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SUPERYACHT #501
Gennaio 2004

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di Corradino Corbò a Peter Lürssen, titolare dell'omonimo cantiere


LÜRSSEN, GARANTIRE IL MEGLIO AD OGNI COSTO

Friedrich Lürssen amava le barche da lavoro e adorava sperimentare. Due elementi che, combinati assieme, lo portarono ad aprire i battenti di un cantiere davvero speciale, non lontano da Brema, nella Germania settentrionale. Era il 1875. I pescherecci - subito apprezzati per l'eccezionale solidità - furono presto affiancati da imbarcazioni da record, da yacht innovativi e, persino, dalle ipertecnologiche gondole destinate ai dirigibili Zeppelin. Questo perfetto mix di tradizione e ricerca avanzata ha trovato una garanzia di continuità nel passaggio di testimone da una generazione all'altra: la quarta, quella attuale, dirige oggi uno dei cantieri più importanti del mondo per la produzione di megayacht e di navi militari speciali.

Dalle loro stanze, sobrie ed eleganti, Friedrick e Peter Lürssen possono guardare solo una piccola parte dei 350.000 metri quadrati sui quali si sviluppano gli stabilimenti: una parte delle banchine che si affacciano sul fiume Weser, un paio di padiglioni, l'eliporto privato dove atterrano i potenti della Terra, desiderosi di veder crescere le loro regge galleggianti.

Ma al di là dei limiti imposti dal campo visivo, il controllo dei due fratelli si estende e si approfondisce in modo capillare grazie un'organizzazione che non teme confronti. Non potrebbe essere altrimenti, per un'azienda che costruisce yacht entro una fascia di grandezza che quasi spaventa - da 40 a 150 metri di lunghezza - ma che, in realtà, non ha limiti di sorta, né dimensionali né di preziosità. Perché questo è esattamente ciò che i suoi clienti cercano. Ne parliamo proprio con Peter, che ci dedica un'intera mattinata, accompagnandoci in una visita che inizia da uno dei settori più top-secret della Lürssen: quello dei moke-up.

Che cosa succede, esattamente, in questo grande padiglione dove è rigorosamente vietato fotografare?

Qui realizziamo al vero - e con tutti i materiali autentici - gli arredi scelti dal cliente, in tutte le loro eventuali varianti. Il questo modo, prima ancora che lo yacht venga costruito, l'armatore può entrare nella sua cabina e "viverla" esattamente come se fosse a bordo, potendone valutare ogni aspetto possibile e immaginabile, anche al fine di poter decidere, per esempio, tra un'essenza e l'altra, tra un tipo di illuminazione e un'altro eccetera. Ovviamente questo vale per qualsiasi ambiente di bordo che implichi una scelta personale, il che costituisce uno degli aspetti che maggiormente ci caratterizzano rispetto agli altri cantieri che operano nel settore dei megayacht.

È per questo che si dice che i vostri clienti si innamorano più di voi, come persone, che delle vostre barche?

Al di là degli slogan, è vero che la cosa che forse colpisce di più l'armatore di un nostro yacht è proprio la totale dedizione che abbiamo nel soddisfare ogni suo desiderio. Mi permetta di dire che in questo siamo talmente sensibili che spesso riusciamo a cogliere certe esigenze prima ancora che ci vengano dichiarate. Comunque, prendiamo sul serio qualsiasi richiesta, per strana che possa sembrare, e andiamo avanti fino a quando non raggiungiamo esattamente ciò che ci si aspetta da noi. Il che, in senso molto più ampio, riguarda il concetto generale di qualità del prodotto, che si estende pure a ciò che non si vede, ma che altrettanto costituisce un fattore estremamente importante per chi investe tanto denaro in un'opera che è unica nel suo genere. In sostanza, è come se il marchio Lürssen fosse apposto su ogni cosa che fa parte dello yacht, dalla struttura dello scafo alla tappezzeria, dall'addestramento dell'equipaggio alla singola vite che fissa una cerniera.

Ci parli dell'addestramento dell'equipaggio, che è un altro fiore all'occhiello della Lürssen.

Beh, è abbastanza semplice. Uno yacht di classe necessita di personale altamente specializzato in macchina, in coperta e in cabina. Noi ci preoccupiamo di formarlo in tempi diversi, nell'ordine cronologico che le ho detto, il quale corrisponde a tre precise fasi di avanzamento dei lavori. Per esempio, nella fase di all'allestimento della sala macchine sarebbe poco utile coinvolgere un cuoco, mentre è fondamentale che ad assistervi sia uno motorista.

Insomma, un ulteriore aspetto del principio secondo il quale tutto deve essere "fatto in casa". Tuttavia, la Lürssen si avvale anche di prestigiosi collaborato esterni, come nel caso dei designer.

Quello del "tutto fatto in casa" non è un principio, ma la conseguenza dell'assoluta necessità di poter garantire il massimo livello qualitativo in ogni aspetto della creazione dello yacht. Perciò, se in una determinata circostanza esiste la necessità di affidare il design a un maestro di una certa corrente stilistica, non facciamo altro che coinvolgerlo nel progetto.

Come nel caso di Jon Bannenberg, scomparso nel maggio dello scorso anno.

Già. Il grande Bannenberg se n'è andato dopo aver concluso i disegni per uno yacht che vareremo il prossimo anno e che, certamente, sarà il migliore monumento alla memoria che gli si potesse tributare.

Concludiamo con qualche dato di mercato. Il settore dei grandi yacht sembra non conoscere crisi. Ma è davvero così "congelato" nella sua pur positiva domanda?

Effettivamente, sotto il profilo geografico, le posizioni sono le stesse da parecchio tempo. Gli Stati Uniti continuano a costituire oltre la metà delle nostre commesse, seguiti da Giappone, Europa e Medio Oriente. Tuttavia, stiamo seguendo con grande attenzione l'evoluzione del mercato dell'Est, che potrebbe aprirsi soprattutto dietro la spinta della Russia che, al momento, appare come la nazione più promettente.