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SUPERYACHT #509
Settembre 2004

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Fabio Petrone


TECNOMAR VELVET 35


SPORTIVA PER VOCAZIONE

Il marchio Tecnomar ha una storia importante nel settore dei motoryacht open. Per molto tempo si è trattato di barche velocissime, con prestazione "monstre" tali da poter soddisfare le aspettative di quei clienti che sotto la pelle, l'adrenalina vogliono sempre sentirla scorrere a fiumi, anche quando si va per mare. Scafi estremamente tecnici, quindi, che hanno consentito a questo cantiere di maturare una notevole esperienza in ogni ambito della costruzione, delle trasmissioni, delle carene prestazionali, tutto rigorosamente all'insegna dell'hi-tec.

 

SCHEDA TECNICA
Materiale costruzione VTR
lunghezza f.t. m 34,20
larghezza m 7,20
dislocamento t 130
posti letto 8+1 in quattro cabine
posti letto equipaggio 6 in tre cabine
riserva carburante l 10.000
riserva acqua dolce l 2.000
motorizzazione 2x2.285 HP MTU serie 396
velocità massima kn 30.

Per ulteriori informazioni
Tecnomar S.r.l.: via Virgilio, 220; 55049 Viareggio (LU); tel. +39 0584 392901; fax +39 0584 392902; web site: www.tecnomar.com.

 
Questo "know how" è ancora ben tangibile su una gamma che, una manciata di anni fa, la famiglia Sarti, propietaria di Tecnomar, decise di far crescere. Innanzi tutto, nelle dimensioni delle sue barche, elevate al "rango" dei 24 metri, poi, nello sviluppo di nuovi stilemi estetici, meno estremi ma sempre fortemente caratterizzati dall'impronta sportiva, quindi, nella diversa interpretazione degli interni, sempre assolutamente personalizzabili e allestiti con standard da veri superyacht. Insomma, un nuovo corso che l'utenza sembra aver apprezzato non poco, visto il successo ottenuto dal cantiere con le varie Madras e Velvet. Ecco ora un nuovo "step" nella crescita della Tecnomar, rappresentato da questa nuova ammiraglia, una imponente 35 metri chiamata sempre "Velvet". Non c'è da stupirsi, dunque, per le sue linee, che di sportività ne estrinsecano parecchia, né per gli interni, scelti dal suo armatore Roberto Mancini, neo allenatore dell'Inter di Milano, già cliente Tecnomar: raffinati, attuali, curatissimi, che ben si sposano con l'estetica complessiva dello scafo. Il Velvet 35 segue a tutti gli effetti l'impostazione "coupé" adottata da molti su open di grandi dimensioni, interpretando il concetto con l'assunzione di linee quasi sinuose del sopra coperta. La tuga, abbastanza bassa a prua, dove troneggia un prendisole enorme, sale fino a centro barca integrando prima un grande parabrezza abbastanza arcuato, poi le finestrature laterali ellittiche, fino a comprendere, verso poppa, uno spoiler con funzione porta antenne, che domina il sottostante pozzetto. Lì "l'hard top" si abbassa, scomparendo proprio dove la murata, nella vista laterale, acquisisce rotondità, allungandosi nelle forme fino a integrare, a sua volta, la "spiaggetta". Grande enfasi è stata concessa al pozzetto dove, oltre a un secondo prendisole, l'allestimento prevede una dinette a sedute contrapposte per 8 persone, sempre di forma arrotondata, utilizzabile per i pranzi all'aperto, servita da un mobile che comprende frigo, "ice maker" ecc.. L'area, come il ponte rivestita in teak, è ben collegata sia alla plancia, sempre in teak, grazie a una doppia scalinata ricavata sullo specchio di poppa, sia al salone interno, per via di una porta di accesso a quattro ante che spalancata rende le due aree, in pratica, come un unico ambiente, estremamente vivibile anche in totale "plain air". Questo perché il tetto del salone è in buona parte apribile, grazie a un servomeccanismo elettroidraulico, che, altrimenti, chiude perfettamente l'area consentendone la climatizzazione. A rafforzare il concetto di ambiente unico, anche qui troviamo il teak, posato come in coperta, con strette "fughe" in gomma. Una scelta assolutamente condivisibile quella di Luca Dini, il designer che, assieme a Roberto Zappelli, responsabile del design tecnico dello scafo, firma sia gli esterni sia gli interni di questa Velvet 35. "Per dare forza alla caratterizzazione complessivamente sportiva dello scafo - ci ha detto l'architetto - abbiamo scelto l'uso di legni al naturale, Rovere per l'esattezza, ma sabbiato, con pareti rivestite in cotone grezzo, stesso tessuto utilizzato per le tende, mentre maniglie, rubinetti e faretti sono in acciaio "spazzolato". Il nostro sforzo progettuale, in generale, è stato quello di dare modernità al design del mobilio, ma siamo stati molto attenti anche all'illuminazione, pensando a soluzioni che integrassero tutti e due gli aspetti. Un esempio lo abbiamo nel disegno dei "testaletto" presenti nelle cabine, che è complementare alla parete sulla quale sono fissati, nella forma e nel colore, lo stesso utilizzato anche per il copriletto. In quel caso abbiamo studiato un'apposita illuminazione capace di enfatizzare le suggestioni che tale soluzione già di per sé garantisce, con ottimi risultati. Per quel che riguarda la compartimentazione della zona notte - continua Dini - i primi ambienti che troviamo, da poppa, sono il bagno, caratterizzato da un vano doccia per due persone, e l'attigua "dressing room", entrambi di servizio alla cabina armatoriale. Questa è molto grande, perché sfrutta tutta la larghezza concessa dal ponte, luminosa, per la presenza di due oblò per murata, allestita con l'angolo "vanity" e comodo divano a "L". A centro barca ci sono le due cabine ospiti, entrambe dotate di letti in piano e locale bagno con box doccia separato. Delle due quella di dritta è leggermente più ampia, pensata per accogliere un terzo letto a "pullman" e arredata con una scrivania, utile piano d'appoggio per un ospite che intenda lavorare a bordo o per i giochi dei bambini. A prua, separata da una porta nel corridoio, c'è la cabina VIP, anch'essa grande, con letto matrimoniale e locale bagno dedicato, accessibile però anche dal corridoio stesso per poter essere utilizzato anche come "day toilette". Per il ponte superiore - ha aggiunto l'architetto - la barca presenta un unico ambiente molto luminoso, suddiviso in due distinte aree: verso poppa c'è il "living", composto da un divano a "L" e da un secondo divano contrapposto, lungo la murata di dritta, accanto al quale c'è un mobile che integra una TV al "plasma" da 50"; verso prua, a sinistra, c'è la zona pranzo con tavolo per 12 persone, mentre a dritta è posizionata la stazione di governo. Anche in questo caso abbiamo voluto proporre qualcosa di innovativo, con un cruscotto avveniristico, la plancia rivestita di pelle blu e tre comode sedute per timoniere e copiloti. La presenza, a poppavia del "cockpit", di un ulteriore divano a "L", rende l'area estremamente conviviale, integrando di fatto chi timona con gli ospiti presenti." Per questa barca, motorizzata con una coppia di MTU da 2.285 HP ciascuno, con la spinta di classiche linee d'asse, il cantiere dichiara 30 nodi di velocità massima.