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VENEZIA 2000-2004: ESPLODE IL MERCATO DEI SUPERYACHT
C'è grande fervore a Venezia per valorizzare le potenzialità economiche insite nella nautica da diporto. È stato costituito il Distretto per la cantieristica nautica, è nato un grande Consorzio per l'assistenza ai superyach, il VYSA, Venice Yacht and Ships Assistance. Insomma, nonostante le resistenze del Commissario alle acque e sindaco di Venezia Paolo Costa, qualcosa finalmente si muove. E la necessità di tali iniziative verso la nautica da diporto per chi vive a Venezia e ha un pò d'occhio negli ultimi tempi è apparsa evidente, una novità nello "sky-line" di Riva degli Schiavoni e della Punta della Salute. Quel panorama, infatti, si è notevolmente modificato per la presenza di una grande quantità di superyacht, che entrano dalle bocche del Lido, attraccano sulle rive per un periodo più o meno lungo, e poi se ne vanno. Si tratta di splendide barche a vela e a motore che, soprattutto nella lunga e dolce estate veneziana, hanno affollato le rive come mai in passato. Alla stazione marittima di Venezia, siamo andati a intervistare su questo argomento Edward Pegan, direttore della JLT Yacht Agency. Mr. Pegan, conferma la nostra impressione circa l'aumento dei superyacht a Venezia? Assolutamente si. Da quando sono venuto a lavorare a Venezia, circa quattro anni fa, ad oggi siamo passati dalle 20 alle 200 unità previste per il 2004. È un'esplosione incredibile che ci dà grande lavoro e grandi soddisfazioni. Il nostro compito, assieme a tutte le persone e le ditte che collaborano con noi, organizzare e gestire questo prezioso traffico. Come spiega questa crescita?
Cosa offre Venezia, allo stato attuale, per attirare i superyacht? Per i clienti a bordo, sia che si tratti di charter che di armatori privati, abbiamo ottimi ristoranti, chiese e palazzi stupendi, dove possono essere organizzati eventi, shopping originali e divertenti come i vetri di Murano, i merletti di Burano, alcune manifatture tessili famose nel mondo come Bevilacqua e Fortuny che, per gli stranieri, da sole valgono un viaggio, nonché occasioni di shopping d'alta moda italiana. Inoltre, manifestazioni di ineguagliabile ricchezza culturale e di enorme impatto emotivo: la festa del Redentore con i suoi fuochi, il festival del Cinema e soprattutto la Biennale di Arte Contemporanea. Sorprendente è stata, a questo proposito, la spinta che c'è venuta per partecipare alla Biennale: pensi che nell'ultima edizione avevamo ben 15 barche nello stesso momento, giunte appositamente per la manifestazione e abbiamo già molte prenotazioni per il 2005. Si tratta di persone che danno sponsorizzazioni e sono molto coinvolte nel mercato dell'Arte Contemporanea. Un altro punto forte di Venezia è l'aeroporto: moderno ed efficiente, offre una vasta gamma di collegamenti internazionali e anche per questo Venezia viene scelta come base d'imbarco per i superyacht in crociera per la Croazia. Per chi vuole raggiungere la barca in Croazia, infatti, gli unici aeroporti di una certa dimensione sono Venezia, Spalato, Dubrovnik, mentre con jet privati si possono raggiungere aeroporti ubicati ogni 200 Km circa lungo la costa croata, un'eredità del periodo di guerra. La crociera viene intervallata con un periodo di "turn-around" (il tempo che intercorre tra lo sbarco di un gruppo di ospiti e l'arrivo dei successivi) a Venezia, ossia un periodo da 1 a 3 giorni in cui si rifornisce la barca di tutto quello che serve: provviste alimentari, parti di ricambio, servizio tecnico e anche cose peculiari come fiori commestibili per piatti raffinati. A questo punto mi viene da chiedere: quali sono le richieste più strane che avete dovuto soddisfare? Le posso fare addirittura degli esempi: andare in taxi a Bologna (150 Km ca. da qui) per comprare un particolare materasso giapponese (futon) per un armatore che non poteva usare nessun altro giaciglio; organizzare un "pedicure" per due cani di razza; richiedere l'autorizzazione per far atterrare un elicottero in Piazza San Marco (ovviamente negata); procurare una gondola da adibire al solo trasporto bagagli dall'aeroporto allo yacht (6 Km ca.) ecc.
