
SUPERYACHT #497 Settembre 2003
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

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Intervista di Fabio Petrone a Gianfranco Rizzardi
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Gruppo Posillipo/Rizzardi "ALTA SARTORIA" DEI SUPERYACHT
Grande preparazione tecnica, capacità manageriali, lungimiranza
imprenditoriale. Questi, secondo noi, sono i cardini attorno ai quali
ruota il successo di Gianfranco Rizzardi, personaggio quasi
inafferrabile anche per il giornalista "segugio", visto il suo impegno
a 360° nella gestione e crescita del proprio cantiere.
Un vero e proprio "stacanovista" che divide il suo tempo fra la
produzione, coinvolto in prima persona nelle scelte, nella ricerca di
soluzioni tecniche, nello sviluppo delle barche in produzione e nella
nascita dei nuovi modelli, gli incontri con i dealer e i clienti, la
gestione amministrativa, i continui viaggi che lo portano ad essere
presente in tutte le più importanti rassegne espositive del
mondo e a promuovere le proprie imbarcazioni con iniziative mirate,
realizzate ad hoc. Come se non bastasse, c'è l'impegno nella
motonautica sportiva, seguendo le proprie barche e i suoi figli che le
pilotano, nelle varie tappe del campionato mondiale endurance. Una
passione viscerale per il suo lavoro, per il mare e per quanto di
bello ci naviga sopra, che ha contribuito in maniera determinante nel
portare il cantiere Rizzardi, con i suoi open, e il marchio Posillipo,
con i suoi fly e superyacht, a traguardi forse impensabili ai più.
Lei è riuscito ad affermare i suoi motoryacht in un contesto
estremamente difficile, dove la concorrenza nazionale ed estera
è davvero agguerrita, soprattutto perché in buona parte
composta dai grandi gruppi della cantieristica internazionale. Qual
è il segreto?
Noi siamo un piccolo gruppo, se di gruppo si può parlare, e per
farle un esempio esplicativo, ci poniamo sul mercato come l'alta
sartoria. Un conto è l'abito di pronto moda o giù di
lì, un altro è l'abito sartoriale. Abbiamo puntato sulla
qualità e sul cliente. Da noi scelgono i particolari,
partecipano alla creazione del proprio yacht stando qui in cantiere.
Qualità significa anche ricerca tecnologica e innovazione, su
questo abbiamo investito molto all'inizio e continuiamo a farlo con
estrema professionalità. E poi vuole mettere? Con i nostri
clienti qui instauriamo prima di tutto un rapporto d'amicizia, quello
fiduciario che per noi è importantissimo.
Lo scorso anno, in occasione del Salone di Cannes, avete presentato
il primo superyacht oltre i 100 piedi di lunghezza. Come ha risposto
il mercato a questo debutto?
È stata davvero un'impresa, anzi parlerei proprio di sfida, e
ben riuscita. Il mercato ha indubbiamente risposto con grande
interesse al nostro Technema 105'. Potrei dirle delle richieste che
abbiamo avuto... ma vorrei sottolineare che siete stati proprio voi,
della stampa specializzata, ad aver mostrato grande "curiosità"
verso la nostra barca, con giudizi sempre molto positivi che hanno
contribuito a far conoscere il prodotto e a farlo apprezzare.
Rispetto a un motoryacht fly di medie dimensioni, quali differenze
sostanziali ha riscontrato nella progettazione e poi nella costruzione
di una barca tanto più grande?
A livello di progettazione non abbiamo avuto difficoltà di
sorta, il Technema 105 ha seguito lo stesso ciclo che normalmente
viene utilizzato sulle altre barche più piccole della nostra
gamma. Qualche problema, invece, c'è stato per la logistica, lo
spazio fisico da dedicare alla costruzione e a tutte le operazioni di
allestimento e varo di una barca così grande. Anche il
trasporto, per uno scafo di tali dimensioni non è cosa facile,
ed è per questo che recentemente ho acquistato la nostra nuova
struttura di Fiumicino.
Il Technema 105 è stato realizzato interamente in casa?
Certo, è sempre stata questa la nostra prerogativa, che abbiamo
voluto mantenere anche per l'ammiraglia. Anche lo studio
dell'engineering è frutto del lavoro dei progettisti del
cantiere. A questo ci tengo molto.
Avete dovuto adeguare le vostre strutture produttive ed eventualmente in che modo?
Come le dicevo, ho investito su Fiumicino per l'acquisto di un
cantiere che ha lo sbocco sul mare. Questa struttura è, secondo
me, particolarmente strategica proprio perché apre nuove
prospettive di crescita, soprattutto per le future ammiraglie della casa.
Qual è la strategia commerciale secondo lei più
idonea per la vendita di questo tipo di barche?
La crescita graduale del cantiere è andata di pari passo con la
crescita dei progetti e dell'organizzazione della rete commerciale.
Poi è stato molto importante partecipare ai saloni nautici di
maggior lustro per la nautica da diporto, ottime vetrine
internazionali dove gioca anche il confronto con i vari concorrenti e,
da qui, la voglia di migliorare sempre.
Cos'è che è piaciuto di più del Technema 105 e
cosa invece migliorerebbe?
Tra le cose che sono piaciute di più c'è senz'altro la
volumetria della barca, che si traduce in spazi comodi,
fruibilità e abitabilità incondizionate per tutti gli
ambienti. In molti, poi, hanno apprezzato l'originalità della
colorazione esterna. Sotto l'aspetto tecnico, tutti sono rimasti
colpiti dalle prestazioni della carena, un must imprescindibile per
Posillipo, il segno distintivo che accomuna tutti i nostri fly.
Chiunque abbia provato la barca non ha trovato alcun difetto, il 105
va benissimo così. Il nostro secondo cliente, ad esempio, ha
apportato solo alcune modifiche per ciò che concerne gli
interni, ma ciò rientra semplicemente in un'esigenza
dell'armatore, che pretende una barca "tagliata" su misura per le
proprie necessità. D'altronde, come le avevo detto prima,
è anche per questo che si rivolge a noi, per avere una barca "ad hoc".
Come e quando amplierete la gamma dei superyacht Posillipo?
Veramente è quello che stiamo già facendo. Attualmente,
in cantiere abbiamo in costruzione i primi esemplari del nuovo
Technema 95 e il primo di questi inediti superyacht prevediamo di
consegnarlo entro fine anno. Far crescere la propria gamma, renderla
più articolata, per un cantiere significa saper rispondere
meglio alle diverse esigenze dei clienti, che possono così far
spaziare la loro scelta su un range di proposte di grande
qualità. Per noi, sono loro il punto di riferimento.
Con il marchio Rizzardi, invece, recentemente avete presentato una
nuova ammiraglia della gamma, la CR 73 Top Line. A quando un
superyacht open Rizzardi?
Anche su questo abbiamo in serbo un nuovo progetto. È ambizioso
ma per noi è importante porci delle sfide. Lo "step by step"
è stata sempre la carta vincente del Gruppo Rizzardi e anche in
questo caso la nostra filosofia viene pienamente rispettata, per cui
ci stiamo concentrando molto su di esso. Al momento, l'unica anteprima
che le posso fare è che stiamo lavorando su un CR 110.
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