
SUPERYACHT #501 Gennaio 2004
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo

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ROYAL HUISMAN "MARIA CATTIVA"
Chiunque ami il mare vivendo il rapporto con questo splendido elemento naturale
mosso da sentimenti profondi, prima o poi sogna di navigare a bordo di un
veliero capace di offrire un'atmosfera che sa d'antico. Potremmo definire
quest'immagine un elemento comune nell'immaginario collettivo di chi, navigante
per passione, sa cosa significa vedere terra all'orizzonte dopo giorni e giorni
nei quali quella sottile linea altro non era che l'incontro tra cielo e mare. Ma
se andassimo a scavare nei sogni di tutti i diportisti, scopriremmo che questa
stessa immagine è presente anche tra coloro che, fino ad oggi, non hanno
mai lasciato che la costa scomparisse a poppa per affidare la propria sorte a
quella linea azzurra che sembra fuggire dinanzi alla propria prua.
Il veliero
è l'elemento che più di ogni altro ci riporta alle grandi imprese
sui mari, dalle prime traversate atlantiche a quelle che oggi sembrano le
incredibili avventure dei mercanti d'un tempo, passando per gli affascinanti
duelli senz'armi come quello che diede i natali alla Coppa America. Ebbene, il
cantiere olandese Royal Huisman con le sue realizzazioni si rivolge proprio agli
appassionati che, mossi dai quei sogni, desiderano un veliero capace di evocare
le antiche sensazioni dei naviganti di un tempo ormai lontano, ma realizzato con
contenuti tecnologici attuali, per dirla in breve, un "modern classic" come lo
definisce Bruce King, progettista di "Maria Cattiva".
Lo yacht che vi
presentiamo in quest'occasione è un cutter di 40 metri, disegnato come
abbiamo già detto da Bruce King e allestito internamente secondo le
indicazioni del progetto sviluppato dallo studio Dick Young Design.
Perché progettare un cutter nel XXI secolo? Intanto perché questo
tipo di yacht fu sviluppato nel tardo '800 in Francia e in Inghilterra, poi
perché l'efficienza propulsiva, soprattutto nelle andature più
strette, la bolina per intenderci, è decisamente più elevata di
quella offerta da altri tipi di armo. Tali prestazioni sono dovute
principalmente alla presenza di due vele di prua che sfruttano l'effetto Venturi
generato tra loro, ottimizzando l'efficienza propulsiva dell'intero piano
velico. Il progettista di "Maria Cattiva", Bruce King, pur essendo nato nel 1964
ha all'attivo numerosi progetti di successo, con i quali ha ottenuto
riconoscimenti internazionali nel 1990, '93, '94, '99 e 2000.
Negli anni '90 e
'93 ha ricevuto gli International Super Yachts Design Award, rispettivamente per
il miglior yacht a vela di oltre 23 metri e di oltre 36 metri. Nel 1994 ha
ricevuto lo Show Boats Award per i migliori interni di yacht a vela, mentre nel
1999 la Maine Maritime Trade Association gli ha consegnato un riconoscimento per
il contributo fornito alla stessa associazione, infine, nel 2000 ha ricevuto un
ulteriore Show Boats Award per la miglior imbarcazione a vela fino a 38 metri.
Bruce King ha accolto con entusiasmo la proposta del cantiere olandese Royal
Huisman, per la realizzazione di uno yacht a vela idoneo per affrontare crociere
intorno al mondo, da vivere in assoluta sicurezza e nel massimo comfort per
l'armatore e i suoi ospiti. King ha stilizzato il design di coperta con forme
ovali per i due pozzetti e numerosi dettagli tipicamente retrò, ma per il
piano velico ha fatto ricorso a quanto di più moderno sia possibile
reperire sul mercato, vale a dire albero e boma in fibra di carbonio con randa
steccata "full batten" per ottenere il massimo delle prestazioni veliche.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 39,92
Lunghezza al galleggiamento: m 28,00
Baglio massimo: m 7,95
Pescaggio: m 3,82
Dislocamento: kg 180.000
Velocità di carena: nodi 13,1
Materiale di costruzione: alluminio
Motorizzazione: 1x640 HP MTU DDC 8V 2000 M70
Capacità serbatoio carburante: litri 11.550
Capacità serbatoio acqua: litri 4.035.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare Royal Huisman Shipyard
B.V.; Flevoweg 1, Postbus 23; 8325 ZG Vollenhove; tel. (0527) 24 31 31; fax
(0527) 24 10 64; e mail: vacatures@royalhuisman; sito web www.royalhuisman.com.

