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SUPERYACHT #494
Giugno 2003

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo


PROGETTAZIONE

Yacht nuovo o restauro
di barche d'epoca o da lavoro?

Una volta progettare un grande yacht o prevedere di rimetterne a nuovo uno del passato, significava rivolgersi a professionisti che avevano ruoli ben definiti. La prima figura professionale da coinvolgere era quella dell'architetto navale, il quale avrebbe progettato ogni cosa, dalle linee d'acqua alla sistemazione degli interni. In seguito sarebbe intervenuto un arredatore, il quale avrebbe espresso le sue capacità professionali con la scelta di colori e materiali per i rivestimenti e con la sistemazione del mobilio.

Con il tempo le cose sono cambiate e oggi i ruoli sono meno definiti, infatti, per costruire o restaurare un'imbarcazione di grandi dimensioni, si parte da un designer, ossia, uno stilista il cui compito include dallo styling esterno alle uniformi dell'equipaggio. L'architetto navale ha il compito di adattare al lavoro del designer uno scafo appropriato, in grado di sviluppare le prestazioni richieste dall'armatore, di rispondere agli standard di sicurezza internazionali. In alternativa a questo percorso, il progetto può avere inizio con il lavoro di un architetto navale, che in questo caso si limita alla progettazione preventiva delle linee d'acqua. Poi interviene lo stilista, il quale sviluppa il disegno del layout esterno per poi passare tutto a un arredatore per il progetto degli interni. Ognuno ha il suo compito specifico per ottenere quanto richiesto dal committente, richieste che spesso si basano proprio sulla disposizione degli interni e sull'estetica dell'insieme.

Negli ultimi anni si è osservata una tendenza molto interessante, il vintage applicato allo yachting. Conversione, rinnovamento, trasformazione e recupero di scafi d'epoca. Di vintage sentiamo spesso parlare nel settore dell'arredamento, nella moda e nell'oggettistica, ma ora s'impone anche nel mondo delle grandi barche. Volendo fare un parallelo con il proverbio "botte vecchia fa buon vino" potremmo affermare che "scafi vecchi fanno buoni yacht".

Naturalmente è una forzatura, ma forse parte proprio da quest'equazione la voglia che molti armatori hanno di adattare alle attività diportistiche vecchi rimorchiatori, barche da pesca, scafi militari e altri mezzi in passato dedicati alle attività professionali. Ne consegue che lo yachting si arricchisce d'imbarcazioni prestigiose che sfuggono alla logica dell'innovazione progettuale, della ricerca stilistica tesa allo sviluppo di forme originali, mai viste prima e al passo con i tempi. Al contrario, linee classiche e insolite per questo modo di interpretare il mare s'impongono e il risultato è comunque uno yacht di lusso e molto personale. Non a caso alcuni cantieri realizzano imbarcazioni dai contenuti all'avanguardia, ma dal gusto tipicamente retrò, al fine di combinare al meglio la voglia di antico di tanti armatori con le risorse che la tecnologia moderna offre.

Le ragioni che spingono alcuni appassionati a preferire vecchie barche da lavoro a nuovi progetti sono principalmente due. La prima è la riconosciuta affidabilità che questi scafi, data la loro vocazione progettuale, sono in grado di assicurare. La seconda risiede invece, nei tempi necessari per trasformare per esempio, un rimorchiatore in uno yacht, a fronte di quelli necessari per la costruzione di un nuovo superyacht. Nel primo caso il tempo d'attesa per entrare in possesso della barca è mediamente di sei mesi, mentre nel secondo talvolta si superano i due anni. Tuttavia sono necessarie delle considerazioni, il mercato dei rimorchiatori o di altre navi da lavoro non è alla portata di tutti, trovare la nave o la barca giusta da trasformare o restaurare richiede competenza. Inoltre, i costi di trasformazione spesso sono pari a quelli necessari per la realizzazione di una barca di pari dimensioni di nuova costruzione. Insomma, la scelta per un appassionato non è affatto semplice. Le offerte del nuovo sono accattivanti e i cantieri lasciano all'armatore la facoltà di adattare ogni cosa ai suoi gusti. Le vecchie barche hanno un fascino unico e possono essere anch'esse sviluppate su misura ma non sempre è facile reperirle in condizioni adeguate.

Cosa spinge un armatore in una o nell'altra direzione? La parola dovrebbe necessariamente andare a due armatori che hanno fatto scelte diverse, probabilmente dalle loro osservazioni scopriremmo che la variabile non è nella scelta della barca ma a monte, ossia, l'approccio con l'elemento mare. La scelta di uno yacht di nuova concezione o di un rimorchiatore adattato allo yachting, è in qualche modo espressione del rapporto che l'armatore ha con il mare. Non esiste una scelta migliore, ma solo un modo diverso di vivere l'elemento naturale. Da professionisti del settore siamo attratti allo stesso modo da entrambe le alternative. Una per i suoi contenuti tecnologici e per le innovazioni stilistiche, l'altra per la capacità di alcuni cantieri di rendere una vecchia nave adibita a scopi professionali uno yacht di lusso molto attraente.

Navigare a bordo di uno yacht che ha solcato i mari per la prima volta molti decenni addietro è sicuramente affascinante. Ma altrettanto affascinante è affrontare una crociera a bordo di un moderno e lussuoso yacht, frutto dell'ingegneria e della tecnologia attuali. Certamente tra i due esistono notevoli differenze che vanno ben al di là dell'aspetto estetico, in particolare per quanto riguarda le linee d'acqua, ma anche per gli spazi interni. Nel caso di navi da lavoro adattate allo yachting, gli interni vengono completamente riconcepiti, ma pur sempre costretti nelle sovrastrutture originali. In uno yacht di nuova concezione come abbiamo visto, spesso si parte proprio dalle esigenze di spazio per poi approdare a linee d'acqua, pesi e volumi adeguati. Cercare di svelare il segreto della scelta giusta è davvero impresa ardua, ma come abbiamo già detto forse non esiste, si tratta semplicemente di scelte diverse come quella che spinge un armatore a preferire uno sloop piuttosto che un motoryacht.