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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato
Intervista di Fabio Petrone a Emile Bilterijst, amministratore delegato del cantiere Moonen |
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L'ACCIAIO SECONDO MOONEN
La cantieristica olandese, specie quando si parla di scafi realizzati in metallo, storicamente ma soprattutto per la qualità delle barche prodotte, rappresenta un punto di riferimento per parecchi competitor mondiali. Fanno scalpore le grandi navi, a motore ma anche a vela, che lì vengono costruite e che danno indubbio lustro a tutta l'industria nautica "dutch", un comparto produttivo che, tuttavia, si compone di numerose altre realtà.
La 114 Explorer è una barca molto importante per noi, perché segna un ulteriore ampliamento del nostro mercato, vedendoci al debutto in un settore molto interessante, quello degli explorer yacht. Dopo i Bradford, ancora una nave da diporto d'impostazione classica? È il concetto, quello della barca sicura, comoda, particolarmente robusta, dotata di un'autonomia notevole e per questo capace di affrontare con disinvoltura le crociere più lunghe e impegnative, ciò che ha di classico questo yacht. Per il resto si tratta di una barca che dal punto di vista tecnico utilizzerà le migliori soluzioni possibili per garantire un livello di comfort che avrà pochi termini di paragone. D'altronde questa è anche la filosofia che accomuna tutte le nostre barche. Investiamo molto, sia in uomini sia in risorse finanziarie, per garantire che ogni Moonen sia una barca ineccepibile, dotata di impianti sempre più affidabili e di un livello di finitura ottimale. Chi firma il progetto? La barca è stata disegnata da Renè van der Velden mentre la parte tecnica è stata affidata a Stolk Marimecs in collaborazione con lo staff progettuale del cantiere, in pratica lo stesso gruppo di lavoro che ha firmato il nostro Moonen 84, uno yacht che ci sta dando parecchie soddisfazioni. Sarà sempre una barca con carena in acciaio e sovrastrutture in alluminio? Anche questo fa parte del nostro modo di costruire. La carena sarà dislocante, in acciaio rinforzato, per navigare con sicurezza anche a latitudini dove c'è ghiaccio. Il suo sviluppo verticale, per altro contenuto, sarà su tre ponti, dove il sund deck sarà interamente dedicato al relax e alla vita all'aria aperta. Quindi, sarà anche una barca che potrei definire mediterranea, con adeguati spazi esterni per vivere pienamente il mare e il sole. Il lower deck ospiterà invece la zona notte equipaggio e quattro cabine per gli ospiti, tutte con locale bagno dedicato. Sul Moonen 114, che sarà varato nei primi mesi del 2006, l'armatore avrà a disposizione un'area collocata a pruavia del ponte principale, dove è stato possibile sfruttare l'intera larghezza dello scafo, risultando così davvero ampia. Stazione di governo e alloggio comandante saranno invece collocate sull'upper deck. Gli explorer sono yacht che si caratterizzano per avere un'autonomia notevole. La barca è stata pensata per restare a lungo in crociera anche senza scalo ed è per questo che sarà dotata di ben 45.000 litri di carburante. Alla velocità di crociera di 10 nodi, ciò le consentirà di navigare per ben 4.500 miglia, mentre la velocità massima, assicurata dai due MTU 12V2000 installati a bordo, sarà di 13 nodi. Con questa barca darete il via a una nuova linea di navette explorer? È nelle aspettative del cantiere. Renè van der Velden ha già disegnato per noi due ulteriori explorer, più piccoli, rispettivamente di 90 e 76 piedi che, ovviamente, sotto il profilo estetico mantengono lo stesso family feeling espresso dal 114'. Sono parecchio fiducioso per il loro successo, anche perché quello attorno ai 24 metri di lunghezza, nonostante la crescita del mercato verso misure più ampie, resta sempre un settore molto vivo e competitivo. Anche su metrature di questo genere, riuscire a proporre yacht di grande personalità estetica, oltre che di spessore tecnico, è una delle chiavi di volta per poter affermare la propria produzione. Attorno alla soglia degli 80 piedi state concentrando un'offerta davvero interessante, interpretando di volta in volta scafi dalle forme diverse. Non solo attorno agli 80 piedi. Ad esempio, entro la prossima primavera, vareremo un'altra barca secondo me capace di evocare grande appeal da parte della clientela. Si tratta del Moonen 96, uno yacht che vanta proporzioni invidiabili, slanciato, che sta davvero bene sull'acqua. Sarà una barca molto spaziosa, il cui layout interno vede lo sviluppo di ben sei cabine ospiti, una per la baby sitter, oltre naturalmente agli alloggi delle quattro persone di equipaggio e a una grande cabina armatoriale. Il disegno è del "solito" Renè van der Velden mentre la generosa volumetria della barca è stata allestita sotto la guida dell'architetto italiano Alessandra Negrato. Sarà anch'esso un long range cruiser? Con le dovute proporzioni rispetto alla 114 Explorer, si. Anche la Moonen 96 potrà permettersi lunghe crociere, visto che a 9 nodi di velocità può navigare per 3.500 miglia. Quale sarà la velocità massima? Raggiungerà i 13 nodi. Vorrei avere le sue sensazioni sul mercato, qual è l'attuale situazione e quali saranno gli sviluppi futuri per il settore dei superyacht. È indubbio che l'attuale situazione dei cambi sia molto penalizzante per la nautica europea - ricordiamo che l'intervista è stata rilasciata con il Dollaro ancora lungi dallo sfondare ampiamente quota 1,3 nel cambio con l'Euro n.d.r. - non solo per l'Olanda o per Moonen. Negli Stati Uniti, che rappresentano un pò per tutti un potenziale bacino di utenza molto vasto, stiamo perdendo competitività, noi olandesi ma anche voi italiani, gli inglesi, i tedeschi. Fortunatamente noi stiamo lavorando ancora bene anche se la suddetta questione dei cambi ci costringe a cercare maggiore penetrazione in altri mercati. Pensa ai così detti mercati emergenti, tipo Russia o Cina? Credo che quelli siano ancora mercati prematuri per un certo tipo di barche. Lì la nautica deve ancora crescere, è agli albori. No, penso ad esempio al mercato del Mediterraneo e a tutti i mercati mondiali che questa globalizzazione ci concede. |