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SUPERYACHT #485
Settembre 2002

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Testo e foto di
Lino Pastorelli


DIANO 24

Un leggero brontolio lontano, quattro comandi secchi agli ormeggiatori per staccarsi dal molo di Santa Margherita è tutto quanto si sente; poi il paesaggio sfila lentamente fuori dalle grandi vetrate e il Diano 24 si immerge, silenzioso fantasma bianco, nella bruma della prima calura estiva. Il Comandante da gas, la barca si assetta: 15, 20, 25, 30 nodi; si intuisce la velocità dagli strumenti e da quanto Portofino ci venga velocemente incontro: null'altro.

Nell'atmosfera ovattata e fresca del salone, i 35 gradi esterni non si sospettano nemmeno, mentre Mario Diano, creatore della barca, ci illustra la filosofia che è alla base della sua produzione: pochi pezzi, due all'anno nel caso dell'80', e di qualità elevatissima; non a caso si fregiano di Classe CE, Classe RINA, Croce di Malta.

  



















Tutti i panfili di Diano sono costruiti nel materiale più nobile e antico usato in marineria, e il legno per i mastri d'ascia del cantiere di Riva Trigoso ha ormai pochi segreti. Il doppio fasciame in compensato e mogano massello, con spessori di 40 mm per l'opera viva e 20 mm per fiancate e sovrastrutture, le ordinate maestre in rovere disposte a 40 cm, intercalate da ordinate secondarie, la massiccia chiglia in lamellare di mogano, il triplo trattamento West System seguito dai cicli di verniciatura Boero e AWL Grip finale, creano uno scafo eccezionalmente robusto e monolitico. La carena, una classica planante con pattini di sostentamento e angolo di uscita sui 12-13°; ormai collaudatissima, è adottata anche su altri modelli del Cantiere: carena che "tiene" non si cambia! Una visita alla sala macchine, vero cuore pulsante dell'imbarcazione, rivela quanto sia importante la sostanza, oltre l'apparenza, per Mario Diano: con un'impiantistica elettrica, idraulica e antincendio, di prim'ordine, ospita due possenti Caterpillar da 1420 Hp cadauno, capaci di spingere la barca a 27 nodi di crociera e oltre 30 di massima; 7500 litri di gasolio e 2000 d'acqua concedono, a questa velocità, oltre 500 miglia d'autonomia. Molto curato lo studio dell'insonorizzazione, con strati alterni di lastre in piombo e materiali speciali per l'abbattimento di tutte le frequenze; si accede alle macchine dal ponte, con una scala che conduce anche ai quartieri dell'equipaggio, cabine doppie con bagni separati. Il lay-out interno del Diano 24 è scelto dal cliente: è giusto che chi acquista qualcosa di simile a un pregiato mobile su misura, lo personalizzi completamente, a seconda delle proprie esigenze. In questo caso la disposizione è abbastanza classica; sul ponte principale il living, salone e angolo pranzo, volendolo, sono isolati dai locali di prua e dal cockpit; aria condizionata, come nei restanti ambienti, ampio divano e tavolo da pranzo per otto persone, stereo, televisione a cristalli liquidi, un arredo lussuoso a motivi di mare e ovunque le calde nuances del ciliegio; anche il pavimento qui è in doghe della stessa essenza. A pruavia, il locale cucina, previsto per un vero utilizzo nella più italiana (al massimo francese) accezione del termine: tavolo a scomparsa per l'equipaggio, due frigoriferi di buona capacità, diversi armadi, un surgelatore, compattatore rifiuti, un grande lavello doppio, lavastoviglie, cucine a sei fuochi, piano di lavoro, forno comodo per un branzino di 10 kg, cella frigo cantina e affettatrice. La plancia comando, punto nevralgico che racchiude tutti i quadri elettrici di controllo e la ricca dotazione elettronica di bordo, offre un completo controllo visivo e strumentale sull'orizzonte di navigazione; il telecomando amovibile per motori e bow-thruster, permette al comandante di manovrare spostandosi ovunque sul ponte. Scale interne portano al flying bridge e al piano inferiore, dove la suite armatoriale, posta verso poppa, e tre comode cabine doppie, ovviamente dotate di bagno privato e doccia, accolgono i fortunati ospiti. Essendo questo un custom, ogni elemento dell'arredo richiede un meticoloso studio per l'ottimizzazione degli spazi, effettuato da Mario Diano stesso, come, del resto, ogni altra cosa: dalle linee di carena ai profili, allo sviluppo di pesi e volumi. Il ponte superiore, dal vasto prendisole centrale rialzato, ospita un comodo tavolo con divano e la plancia comando; qui, davanti alle sedute per pilota e copilota, una spessa lastra in plexiglas sollevabile protegge i comandi e i ripetitori degli strumenti di guida. A poppavia del roll-bar, abbastanza avanzato come sempre in questo tipo di scafi, è posizionato il tender in dotazione, un gommone di 4,5 metri in questo caso, con relativa gruetta di varo. Il pozzetto, semplice ed essenziale, riparato dal sovrastante flying, sembra una dependance del grande salone; utilizzabile in caso di tramonti infuocati o romantiche cene, ospita un tavolo per otto persone. I passaggi laterali, larghi e ben protetti, corrono sulle fiancate fino al prendisole di prua.

Il rientro e l'ormeggio a Santa passano inavvertiti; i winch di tonneggio elettrici facilitano ogni cosa e il Prosecco offertoci dalla nostra incantevole guida è fresco al punto giusto: anche la "white wines zone" del frigo cantina svolge il suo compito impeccabilmente come, del resto, tutte le "facility" presenti a bordo.

SCHEDA TECNICA

Lunghezza fuori tutto: m 24,00
Larghezza massima: m 6,10
Pescaggio: m 1,95
Dislocamento: 60.000 kg
Carena: a "V"
Materiale di costruzione: legno
Posti letto: 12
Motorizzazione: 2x1.420 HP Caterpillar
Capacità serbatoio carburante: l 7.500
Capacità serbatoio acqua: l 1.600.

Per informazioni: Diano Cantiere Navale - via Vespucci, 16037 - Riva Trigoso (GE) - Tel +39 0185 44706 Fax +39 0185 482213.