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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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LE FORME ESTERNE DI UNO YACHTDisegnare uno yacht è un termine quantomai generico, specie oggi che i metodi empirici ed eroici della progettazione di un tempo si scontrano con consolidate esperienze di ingegneria navale - l'anglosassone Naval Architecture - e con tendenze altrettanto consolidate di design, inteso come come scienza delle forme. Oggi lo "yacht designer" è una professione che può essere praticata efficacemente solo da un gruppo di teste che lavorano insieme, specialmente sui grandi yacht dove tutto è dilatato, comprese le difficoltà.
È necessario avere in ogni momento la consapevolezza della tridimensionalità dell'oggetto e non bisogna lasciarsi tentare mai da una delle viste in particolare. Spesso accade il contrario e anche io e Dan Lenard cadiamo in tentazione generalmente affascinati dalla prua. Una prua alta, slanciata, agressiva è perfetta, sinonimo di potenza, soddisfa le esigenze dell'ingegnere navale, la vanità del designer e si raccorda facilmente con la vista di fianco dello yacht che assomiglia a una auto sportiva. E' necessario non lasciarsi tentare troppo per non intrappolarsi nella poppa. La vista da poppa è generalmente la più difficile da rendere bella perché questi yacht sono molto alti per esigenze strutturali e sebbene siano in realtà molto larghi, possono dare la sgradita impressione di essere delle cattedrali gotiche. Inoltre la zona di poppa è un condensato di esigenze funzionali: portelloni, scale, passerelle, linee di ormeggio, tutti elementi che stridono con l'armonia delle forme richiesta dagli armatori. Una brutta poppa o semplicemente una poppa poco equilibrata è uno dei difetti che odio di più, toglie agressività e genera una sensazione di insicurezza; quindi la peggiore cosa che si può fare in una barca è sbagliarne la poppa non riuscendo a mascherarne l'altezza. Siamo onesti: la poppa è poi la parte dello yacht che vediamo di più, è dunque vietato sbagliarla! Alcuni particolari rivelano talvolta la incapacità di tenere sotto controllo la vista di fianco dello yacht, in realtà quella più facile da ideare. Uno di questi è l'uso di vaste fasce colorate di scuro o di finte finestre ottenute con zone colorate. Questo artificio bolla immediatamente uno yacht di "povera architettura di esterni". Si ricorre ai fascioni colorati e alle finte finestre quando, in mancanza di altre idee e di capacità di generare forme interessanti, il designer prova a far diventare "filante" una modesta barca che spesso assomiglia ad un autobus. Le parti scure sono importantissime perché controllano la impressione di altezza dello yacht , lo rendono appunto più "sportivo" e ne fanno percepire le rotondità allontanando l'effetto "parete" di condominio che talvolta si percepisce camminando di fianco a un grande barca. Queste parti scure così importanti per dare carattere alla barca, sono da generare con l'uso delle ombre e quindi delle forme e non certo della pittura. Tutta questa attenzione per le forme esterne potrebbe sembrare eccesiva, in fondo tutti i grandi yacht appaiono belli e luccicanti. Quando sono nuovi. Esiste un filtro speciale e potentissimo che generalmente ci rivela se un disegno è di successo o è solo un modesto yacht. Questo filtro è il tempo. Molto impietosamente il tempo mette a nudo i difetti delle vecchie barche e allontana inesorabilmente quelle belle da quelle brutte: le belle saranno sempre più belle e ricordate come "classici" e quelle brutte sempre più brutte e nominate in banchina come "difficili da vendere" o "Per amatori"o "di nicchia", ma in realtà semplicemente passate. Ciò accade invariabilmente sia per i grandi yacht che per le barche piccole, quindi la nostra preoccupazione principale nel disegnare le forme di uno yacht è di chiederci: cosa penserà il mercato di questa barca fra dieci anni. E ciò non per vanità personale ma per proteggere il valore della barca e l'investimento di chi la costruisce. I megayacht hanno raggiunto budget molto alti ed una componente importantissima del progetto, che va oltre la pura bellezza, la solidità, le buone caratteristiche marine e il pedigree del cantiere costruttore, è senza dubbio la sua longevità sul mercato, cioè la sua capacità di non perdere troppo valore e rimanere un classico. Se per proteggere una barca piccola si sfrutta il famoso effetto "assegno circolare"(che spesso circolare non è), acquistando le grandi marche, nei megayacht il nome del costruttore ha una rilevanza inferiore: si valuta ciò che si compra, si valuta veramente lo yacht. Ecco dunque spiegato il fatto che nei megayact spesso ci imbattiamo in barche nuove ma dal disegno un poco vecchiotto. Le chiamano classiche. Il loro disegno dovrebbe in teoria rassicurare il mercato. Io non credo che ciò sia vero. Comprereste voi una macchina dalla linea anonima o peggio una replica?. Lo yacht deve essere bello e avanzato perché deve riflettere la personalità di chi lo compra anzi, deve avere una propria personalità e questa personalità va creata fino in fondo senza esitazioni. Certamente non bisogna cadere nella stravaganza ma è proprio questo che distingue i buoni disegni da quelli mediocri. Se proprio desideriamo uno yacht che si rifa al classico, dobbiamo disegnarlo in modo che dia una "impressione" di classico , non che sia una copia. In fondo tutti quei begli yacht degli anni passati che oggi chiamiamo classici, erano ai loro tempi giudicati modernissimi e avanzati. |