Condividi questa pagina
Invia ad un amico

In primo piano

POLTU QUATU CHARTER
Noleggio imbarcazioni in Sardegna

MATTIA S.R.L.
Catamarani sportivi e da crociera

TUSCANY WIND
Generatori eolici e solari per barche e camper

CORSONI YACHT BROKER
Barche usate, finanziamenti e charter

VERGAPLAST
Trimarani, lance, derive veliche, motoscafi, canoe, tender

Altri inserzionisti...


SUPERYACHT #513
Gennaio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di
Franca Urbani


DAMIANA CORRIAS
Donna capitano

Damiana Corrias è una delle pochissime donne capitano di superyacht esistenti e l'abbiamo rintracciata attraverso un passaparola tra i suoi colleghi uomini. Attualmente, è al comando di un Farr Southern Wind di 22 metri, "Nessun Dorma", che è stato costruito in un cantiere di Cape Town in Sudafrica. Guarda caso anche l'armatrice di "Nessun Dorma" è una donna che evidentemente non ha pregiudizi sull'abilità marinaresca del gentil sesso. Incontro Damiana a Viareggio e chiacchieriamo tranquillamente della sua attività a bordo dello yacht ormeggiato nella darsena Arpeca, dove passerà l'inverno, dopo un'intensa stagione estiva fatta di magnifiche veleggiate nel Mediterraneo.

Damiana, raccontami delle tue origini

Sono nata 36 anni fa nel Sud della Sardegna, in una casa sul mare a Portoscuso, in provincia di Cagliari. Sono una donna capitano che da nove anni comanda barche a vela, faccio pertanto un mestiere che è sempre stato, per tradizione, quasi esclusivamente maschile. Basti pensare che da sempre i marinai pensano che le donne a bordo portino sfortuna, mentre le considerano perfette nel ruolo di mogli di capitani.

Raccontaci, in breve, come è iniziata la tua vita sul mare

Ho coltivato sin da piccola la passione per il mare, a 14 anni, insieme a un gruppo di amici ho fondato il Windsurf Vela Club del mio paese, erano gli anni in cui si iniziava appena ad andare a vela su tavola e per il mio compleanno ho ricevuto un windsurf usato. A 18 anni ho conseguito il brevetto di istruttore federale di vela e windsurf, nonostante frequentassi l'istituto tecnico per ragionieri, il mio pensiero era sempre più lontano dal grigiore dei calcoli e sempre più vicino all'azzurro del mare. Tuttavia, allora lavoravo con mia madre nel negozio di fiori e nel tempo libero veleggiavo con gli amici. Mai avrei pensato che il mio amore per il mare potesse diventare un vero lavoro.

Qual è stata la tua formazione marinaresca?

Non ho frequentato l'Istituto Tecnico Nautico perché, dati i tempi, la mia famiglia non avrebbe mai acconsentito a una tale scelta. All'inizio la mia formazione è avvenuta esclusivamente in barca, grazie all'insegnamento di ottimi velisti che mi portavano in mare con loro e mi trasmettevano le loro conoscenze sull'arte di navigare. Quando quattro anni fa il diporto è stato equiparato al mercantile, ho dovuto affrontare una serie di corsi per acquisire il titolo professionale marittimo di capitano di 2°classe, che mi permette di condurre imbarcazioni fino a 7.000 tonnellate.

Traversate atlantiche?

Si, diverse, quella con "Gael", poi nell'inverno del 1997 su "Lady Samanta", un Ketch di 17 metri di proprietà di Ennio Nardi del Circolo Velico d'Altura di Chioggia. Barca affondata l'anno scorso in una tempesta al largo di New York, fortunatamente senza causare vittime. Nel 1998 insieme ad altre persone su un catamarano a vela di 16 metri e nel 1999 sul primo Wally, "Mister Geco" di 25 metri.

Come donna comandante hai avuto particolari problemi?

All'inizio avvertivo una scarsa considerazione nei miei confronti, poi, man mano che aumentava la fiducia in me stessa ho imparato a farmi rispettare.

È stato difficile trovare lavoro nel tuo ruolo di capitano donna?

Assolutamente sì. E se non fossi stata aiutata affettuosamente da Battista Borea d'Olmo, che ha sempre creduto in me, l'armatore di "Naly" non mi avrebbe mai scelta come capitano proprio in quanto donna.

Conosci altre donne capitano?

Ci sono molte donne che portano barche, ma pochissime con una qualifica professionale. So che ce ne sono alcune tra i capitani inglesi. Tra le italiane ricordo Lucia Pozzo, comandante di "Zaca", barca d'epoca di 30 metri appartenuta ad Errol Flynn. Inoltre, Sandra Mosato che comandava il catamarano "Balindo Balindo". La prima ormai ha smesso, la seconda è ancora attiva e sta attualmente cercando un imbarco di sua soddisfazione.

