Specialmente in un momento
come questo, dove la crisi obbliga e obbligherà progettisti,
designer e cantieri a riconsiderare i nuovi valori e le nuove esigenze
maturate dagli armatori, dando un volto diverso allo yachting. I
concetti di base espressi nel Wally Hermes Yacht, ad esempio,
focalizzano perfettamente l'attenzione e in un certo senso
suggeriscono quale potrebbe essere la strada da intraprendere per
innovare davvero. Non sappiamo se il progetto troverà mai un
finanziatore disposto a pagare i 100 milioni di euro necessari per
farlo diventare realtà, ma spazi, lusso, design,
fruibilità, ingegneria navale, tematiche ambientali ecc., su
questa nave/isola vengono trattati con spunti innovativi, molto
interessanti, che probabilmente contribuiranno ad aprire la mente di
molti, anche la nostra. Per carità, qualche dubbio di natura
tecnica o quantomeno qualche aspetto da approfondire per valutarne la
fattibilità o l'efficienza, viene pure a noi, specie quando il
concetto espresso è estremizzato, come quello di utilizzare una
carena tipo "Ramform", dalle proporzioni così insolite e dalla
conseguente notevolissima stabilità di forma. Però va
dato merito a Bassani, come accadde ai tempi del Wally Power 118' -
barca con scarso successo di vendite, ma ricca di contenuti molto
spesso ripresi - di aver guardato oltre, di essersi per primo
affacciato su quello che potrebbe essere il futuro dello yachting.
Fabio Petrone