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SUPERYACHT #485
Settembre 2002

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Dag Pike


SUNSEEKER PREDATOR 95

Gli yacht Sunseeker sono in continua evoluzione. In un momento in cui diversi cantieri stanno costruendo imbarcazioni da 80 piedi (24,5 metri) capaci di esprimere velocità attorno ai 35 nodi, il cantiere inglese ha costruito un nuovo 95 piedi che supera i 45. Questi numeri da soli non sembrano dire molto, ma questo nuovo modello porta la motonautica a motore e il cantiere Sunseeker in un mondo completamente nuovo.

Si perde forse l'ebbrezza dell'alta velocità, tipica dei piccoli motoscafi veloci ma, in un contesto complessivo che somma stile e prestazioni, il Predator 95 risulta essere davvero innovativo. Le forme esuberanti che avevano caratterizzato i primi yacht del cantiere, sono state sostituite da linee molto più eleganti, comunque in grado di fornire emozioni. Un mix di potenza e semplicità, come una classica Aston Martin il cui stile è così proporzionato e d'impatto da non richiedere ulteriori elaborazioni per colpire l'occhio.

  



















Già osservando questo motoryacht in banchina se ne apprezza la linea, un sottile gioco di equilibri dove tutto sembra inserirsi perfettamente, nonostante le dimensioni. Avvicinandosi da prua, dove lo scafo s'innalza con un'inclinazione mozzafiato, si capisce che il ponte si trova a 4 metri dalla superficie dell'acqua e, solo allora, ci si rende conto delle dimensioni e del meraviglioso lavoro che i progettisti hanno compiuto per creare quest'opera d'arte. Il profilo è sorprendente perché lo scafo, molto profondo, è sormontato da una sovrastruttura "minimalista", che sembra quasi scomparire nelle forme dell'opera viva. Il modo in cui la linea della tuga, a prua, s'inserisce sotto le finestrature della timoneria, per poi terminare con uno spoiler, è poesia pura. In uno yacht con queste performance, una punta di aggressività era necessaria ed è stata ottenuta aggiungendo una linea che, partendo dal vertice superiore del parabrezza, corre su tutto l'hard top, dove è stato inserito anche un piccolo albero aerodinamico, trasversale. Nella sezione centrale sono state installate ampie finestrature verticali, oblique, per conferire maggior luminosità al salone. Queste sono praticamente invisibili dall'esterno perché incastonate nello scafo e perché prive di cornici in acciaio inossidabile. Lo scafo presenta una V profonda degradante, con deadrise di 13°, per consentire una navigazione dolce in piena velocità. L'angolo accentuato della prua permette un facile inserimento nell'onda e tutta la struttura è stata progettata per una navigazione confortevole. A poppa, gli scarichi dei motori sono integrati nello scafo, a pruavia della piattaforma poppiera. La loro sonorità con barca ferma è sensibile ma, non appena il Predator accelera e si dirige verso il mare aperto, il ruggito dei motori sembra disperdersi. Una lunga piattaforma poppiera offre protezione agli Arneson Drive sottostanti e può essere alzata e abbassata, per mettere in mare e recuperare più facilmente il tender. La piattaforma ha una parte girevole, dove è possibile sistemare una moto d'acqua e dalla quale può essere facilmente varata. Il tender principale viene invece alloggiato nel garage, accessibile da poppa tramite un portellone che si apre verso l'alto. Sopra di esso, una zona prendisole molto estesa permette di prendere il sole senza invadere il pozzetto. A pruavia di questa si trova il primo di una serie di divanetti che cingono il pozzetto. Questo, i passavanti e la coperta, sono interamente rivestiti teck. Il prendisole prodiero è così spazioso da ospitare ben 10 persone e, ai lati, sono presenti diversi gavoni per lo stivaggio di cime e parabordi. Murate di mezza altezza con eleganti corrimano circondano tutto il ponte. Dal pozzetto, una bellissima porta curva, in acciaio, permette l'accesso al salone. Qui lo stile, anche se volutamente semplice, è di alta qualità. I divani sono in pelle color crema e gli interni sono in ricco ciliegio laccato. Lo sguardo si posa poi sulla la timoneria, dove 4 poltrone regolabili dominano la scena. Di fronte a esse si trova l'imponente console in noce, con gli strumenti motori al centro e gli schermi degli apparati elettronici ai lati. L'hard top che protegge il vano è dotato di apertura scorrevole, in grado di fornire aria e luce. Lo stile lineare utilizzato da Ken Freivokh per il "main deck" si ritrova anche nel ponte sottostante. La scala d'accesso scende sopra alla cucina dove un'isola, con una superficie d'appoggio, separa questa zona dal salone vero e proprio. La cucina ha piani in granito nero che, insieme all'acciaio spazzolato del frigo, creano uno stile pulito e sofisticato, addolcito nel salone dai rivestimenti in pelle e dagli inserti in legno. Una porta a poppavia permette l'accesso alla cabina dell'armatore, collocata a centro barca, che sfrutta l'intero baglio dello scafo. A prua del salone ci sono 2 cabine ospiti, una a 2 letti e l'altra con matrimoniale, appena rialzate e caratterizzate dalle stesse finiture di qualità che ben si inseriscono nello stile classico degli interni. Tutti i servizi hanno piani in granito nero e ampi box doccia.

