
SUPERYACHT #509 Settembre 2004
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Antonio Bignami

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AGOSTINI NAUTICA La vetroresina italiana per gli yachts nel mondo
Agostini Nautica, nata nel 1973, é un gruppo costituito da
tre aziende, Agostini Nautica, Resin Craft e RDE. La superficie
produttiva di 12.000 mq. distribuiti su 4 stabilimenti con 170
dipendenti, rappresenta una delle più importanti
realtà mondiali nel settore dello stampaggio degli scafi ed
é attualmente in Italia il più importante fornitore
di manufatti in Vetroresina per il diporto nautico con un
fatturato che, nell'anno 2002, ha raggiunto i 10.000.000 di Euro.
Parliamo di cifre importanti: oltre 250 scafi e coperte, tra i 12
e i 35 metri di lunghezza, prodotti ogni anno in stabilimenti che
abbiamo visitato con attenzione e "toccando con mano"
un'organizzazione lavorativa molto efficiente. Agostini Nautica ha
messo a punto tecnologie e procedimenti costruttivi sempre
più innovativi e in grado di precorrere i tempi.
In trent'anni e passa di attività Agostini Nautica si
é affermata quale fornitore dei più importanti
cantieri italiani soprattutto perchè ha basato il proprio
successo "dialogando" con le aziende committenti, mettendo sempre
e comunque a disposizione le proprie competenze sin dalle prime
fasi di progettazione, collaborando direttamente con i designer e
gli uffici tecnici dei singoli cantieri. Qualità e
affidabilità sono i marchi distintivi dei prodotti Agostini
Nautica, ma con un occhio attento e competente allo studio dei
particolari, mettendo in campo sia le tecnologie più
avanzate sia le più tradizionali abilità
artigianali.
Per capire meglio il mondo dello stampaggio della vetroresina,
abbiamo parlato con il titolare Roberto Agostini, e con Luca
Matteucci, responsabile del settore produttivo.
È giusto dire che nel panorama produttivo del settore
nautico c'é vetroresina e vetroresina?
Nel settore nautico i materiali sono abbastanza tradizionali: in
altri, penso al settore automobilistico oppure a quello
aeronautico, sono avanzatissimi mentre nella nautica siamo sempre
abbastanza indietro.
Questo perchè?
Per i costi, innanzitutto, e poi perchè non c'è
molta ricerca sulla vetroresina e sullo scafo: ce n'è sugli
interni, sulle motorizzazioni, sulle linee, ma non sui materiali
di costruzione. Ogni tanto si cerca di migliorare, di proporre
nuove tecnologie e nuove soluzioni, ma appena il cantiere sente
parlare di un 10/15% in più dei costi, si fa fatica a
farglieli accettare.
Formuliamo un'ipotesi basata su due variabili, quella economica
e quella della qualità del prodotto. A un cantiere quanto
conviene far fare la vetroresina fuori, a una azienda
specializzata come la vostra?
Conviene sempre e comunque: perché aziende come la nostra
sono specializzate, percorrono nuove strade, sperimentano
continuamente tecnologie innovative.
Mi fate qualche esempio?
Noi, ad esempio, stiamo da tempo percorrendo la strada
dell'infusione, un procedimento di lavorazione della vetroresina
simile allo Scrimp (stratificazione sotto vuoto n.d.r.) ma
differente per i materiali impiegati e per alcune procedure (come
la disposizione dei tessuti per far correre meglio la VTR ecc.)
L'avvenire della vetroresina quindi é, secondo voi,
l'infusione sotto vuoto?
Non abbiamo al momento ancora sufficienti elementi per poterlo
dire con certezza. Noi stiamo sperimentando e facendo già
alcune cose con questa tecnologia, alcuni nostri clienti ci
credono, altri ancora no. Sicuramente la qualità finale del
prodotto é migliore, certo costa di più e questo
può essere, in questo momento, un problema. Un altro
problema potrebbe essere il fatto che l'infusione é una
tecnica, non una particolare tecnologia di utilizzo di materiali
che, del resto, non hanno caratteristiche specifiche per questa
tecnica se non "accorgimenti" adatti all'infusione. La questione
costi va poi rapportata anche all'esperienza che nel tempo
riusciremo ad accumulare: attualmente, in fase sperimentale,
l'aggravio è attorno a un 15% in più. Se e quando la
tecnica dell'infusione sotto vuoto entrerà a regime,
presupponiamo costi superiori del 6/7%.
Dato per certo che una barca realizzata con la tecnica
dell'infusione avrà una vetroresina migliore, quali sono i
vantaggi dal punto di vista produttivo?
Sono molti: innanzitutto, la possibilità di governare e
programmare il processo produttivo. Quindi sapere in anticipo
quanta resina occorre, poter contare su una maggiore
uniformità della resina all'interno del prodotto, potersi
svincolare in gran parte dal fattore umano che spesso può
creare, e oggi lo sta facendo, la differenza. E poi ci sono molti
miglioramenti a livello di impatto ambientale, un ambiente
lavorativo migliore per i nostri tecnici e operai, e un utilizzo
più mirato della manodopera che sarà meno numerosa
ma molto più preparata e specializzata.
Ci sono aperture verso mercati esteri?
Abbiamo molti contatti e stiamo cercando di intensificarli e
concretizzarli maggiormente. Abbiamo fatto un 30 metri per il
mercato inglese, un 25 metri per un cantiere tedesco, abbiamo un
contatto con la Francia per un catamarano da 20 metri, insomma,
guardiamo avanti.
Per ulteriori informazioni: Agostini Nautica, Via Bevano
16, 48010 Castiglione di Ravenna (RA) Italy, Tel. +39 0544 554227,
Fax +39 0544 554310, www.agostininautica.it
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