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Dunque, forme classiche e piano velico molto potente realizzato dalla North
Sails, combinazione di elementi progettuali resa possibile grazie ai materiali
impiegati per la realizzazione di scafo e sovrastrutture, tra i quali spiccano
fibre di carbonio, leghe leggere e altri materiali capaci di combinare elevate
prestazioni meccaniche con pesi relativamente contenuti, il tutto finito come se
fosse legno, quel legno che un tempo sotto raffica si lasciava sfuggire qualche
lamento. Il piano velico come abbiamo detto è a cutter, dunque, oltre
alla randa comprende due vele di prua, lo yankee con penna e bugna poste
più in alto di quelle della trinchetta, quest'ultima issata su uno
strallo parallelo posto a poppavia del primo. Lo scafo si caratterizza per il
dritto di prua molto slanciato, cavallino rovescio e dritto di poppa allungato
con specchio inclinato. Come sulle navi di un tempo, anche a bordo del "Maria
Cattiva" il quartiere di poppa ospita gli alloggi destinati all'armatore e ai
suoi ospiti, una suite con due letti matrimoniali, angolo ufficio, bagno
riservato con doccia separata e accesso indipendente dal pozzetto di poppa per
l'armatore, due cabine doppie con letti in piano e bagno privato con doccia
separata per le cabine ospiti. A centro nave si trova la sala macchine, che
separa la zona notte dalla zona living, dove troviamo un divano a C di fronte a
un tavolo con divano. Il salone è illuminato naturalmente dagli
oblò a murata e da una luce realizzata sul piano di coperta, di forma
circolare con raggi strutturali in legno, inoltre, è collegato mediante
una scala al salone presente nella tuga posta a centro nave, con il quale crea
un ampio ambiente unico sviluppato su due differenti livelli. Procedendo verso
prora si accede al quartiere destinato all'equipaggio e ai servizi, dove
troviamo quattro cabine per comandante e marinai, zona relax per il personale,
cucina, lavanderia e servizi. Gli interni, che ricordiamo essere stati
svilupatti dallo studio Dick Young Design, sono ovunque realizzati con essenze
di legno pregiato e in stile classico, in linea con l'estetica dello scafo e con
l'obiettivo di realizzare un "modern classic". Numerosi particolari come maniche
a vento in metallo lucidato, ruota del timone di grandi dimensioni nonostante
gli impianti idraulici cui è collegata, coperta completamente rivestita
in teak, che viste le forme viene voglia di chiamare con l'ormai obsoleto
termine tolda, contribuiscono a rendere "Maria Cattiva" uno yacht
incredibilmente...moderno. Modernità percepita nell'analisi della
struttura dello scafo d'alluminio, dei materiali e delle tecniche impiegate per
la realizzazione di scafo e coperta, negli accessori installati e negli ausili
alla navigazione, nella pulizia dell'ampia sala macchine controllata e gestita
da sistemi computerizzati, nella gestione del generoso piano velico, ma non
nelle forme, classiche e affascinanti. La motorizzazione è composta da un
MTU DDC 8V 2000 M70 da 640 HP, accoppiato a riduttore ZF BW 550A ed elica a
passo variabile a quattro pale. Per agevolare le manovre in acque ristrette il
cantiere ha previsto due potenti eliche di manovra, delle quali una a prua da 72
HP con piede retrattile e una a poppa fissa da 56 HP. "Maria Cattiva" è
capace di rapire lo sguardo di chiunque, appassionato e non. Per alcuni
sarà solo un'elegante nave da diporto a vela, per altri, più
attenti, uno splendido connubio tra classico e moderno, uno yacht capace di
essere al contempo tradizionale e tecnologico, dove il legno lavorato secondo i
dettami dei maestri del passato convive con impianti elettronici e accessori
dell'ultima generazione, per offrire all'armatore e ai suoi ospiti il massimo in
termini di comfort e sicurezza.
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