Quali altre operazioni vengono fatte a Venezia? Quando uno yacht si trova a Venezia per un periodo di "turn-around" ci sono varie attività che devono essere svolte in un ridottissimo lasso di tempo. Ci si riferisce in particolare alle attività di riparazione e manutenzione dell'imbarcazione dal punto di vista tecnico/meccanico, elettrico/elettronico, nonché alla cura degli interni. Le attività del primo tipo riguardano essenzialmente la messa a punto dei sistemi di navigazione, radar, satellite, sistemi elettronici, aria condizionata, refrigerazione, e tutto ciò che permette il perfetto funzionamento e il buono stato generale dell'imbarcazione. Per quanto riguarda invece le attività del secondo tipo, s'intendono servizi di lavanderia, pulitura a secco di moquette e tappezzerie, pulizia e cura dei dettagli e via di seguito. Come accennato prima, la fornitura di provviste e parti di ricambio viene effettuata sempre e una cosa di fondamentale importanza per gli yacht a Venezia è costituita dall'opportunità di far rifornimento di carburante "duty-free". Quali servizi fornite agli armatori e agli ospiti a bordo? Una gamma completa e personalizzata: dai ritratti fotografici o acquerellati delle imbarcazioni, alle migliori guide per Venezia con escursioni e tour esclusivi; dai concerti a bordo anche in costume ai servizi di limousine, fino ai trattamenti di bellezza. All'arrivo delle imbarcazioni a Venezia offriamo anche un vero e proprio cofanetto di benvenuto, contenente prodotti tipici locali d'alta qualità. Cosa potrebbe offrire Venezia per attirare e soddisfare ancora di più il mercato dei superyacht? La città potrebbe, a mio parere, organizzare feste ed eventi in cui si possa realizzare una stretta correlazione tra la città stessa e lo spazio acqueo di cui vive e di cui è costituita. Penso a Cannes dove durante la mostra del cinema, quando ci sono centinaia di momenti d'incontro tra festival e yachting: una sinergia spettacolare. Inoltre, abbiamo bisogno di spazio, spazio e ancora spazio, banchine organizzate con possibilità di utilizzare acqua, corrente elettrica, cavi telefonici e telematici. Visto che a Venezia non c'è ancora un marina, quali differenze comporta per i superyacht venire in laguna piuttosto che andare a Montecarlo, quali difficoltà? Ci sono naturalmente degli aspetti positivi e degli aspetti negativi. Uno dei lati positivi è che gli yacht, ormeggiati lungo le rive o alle briccole della Punta della Salute, diventano parte integrante della città stessa e del suo panorama. Un lato negativo è invece rappresentato dal fatto che, senza lo spazio ben preciso ed organizzato di una potenziale marina, le richieste d'ormeggio superano lo spazio attualmente a disposizione. Come accennato sopra, la mancata possibilità di usufruire di quei servizi basilari normalmente a disposizione in una marina, rende la visita dello yacht a Venezia un pò più complicata. Mr. Pegan, lei sta a Venezia ma viaggia continuamente tra i vari centri mondiali dei superyacht: dall'alto della sua esperienza, cosa può dire sul futuro di questa attività a Venezia e nel mondo? Si può dire che, nell'ultimo decennio, il settore megayacht sia considerevolmente aumentato, nonostante il recente spettro della recessione abbia colpito molte nazioni. Alcuni paesi o città hanno preso in pugno tale settore e hanno saputo trarre vantaggio e beneficio dalla sua crescita ed espansione. Alcune economie insulari, per esempio, sono cresciute grazie all'indotto da esso derivato (officine e laboratori di riparazioni, uffici per la "charterizzazione" e la vendita, fornitori di prodotti e servizi locali, turismo, nuovi impieghi e così via). Venezia, con la sua bellezza e il patrimonio di conoscenze navali e marittime, nonché per la sua posizione geografica, ha il potenziale per diventare un centro mondiale di yachting. |