Come mai sono così poche le donne capitano di superyacht?

Ci vuole molta forza d'animo per sopportare i pregiudizi in questa professione. Io mi ritengo molto fortunata perché molte persone mi hanno aiutata e mi hanno dato fiducia. Per fare questo mestiere le donne devono essere molto motivate, ma spesso interrompono la carriera perché si fidanzano, si sposano o aspettano un figlio.

Quali sono altri ruoli tipicamente femminili a bordo dei superyacht?

La cuoca e l'hostess. Fino a 10 anni fa gli armatori non volevano hostess a bordo, oggi non c'è yacht che non le impieghi con soddisfazione. I tempi cambiano a favore dell'utilizzo delle donne a bordo, ma conta molto anche la formazione professionale. Se una donna è preparata viene assunta per tutto l'anno con tutte le garanzie del caso, altrimenti ottiene solo incarichi stagionali, in condizione di precarietà.

Com'è formato il tuo attuale equipaggio?

Oltre a me ci sono una cuoca e un marinaio.

Secondo te una donna ha qualcosa in più in questa professione rispetto agli uomini?

Oggi, che la forza fisica non è più così importante a bordo, la donna può dedicarsi a organizzare la vita sulla sua barca con una cura sicuramente pari a quella di un uomo, forse anche maggiore.

Che effetto fa sugli estranei una donna comandante?

All'arrivo nei porti avverto in genere una certa ammirazione da parte degli uomini, ma a volte da parte di alcuni, per la verità pochi, anche un leggero disappunto.

Cosa diresti a una giovane donna intenzionata a fare il capitano di superyacht?

Perché no? Se è disposta, un passo dopo l'altro, a fare la gavetta e ad essere molto ma molto determinata, in tempi certo non brevi arriverà di sicuro, e avrà anche un buono stipendio, sempre comunque, un pochino inferiore a quello di un uomo. Inoltre, se vorrà tenersi stretto questo lavoro, dovrà trovarsi un fidanzato che abbia la pazienza di aspettarla, e se vorrà dei figli dovrà avere accanto un marito e delle persone amiche che l'aiutino a conciliare casa e barca.

Il comandante del "Nessun Dorma"

Nome: Damiana.

Cognome: Corrias.

Età: 37 anni

Nazionalità: italiana.

Scuola di formazione: Istituto Tecnico Commerciale.

Precedenti esperienze di comando: "Naly", per otto anni.

Imbarco attuale: capitano su "Nessun Dorma".

Bandiera: Italiana.

Caratteristiche principali della barca, (progetto, distribuzione interna, impianti teconologici e strutturali): Farr yacht design per le linee d'acqua e il piano velico.

Architettura interni (colori, materiali, decorazioni, luci): Progetto dell'arch. Antonio Minniti per la geometria del ponte e l'arredo interno.

Marina preferito: Invernaggio a Viareggio.

Rotta preferita: rotte mediterranee.

Quali innovazioni del mondo dello yachting l'hanno maggiormente colpita e perché? Le innovazioni relative alla sicurezza in mare (gps cartografico, radar, epirb) perché ci permettono di godere appieno il mare senza correre rischi inutili.

La peggiore avventura mai capitata nella sua esperienza di capitano: L'incontro con un pescecane in Australia, una volta che mi ero tuffata per controllare la chiglia.

Il ricordo più bello nella sua carriera di capitano: Quando il mio primo armatore, nel 1996, mi diede l'incarico di portare il Naly, provai una grande gioia e sentii l'orgoglio di avercela fatta, come donna e come capitano. Ricordo di aver pensato che si chiudeva la fatica della gavetta, ma se ne apriva un'altra, più grande e densa di responsabilità.

Cosa pensa del suo ruolo di capitano e del mondo dello yachting in cui si trova adoperare: Sono molto contenta e orgogliosa del mio lavoro, perchè mi permette di stare a contatto con il mare. È un lavoro faticoso che tuttavia amo molto anche perchè alterna periodi molto tranquilli con altri veramente frenetici. Sono una romantica innamorata della vela, ma penso che il mondo dello yachting stia cambiando velocemente e richieda figure professionali che sappiano adeguarsi alla nuova tecnologia. Per questo pur avendo conseguito il titolo professionale per comandare navi sino a 7.000 tonnellate, ho già programmato di seguire un corso di competenze collaterali sulle norme di sicurezza antiterrorismo e tante altre materie nuove e stimolanti.