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REFITTING AI C. N. DI SESTRI
Intervista a Fulvio Montaldo, responsabile dei Cantieri Navali di Sestri Abbiamo curato il restauro di un prestigioso "bialbero" di 32 metri. La barca è arrivata nei nostri cantieri nell'ottobre del 1995, dopo alcune stagioni di charter in Mar Rosso. Aveva bisogno di lavori di manutenzione di scarso rilievo, per la sistemazione di alcune zone della coperta e degli interni. Durante la permanenza all'attracco, l'imbarcazione rimase completamente danneggiata in seguito a un incendio doloso, per parecchi mesi rimase sotto sequestro per le indagini dell'Autorità Giudiziaria. Una volta dissequestrata, fu venduta dapprima ad un armatore monegasco che la pagò "a peso di ferro" come relitto. Il nuovo proprietario, dopo aver iniziato i lavori di rifacimento delle strutture, morì anzitempo lasciando lo scafo in stato d'abbandono per altri tre anni.
Come avete completato il suo recupero e con quali finanziamenti? Un armatore francese decise di acquistare la barca e di avviare, in modo definitivo, il programma di ristrutturazione totale che, dopo due anni, stà per concludersi. Oggi la barca risulta iscritta come "charter-yacht" al registro delle navi commerciali francesi e ha ricevuto la certificazione e la classificazione dal "Bureau Veritas". Quali sono i materiali che compongono lo scafo e come si è proceduto alla ricostruzione delle parti seriamente danneggiate? L'opera viva è d'acciaio mentre coperta e sovrastrutture sono d'alluminio. Alcune lamiere del fasciame sono state sostituite perché le radiografie e i test agli ultrasuoni sulle saldature non ci rassicuravano. La coperta e gli alberi, sono stati ricondizionati quasi integralmente. Quando fu varato questo maxi-yacht e qual è il suo nome attuale? La barca è stata costruita nel 1979 su disegno di Giorgetto Magrini nei Cantieri Ortona Navi, l'ultimo "maxi" prodotto con questo marchio prima che Perini cominciasse a realizzare i propri scafi in quelle strutture. La barca è nata come "Toy", poi "Toy Wind" oggi "Bartabas". Com'è stato curato il ricondizionamento interno della barca? L'armatore si è lasciato guidare dai vostri consigli oppure ha deciso autonomamente gli allestimenti interni? Tutte le fasi sono state seguite da una persona di fiducia dell'armatore, assai capace, che non ha affatto ostacolato il nostro lavoro. Per ciò che riguarda le scelte operate sottocoperta, l'armatore ha voluto fornire agli interni un'impronta decisamente personale, peraltro sostenuta, occorre rimarcarlo, dal suo ottimo gusto estetico. Quali sono state le problematiche da risolvere per il delicato restauro di una barca così importante? Su maxi-yacht di tale portata, l'aspetto tecnico è veramente complesso. La barca è stata ricostruita con criteri di sicurezza all'avanguardia e soluzioni tecniche veramente interessanti, capaci di garantire prestazioni e grande autonomia. Un altro aspetto di difficile gestione è stato quello legato alla logistica. Far convivere tante ditte, che operavano contemporaneamente cercando di rispettare i tempi di lavorazione, non è stato facile. Con un pizzico di presunzione, posso affermare che la nostra esperienza e l'abitudine a gestire operazioni di così alto livello, ci ha senza dubbio favorito. Un'ultima domanda di carattere "operativo". Alla luce del via ai lavori per l'esecuzione del Porto Turistico di Sestri Ponente, come giudica il progetto esecutivo e le ripercussioni sulla vostra attività? Finalmente, dopo circa quindici anni di parole, si passa ai fatti. Quello che più ci preoccupa è che questi lavori siano di ostacolo per le nostre attività, anche se abbiamo ricevuto ampie rassicurazioni in merito da parte dell'Autorità Portuale. In prospettiva, non possiamo che essere contenti del fatto che "Marina di Sestri" diventi uno dei più grandi approdi del Mediterraneo, con 2.300 posti barca e tre grandi cantieri che gestiranno parte delle aree a terra. Senza contare l'indotto implementato da altre piccole realtà commerciali che contribuiranno ad accrescere qualitativamente il ventaglio dei servizi offerti. Cantieri Navali. di Sestri; via Cibrario 3; 16154 Genova; tel. +39 010 6512476; fax +39 010 6512282. |