La sala motori è un capolavoro degno di uno yacht di questo tipo, capace di accogliere ben tre MTU da 1.800 HP ciascuno (questa è la configurazione del modello da noi provato), dove quello installato al centro è sfalsato, posizionato più in basso rispetto ai due motori laterali. Tramite i riduttori ZF, la poderosa cavalleria viene trasferita alle eliche di superficie Arneson. In un batter d'occhio il Predator raggiunge i 30 nodi e poi, più dolcemente, sale fino a 46. Non è necessaria quasi nessuna regolazione degli Arneson Drive tranne per un leggero innalzamento dell'elica centrale quando si va al massimo della velocità. Con i motori a 1500 giri/min, questo yacht naviga comodamente a 30 nodi con un'autonomia, a tale velocità, di 600 miglia. La timoneria è appena appruata per consentire al pilota una maggiore sensibilità alle condizioni del mare. Virare in velocità è un'esperienza entusiasmante, con il Predator che si inclina all'interno della traiettoria come un motoscafo da corsa. Le dimensioni e prestazioni del Predator 95 sono entusiasmanti e anche se sono proposte versioni meno potenti, è difficile credere che i potenziali armatori non accettino di installare la massima motorizzazione possibile su questo modello innovativo.

SCHEDA TECNICA

Lunghezza f.t.: 28,75 m
Lunghezza al galleggiamento: 21,16 m
Larghezza: 6,30 m
Pescaggio: 1,20 m
Dislocamento: 68.000 kg
Capacità acqua dolce: 1.200 litri
Capacità carburante: 9.000 litri
Velocità massima: 46 nodi
Velocità di crociera: 30 nodi
Autonomia a 30 nodi: 600 miglia
Motorizzazione: 3 x MTU V16 da 2.000 cv
Motori optional: 3 x MTU V16 da 1.826 cv - 2 x MTU V16 da 1.826 cv - 2 x MTU V16 da 2.000 cv Propulsione: riduttori ZF e Arneson Drives
Propulsione optional: Linee d'assi tradizionali
Generatori: 2 Kohler da 23 kW
Strumentazione elettronica: Furuno e Raymarine
Apparecchi video e audio di bordo: Panasonic e Sharp
Architetti navali: Don Shead and Sunseeker Design
Progettazione esterni: Sunseeker Design
Progettazione interna: Ken Freivokh
Cantiere costruttore: Sunseeker - West Quay Road - Poole Dorset BH15 1HW - Inghilterra - Tel +44 1202 666060 - Fax +44 1202 666767