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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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Intervista di |
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FOURTH AZIMUT-BENETTI YACHTMASTERS
Venerdì 12 marzo si è svolta la "working session" vera e propria, caratterizzata dalla possibilità, (in teleconferenza) di permettere ai capitani di votare a intervalli regolari 3 o più domande sui temi presentati dai conferenzieri. Riesco a parlare con l'ing. Vincenzo Poerio durante una pausa pranzo dell'intenso e interessantissimo programma di venerdì 12 marzo, interamente dedicato ai lavori. Ing. Poerio il tempo è tiranno, quindi le rivolgerò solo alcune domande prima della ripresa dei lavori, anche se i temi affrontati dai relatori spaziano in molti campi e richiederebbero un tempo adeguato per essere illustrati. Sua è, mi pare, l'idea degli yachtmasters organizzati ormai da quattro anni in diverse località italiane. Da cosa è nata questa esigenza? L'idea, in effetti, mi è venuta cinque anni fa, osservando che il mondo dello yachting ha un passato in cui i comandanti provenivano dalle direzioni più disparate. Lo yachting infatti non ha avuto come esigenza primaria quella di navigare, ma piuttosto quella di soddisfare il desiderio raffinato di alcune persone benestanti, di andare per mare per il proprio piacere. Oggi però succede che si avverte il bisogno di creare professionisti perché la domanda di superyacht si è enormemente dilatata. Ecco quindi l'idea del master per permettere ai capitani di familiarizzare con i problemi che nascono dall'espansione prepotente dell'industria dei superyacht. Trattare bene i capitani, può avere un ritorno indiretto, ma in verità l'azienda oggi, vuole e si può permettere, di dare un contributo a tutto il settore per alzarne il livello professionale. Oggi avrà sentito spesso nelle conferenze l'uso delle espressioni "The winners" e "The loosers", non è un caso: dobbiamo misurarci con la concorrenza per vincere, non per perdere, e questo si ottiene puntando in alto, il più in alto possibile. Alzare il livello della sfida infatti, in tutti i settori è la nostra primaria esigenza. Abbiamo qui riuniti al San Clemente i comandanti e gli ex comandanti, considerando che i capitani di "Benetti" superiori ai 30, metri oggi nel mondo, sono 70 ed escludendo quelli attualmente in navigazione, arriviamo ai 35 comandanti di superyacht presenti al master di Venezia. Si dice che il comandante abbia nel suo DNA l'istinto innato per navigare e portare al meglio la sua imbarcazione, uno yacht in questo caso. Cosa pensa possa aggiungere questo master alla cultura marinaresca di comandanti già tanto esperti? Una cosa fondamentale: la conoscenza e l'informazione che ci sono nel mondo dello yachting molte cose da approfondire e possibilmente da migliorare. In questo modo si crea l'opportunità per un confronto e una crescita dei capitani. Sapere che nel mondo esistono certi regolamenti e certe problematiche aiuta a completare la formazione del comandante di superyacht, una figura professionale ad ampio spettro e di tipo manageriale che gestisce un equipaggio che può variare dalle 4/5 persone per yacht sui 30 metri fino alle 30 persone per yacht sui 70 metri. Ci può indicare cinque qualità fondamentali per essere un buon capitano di superyacht? Primo essere un leader, secondo essere leale, terzo essere onesto, quarto essere professionale, quinto essere portato alle relazioni umane e soprattutto capace di creare a bordo un'atmosfera gioiosa, valorizzando i piaceri che la vita di mare può offrire, dai bagni, alla cucina, agli intrattenimenti. Spesso infatti, al contrario di quanto si può pensare, le persone con molti mezzi non sono necessariamente allegre e hanno bisogno di qualcuno che sappia coinvolgerle piacevolmente. Che cosa può dirci della gentile presenza al master di due donne comandanti? Sicuramente non manca loro la determinazione visto che sono riuscite ad affermarsi in una professione tipicamente maschile. Hanno forse una marcia in più? Le donne hanno quella sensibilità in più che sicuramente le aiuta in questo mestiere. Riprendendo il discorso delle qualità dei capitani, certamente le donne sono favorite dalla natura nell'ultima qualità indicata. Oggi poi credo che il mondo stia spostando il suo baricentro dalla sfera della forza fisica alla sfera dell'intelligenza, del dialogo, della ricerca di un metodo nel "solving problem". La donna, una volta messa in disparte e pressata dalla necessità di svolgere tutta una serie di mansioni quotidiane subordinate al mestiere dell'uomo, trova oggi la voglia di esplodere nelle professioni e francamente penso possa realizzarsi magnificamente nel ruolo di capitano di superyacht, in una sintesi virtuosa tra capacità del pensare e capacità dell'agire. Tra i temi trattati nel master, due almeno quelli relativi alla sicurezza: "misure contro il terrorismo a bordo e nei porti" e "sicurezza a bordo ed evacuazione della nave". Quali sono le considerazioni che portano a dare molta importanza alla sicurezza? Le imbarcazioni da diporto di grandi dimensioni, sono nate come oggetti belli e di lusso. Non si è iniziato a costruirle pensando all'andar per mare ma soprattutto a farne oggetti di moda. Ora che il superyacht è diventato una casa di lusso che naviga per il mondo, appare evidente la necessità di pensare alla sua sicurezza. È nato così il problema di creare una normativa rigorosa per mettere in sicurezza tutte le parti dello yacht. Attualmente infatti solo le imbarcazioni che hanno un uso commerciale devono essere messe a norma. Quali gli obbiettivi immediati di Azimut - Benetti? Oggi uno dei relatori ha parlato della crescita del nostro settore: abbiamo bisogno di aumentare l'organizzazione, di investire nelle tecnologie e nei servizi. Bisogna rendere meno approssimativo il modo di operare in ogni aspetto della produzione e della gestione dei superyacht. La sessione di lavoro del master presentata da Norma Trease di Dockwalk, si è articolata nelle seguenti conferenze:
The Fourth Azimut - Benetti Yachtmasters è stata organizzata da Azimut - Benetti S.p.A. in cooperazione con Asea, Bookajet, Dockwise, EGP. e MTU. Per più dettagliate informazioni sul contenuto e il tenore delle conferenze sarebbe auspicabile l'apertura di opportune finestre sulle stesse in un prossimo futuro.
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