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SUPERYACHT #505
Maggio 2004

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Franca Urbani


SERGIO GUGLIELMONE
"CROCE DEL SUD"

Siamo nei cantieri Beconcini di La Spezia per parlare con Sergio Guglielmone, Capitano della "Croce del Sud", ferma in cantiere per lavori di restauro e pitturazione. Gentilmente il Capitano ci accoglie nella sala nautica, mentre fuori c'è una forte libecciata con 30 nodi di vento e sembra quasi di essere in navigazione con burrasca.

Comandante le sue origini sono liguri? È figlio d'arte?

Sono nato a Bocca di Magra. Mio padre comprò un motopeschereccio e già a 13 anni andai ad aiutarlo in mare. Sono nato pescatore e sono diventato prima marinaio, poi ufficiale e infine Capitano. A Bocca di Magra allora non c'erano molte alternative: o pescare o navigare.

Dove ha studiato? Qual è stata la sua carriera?

Per me è sempre venuta prima la famiglia: se da ragazzo aiutavo mio padre nella pesca, quando a 24 anni mi sono sposato, portavo le barche per vivere. Nel frattempo ho sempre studiato per conto mio, pur di coronare il sogno di diventare Capitano Marittimo, cosa che è avvenuta a Genova nel 1968. Da allora ho sempre navigato sulle navi mercantili, dove veramente si impara ad andare per mare professionalmente. In particolare sulle navi portacontainer la vita è stressante per i tempi rapidi di arrivi e partenze. Un paio di volte sono anche stato arrestato: la prima a Bengasi mentre pompavamo l'acqua salata dai doppi fondi e siccome in ultimo diventava ferruginosa i libici mi fermarono con l'accusa di inquinamento. La seconda volta a Tripoli per una questione di bandiera: i libici trovarono che la bandiera italiana più alta di quella libica fosse un oltraggio da punire. Me la cavai con la presenza di spirito in entrambi i casi. Comunque amo il mio mestiere e non lo cambierei con nessun altro al mondo.

Quali sono le particolarità della "Croce del Sud"?

È una barca di famiglia, nata dalla passione per il mare. Dal 1933 a oggi non ha mai cambiato proprietario, credo che solo lo yacht "Britannia" abbia superato questo record. È una goletta a palo, così chiamata perché alla tipica goletta a due alberi, è stato aggiunto un terzo albero per avere una vela che aiuti a stringere meglio il vento. Una scelta sicuramente dell'armatore e del progettista. La struttura è in ferro chiodato, gli interni in mogano, in coperta la tuga e la timoneria sono in teak, l'albero in spruce. Nella planimetria interna, dall'albero maestro fino a prua troviamo la cabina del comandante, la cucina e le cabine dell'equipaggio per 10 persone, oltre naturalmente ai servizi igienici. Dall'albero fino a poppa, invece, 5 cabine per gli ospiti e il salone. Sul ponte di coperta a prua c'è un salottino bar con vista mare, a poppa la sala nautica con la strumentazione per la navigazione. A poppa troviamo anche la timoneria a cielo aperto, com'è tipico in questo tipo di barche. Il ponte è ampio (8 metri di larghezza) e accoglie un tavolo per mangiare all'aperto, un "Boston Whaler", un gommone e una lancetta d'epoca. La "Croce del Sud" è fatta per andare con venti portanti (al giardinetto) non stringe molto il vento, dato il tipo di velatura, non ha nessun problema di navigazione e possiamo classificarla come una barca oceanica.

Quali le rotte preferite?

Il Mediterraneo in generale. In particolare: la Croazia, tra le nuove mete, è ancora un posto in cui a ferragosto si può trovare una caletta dove fare il bagno in solitudine; la Grecia ha ancora baie tranquille; le Baleari sono molto frequentate e mondane; la Sardegna è meravigliosa, soprattutto a Ovest, da Cagliari all'Asinara; la Turchia è bellissima e isolata. La bellezza del Mediterraneo è nei colori e nella varietà delle spiagge che alternano rocce a sabbia, rendendo ogni angolo unico e pittoresco. Inoltre non ci sono solo i bagni di mare ma anche le visite a siti storici e archeologici.

Com'è la vostra cucina di barca?

Verdura, frutta, pesce, comprati dai locali e cucinati con cura mediterranea.

Quale viaggio vorrebbe ancora fare?

Mi piacerebbe una traversata atlantica sulla "Croce del Sud". Se penso che Cristoforo Colombo ha attraversato l'Oceano sulla sua semplice caravella di 16 metri senza nessuna strumentazione, vorrei proprio fare quel viaggio sulla "Croce del Sud" per mia soddisfazione personale. Coronerei così degnamente la mia carriera di Capitano e potrei ritirarmi con il mio gozzetto a Bocca di Magra.

Quale altra barca vorrebbe comandare oltre alla "Croce del Sud"?

La "Croce del Sud". Non potrei avere il comando di una barca più bella.

La peggiore avventura?

Stavamo arrivando da Marsiglia a Genova con una portacontainer dei Messina, quando due clandestini, imbarcati su una nave mercantile, si sono buttati in mare. Non è stato facile recuperarli a causa dell'altezza delle murate infatti, abbiamo dovuto abbassare il portellone fino al livello del mare e farli entrare con l'onda attaccati alla cima e al salvagente che gli avevamo lanciato.

Il ricordo più bello?

Passare attraverso i faraglioni, (o altri passaggi delicati) è una soddisfazione personale che il Comandante dedica a se stesso e alla sua esperienza di navigazione. Non glielo chiede nessuno. L'esperienza è l'unica maestra in mare, come nella vita, seconda forse solo all'umiltà che ci vuole per imparare.

Com'è in sintesi la vita di un Comandante di superyacht?

Il motoryacht ha anche una parte burocratica notevole, io ho la fortuna di navigare su una barca a vela dove posso fare il marinaio e divertirmi, in crociera o nei raduni delle "Vele d'Epoca".

Il rapporto con l'armatore?

Meraviglioso, di fiducia e collaborazione per il bene della "Croce del Sud"

L'equipaggio?

In questo tipo di barche è molto importante avere dei veri marinai capaci non solo di fare manovre in ogni condizione, ma anche di lavorare a terra per la manutenzione della barca. In questo momento mi reputo molto fortunato in quanto ho del personale eccellente e in particolare un nostromo insostituibile, ex capitano di navi da pesca oceaniche che ha navigato nel Mar Rosso, Golfo Persico, Banchi di Terranova e Senegal.

IL COMANDANTE DELLA "CROCE DEL SUD"

Nome: Sergio
Cognome: Guglielmone
Età: 64
Nazionalità: Italiana
Scuola di formazione: Padrone Marittimo 1a cl. (Scuola serale)
Esperienza in mare: dall'età di 14 anni (ultimate le medie) ha navigato in qualità di mozzo e marinaio su barche a vela tipo Motorsailer e yacht da regata 1a e 2a cl. Fino a 27 anni. 2 anni di sport velico nella M.M. su "Artica II" e "Stella Mattutina". A 28 anni, avuto il titolo di Capitano marittimo, inizia la carriera sulle navi mercantili tipo cargo, traghetti, portacontainer della Compagnia "I: Messina & C." di Genova; in qualità di 1° Ufficiale di coperta, fino a 33 anni
Esperienze di comando: a 33 anni passa sulle navi di cui sopra, sempre con la Compagnia "I: Messina & C." di Genova, sulle rotte mediterranee, tutto il Nord Africa fino alla Turchia, Mar Rosso, Canarie, West Africa Nigeria, fino ai 40 anni (1980). Da giugno 1980 imbarcato quale Comandante sul Panfilo "Croce del Sud" attualmente a bordo da 24 anni. Bandiera: Italiana
Caratteristiche della barca: Goletta a palo (a tre alberi). Lunghezza m 42 - Larghezza m 7,80 - pescaggio m 5.00. Velocità 10 nodi
Architetto Cantiere Martinolich, Costruttore Cantiere Martinolich (Lussinpiccolo) JU
Marina preferita: Perto Cervo; Porto base inverno La Spezia, "Porto Lotti"
Rotta preferita: Mediterraneo, Grecia, Turchia, Baleari, Croazia
Quale innovazione del mondo dello yachting l'hanno maggiormente colpita e perché: la costruzione di nuovi grossi Motoryacht, ha inserito nell'ambiente del diporto, personale molto qualificato proveniente dalle navi mercantili, dando così una maggior sicurezza alla navigazione diportistica, nella quale ci sono anche molti appassionati di mare ma ... non veri marinai ...
La peggiore avventura mai capitata: Il recupero di due naufraghi clandestini al largo di Genova
Il ricordo più bello: Il passaggio tra i due faraglioni di Lipari (detti i due Carabinieri) al tramonto con rotta Est, il sole tra i faraglioni che illuminava di rosso la bandiera Italiana della "Croce del Sud"
Cosa pensa del suo ruolo di capitano, e del mondo dello yachting in cui si trova ad operare: Davanti all'immensità del mare, noi tutti, Comandanti per primi, dovremmo avere molta più umiltà, come l'arte marinaresca ci insegna da sempre perché per andare in mare bisogna essere innanzitutto marinai.